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Le regole del gioco

Pubblicato domenica 21 Dicembre 2025 alle 06:10 da Francesco

Talora, a posteriori, riesco a dare una rappresentazione sinusoidale degli eventi che mi consegna il loro senso intrinseco. Simili constatazioni sono d’utile presa sugli eventi futuri giacché lo stesso andamento suole ripetersi seppur con intervalli di lunghezza diversa. Non uso presunti paroloni per il solo gusto di farlo sebbene questa sia la ragione precipua: descrizioni diverse non mi sorgono spontanee. In buona sostanza cosa voglio affermare a futura memoria per mio uso e consumo? Il mio intendimento è quello di ricordare a me stesso, una volta ancora, come gli eventi più disparati abbiano sovente un andamento comune che prescinde dalle loro implicazioni e dagli aggettivi che a queste si possono applicare.
A margine di righe così pretenziose non colgo solo lo scopo didattico, bensì lo stupore di come una siffatta banalità non sia scontata malgrado così appaia di primo acchito. Per me la contemplazione degli eventi in differita talvolta desta un interesse maggiore e rivela una maggiore pregnanza di quanto riesca a suscitare l’attiva e diretta partecipazione alle vicende riassunte in un secondo tempo, ovvero un tempo che sa ritardare se stesso come se fuggisse dalla propria ombra. Immagino che queste cose non siano chiare per chi non le scriva, ma solo l’autore ne è l’autentico destinatario e quindi il circuito si chiude in un fulgido esempio di corrente continua. Da una certa prospettiva così prospettata, volontaria come l’accostamento sì assonante, credo che la forma conservi e superi la sostanza mentre quest’ultima si limiti a sbraitare un suo fuorviante e infondato primato. Gli effetti del pensiero sulla realtà giudicano il rapporto tra il primo e la seconda, anche quando taluni assumono che la gerarchia tra l’uno e l’altra sia in un modo o nel modo opposto: il resto sono ciarle di cui io do conto con scritte così trascurabili e tascabili.

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