30
Ago

Inazione a distanza

Pubblicato sabato 30 Agosto 2025 alle 03:35 da Francesco

Non conto sul tempo contato e non cerco di scardinare gli orizzonti più prossimi con prospettive troppo lontane. Il caos e il caso si scambiano una lettera in un gemellaggio semantico, più una forma di politeismo che di polisemia, ma forse il primo è soltanto un’altra forma d’ordine e l’esistenza del secondo ha tutti i crismi di una pura illusione. Non so in quale misura ogni giorno sia debitore al precedente, ma io non ho crediti da riscuotere né millenni a cui fare visite di cortesia. Dove sono finiti tutti coloro che furono? O furono solo finiti sin dal loro caduco inizio? I cognomi storpiati, i battesimi della goliardia, le idiosincrasie e le complicità, anch’esse estinte con i rispettivi microcosmi nel collasso intrinseco che è proprio di ogni transitorietà. Nulla v’è più di quanto fu e nulla più sarà né di quanto v’è né di tutto ciò che ancora deve esservi.
Non sono un residente del sistema solare, ma ho un visto temporaneo per motivi esistenziali e così mi aggiro sull’ecumene come se davvero cercassi qualcosa di risolutivo. La nostalgia di casa non riguarda questa dimensione né questo piano della realtà. Cosa ne è di tutte le attese che mai diventano altro? Dove finiscono i vuoti a perdere di chi mai raccoglie le cose sperate? E l’energia degli sforzi vani in cosa va convertendosi? Le tombe che nessuno vede, i morti che nessuno conosce, il senso che sfugge e quello che qualcuno capisce: sussiste una differenza apprezzabile tra il silenzio di un ossario e quello di un soggiorno, o forse il paragone tra l’uno e l’altro è un maldestro tentativo con cui cerco di attribuirgli un dominio e un peso più di grandi di quanto già non sia il portatore? Nelle sinistre ore della notte qualcosa tarda ad arrivare, ma spesso non viene alla luce nemmeno quando la luce prende il sopravvento. Le scomparse si ripetono con interpreti diversi, repliche di copie già sbiadite, plagi di menti plagiate a loro volta: nulla si avvera che già non abbia conosciuto un ciclo di estinzione. C’è una ragione per la quale non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, ma non ho idea se si tratti della stessa che si cela dietro la crisi degli stabilimenti balneari. L’inflazione picchia forte, specialmente quella di una certa teoria cosmologica.

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21
Ago

Con stima e ammirazione per l’intelligenza artificiale

Pubblicato giovedì 21 Agosto 2025 alle 02:57 da Francesco

La prendo larga e la rendo criptica, un po’ per darmi un tono, un po’ per togliermelo. Nell’ultimo anno ho avuto come scopo l’abbassamento dell’entropia in un certo ambiente, conditio sine qua non per “operarci” con relativa prevedibilità. Il risultato è stato parziale perché il tutto non può essere completamente automatizzato ed è sempre necessario un minimo di supervisione umana, però ho raggiunto un compromesso che reputo accettabile. Ho delle buone conoscenze informatiche, ma sono pur sempre quel tipo di autodidatta che un tempo veniva chiamato smanettone, perciò avevo bisogno di un ausilio fondamentale per sviluppare certe mie idee da cui trarre un minimo di profitto.
Se non ci fosse stata l’intelligenza artificiale non sarei riuscito a crearmi certi strumenti, perciò non posso considerarmi un programmatore vero e proprio: per fortuna non devo partecipare al Pwn2Own e le mie esigenze sono di ordine più pratico (e venale). La mia piccola fortuna risiede nelle idee e nella vivace curiosità che me le fa mettere in relazione in modi insoliti, ma la maggior parte del lavoro sporco tocca a Grok e a ChatGPT, tanto che di quest’ultima ho sottoscritto l’abbonamento mensile. Senza nulla togliere a linguaggi nobili come il C e il C++, ma io ho bisogno solo di alcune librerie Python, NumPy in particolare.
C’è poi tutta una parte matematica di cui non ho padronanza alcuna: io al massimo posso risolvere un’equazione di primo grado. Per esempio non avevo e non ho idea di cosa siano nello specifico i filtri di Kalman o le catene di Markov, ma sono due concetti che ho sperimentato in molteplici combinazioni al fine di escluderne l’impiego nel mio codice. Quello che cercavo era più vicino a una banalissima media ponderata (quasi un uovo di Colombo), quindi nel dominio dell’aritmetica, ma applicata in maniera nient’affatto intuitiva. La verità, infine, è solo quella che emerge dal beta testing e della quale, per ora, mi beo d’esser testimone e parte in causa.

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11
Ago

A volte ritornano

Pubblicato lunedì 11 Agosto 2025 alle 00:13 da Francesco

Sabato, dopo quindici mesi, ho indossato di nuovo un pettorale per correre una modesta garetta nell’entroterra toscano. Non ho forzato l’andatura e ho eseguito una progressione che alla fine mi ha fatto giungere sesto su ottantanove partenti. Non ho esagerato e ho eseguito solo sorpassi senza subirne. Volevo fare un test nient’affatto impegnativo per provare di nuovo qualche vaga sensazione agonistica, sebbene la mia forma migliore debba ancora venire. Malgrado la mia veneranda età (reale o ipotetica) credo che io abbia ancora parecchie frecce nella faretra per attentare ai miei record personali, ma solo il tempo saprà pronunciarsi sui miei tempi, suoi epifenomeni: è una loro questione interna.

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6
Ago

Le cose piccole e quelle grandi

Pubblicato mercoledì 6 Agosto 2025 alle 21:53 da Francesco

Per compensare l’inferiorità bellica si può ricorrere all’impiego di scudi umani come arma d’offesa sul piano mediatico, così da provocare pressioni internazionali e chissà, con un po’ di fortuna, anche l’insorgenza di scissioni interne nella parte avversa: è una strategia semplice ed efficace che sa irretire chi a parole (e solo a parole), in ragione dell’indole o del retroterra culturale, finge di sentirsi responsabile per il mondo intero. C’è poi chi non cede ai ricatti morali e usa tutta la potenza di fuoco di cui dispone: sono entrambi modi per usare la forza, l’unica vera mediatrice di tutti i rapporti umani su qualsiasi scala.
Il diritto internazionale è un’astrazione di comodo, una cosetta da niente, ma in realtà il diritto tout court è il figlio viziato della forza e solo quest’ultima conta. Per esempio se io avessi il coltello dalla parte del manico non sottosterei mai a certe regole, anzi ne rivendicherei la violazione con un sorriso più largo dello stretto di Bering. La mia opinione non conta nulla e non so nemmeno se sia davvero mia, ma ritiene che vi sia un’eccessiva umanizzazione dell’essere umano, quando invece homo sapiens tende a oscillare tra quanto vorrebbe essere e quello di cui invece è capace: secondo me ogni implicazione e contrasto si trova in questo iato. Non è affatto raro che un individuo prenda posizione, ma spesso questa gli risulta molto comoda, specialmente in tutti quei casi dove le sue convinzioni siano esonerate dall’onere di una prova concreta. D’altro canto, a meno che un soggetto non sia un fachiro o un masochista, tenderà a preferire una poltrona bergère a una tavola di chiodi, o almeno questa è la mia convinzione. Potrei scrivere tutto e l’esatto contrario per scegliere su quale letto di Procuste addormentare il mio senso critico, ma in realtà non m’interessa poi molto che sia vigile e attento: per fortuna non ho sorelle e quindi tra le mie mani, a differenza di quelle delle Parche, non passa destino alcuno. È consolatorio, liberatorio e piacevole non avere altro peso oltre a quello imposto dalla gravità planetaria.

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1
Ago

A rapporto dall’abitudine

Pubblicato venerdì 1 Agosto 2025 alle 21:22 da Francesco

Per me agosto è cominciato nel migliore dei modi, come se una certa indolenza, simile a effimera nebbia, si fosse dissolta. Le giornate non sono poi così torride, perciò sono grato a questa clemente estate perché mi agevola nel sonno, nell’umore e negli allenamenti. Oggi pomeriggio ho corso venti chilometri in poco meno di un’ora e venti minuti, perciò con una buona andatura, inoltre, a riprova della mia discreta forma, l’ultimo chilometro è quello che ho corso più velocemente, in tre minuti e quarantasei secondi. Anche le mie letture procedono spedite e precise, accompagnate da ascolti mirati giacché la musica è una della mie costanti esistenziali. Sarebbe bello ma forse noioso se potessi continuare con una simile prassi da qui all’eternità.
Non so se ogni cosa abbia il suo tempo, forse qualcuna non conoscerà mai il proprio, tuttavia sono contento del mio presente e sarei proprio uno stronzo di prima categoria se lamentassi l’assenza di eventuali migliorie. Le grandi ambizioni non hanno mai trovato asilo dentro di me, però al mio interno io ho sempre cercato di raccattare quanto di necessario e superfluo potesse arricchirmi: finora, tra alti e bassi, è andata bene. Non sono neanche un ingegnere civile, difatti non ho idea di come si gettino ponti tra gli uni e gli altri, o meglio, tra due coscienze, perciò preferisco l’approccio del viandante che sa trovare altre strade lungo quelle del mondo.
Tra le varie incognite ve n’è una che non ho l’esigenza di mutare in certezza, bensì mi aiuta la contemplazione della sua indeterminatezza: questa riguarda il tempo che mi resta da vivere prima di abbandonare il corpo. Se stanotte lasciassi il pianeta sarei comunque soddisfatto dell’esperienza terrestre, però preferirei che la mia permanenza durasse ancora un po’ per scoprire qualcosa che sia piacevolmente inedito, così da ossequiare la naturale curiosità della mia specie in chiave soggettiva.

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