24
Nov

Pressioni inconsce

Pubblicato lunedì 24 Novembre 2025 alle 21:25 da Francesco

Tra le foglie morte non ci sono novità di sorta sulla mia sorte: per fortuna non ho velleità poetiche né, effettivamente, qualcosa di rilevante da riversare su queste mie vetuste pagine. Mi alterno tra le cose di sempre e lo faccio con piacere, però al contempo mi sembra che la mia prassi stia assumendo tratti d’irreversibilità, come se dei cambi di rotta, seppur ipotetici e nient’affatto impellenti, siano sempre meno praticabili.
Non so se per me si stia davvero profilando un punto di non ritorno, ovvero quel momento in cui certe scelte non concedono più modifiche in corso d’opera, ma può anche darsi che questa mia sensazione sia soltanto l’ennesima e velata richiesta dell’inconscio per un cambiamento a cui io, pur se volessi, non saprei come dare seguito. Comunque stiano le cose, la mia stella polare è rappresentata dalla convinzione secondo cui certe dinamiche non vanno mai forzate, a costo di lasciare il passo al nulla: l’alternativa la trovo tremenda.
La questione del modo non è di poco conto, anzi, io la considero capitale perché tramite lo spirito d’osservazione, nelle esistenze altrui, ho constatato quanto possa rivelarsi alto il costo della rinuncia alla spontaneità degli eventi, perciò sarà mia cura inviare una raccomandata all’inconscio per chiedergli di non rompermi i coglioni: in fede, l’inquilino del piano di sopra. Forse, in un eccesso di zelo, dovrei avvisare anche me stesso convincendomi di tutto questo.
Gli aneliti possono librarsi in volo come degli aquiloni dai molti colori, ma per me è importante il modo in cui toccano terra senza che tocchino il fondo: talora le differenze sono sottili come i fili ai quali sono legati pezzi di carta e speranze.

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10
Nov

Maratona di Ravenna 2025

Pubblicato lunedì 10 Novembre 2025 alle 20:47 da Francesco
Ho ripreso a fare lunghi viaggi in auto, procedendo adagio lungo scenari bucolici con la compagnia differita di qualche album e di qualche podcast, tra strade provinciali e pensieri estemporanei: per me sono parentesi di grande relax a cui talora mi piace tornare e che gradisco come lo scopo rispetto a cui sono contingenti epifenomeni, ovvero l’arrivo a nuova partenza, come in una sorta di virtuosa ciclicità.
Prima di ieri la mia ultima maratona risaliva a ventuno mesi fa, ma nel frattempo non ho mai smesso di correre. Ho partecipato alla maratona di Ravenna per la quarta volta e ne ho tagliato il traguardo in 2 ore, 45 minuti e 15 secondi, un tempo onesto che mi è valso il diciottesimo posto assoluto su oltre milletrecento partecipanti. Non ho forzato la mia prestazione e al traguardo la mia frequenza cardiaca media è stata di 152 battiti per minuti.
Ho saltato tutti i ristori fino al trentesimo chilometro, dove ho preso un bicchiere d’acqua che in parte ho bevuto e in parte ho gettato sulle anche: idem al trentacinquesimo chilometro, quindi niente gel né altre stronzate del genere. Al momento di entrare in griglia mi sono reso conto che l’organizzazione mi aveva assegnato un pettorale sbagliato, così sono partito un po’ indietro e l’imbottigliamento iniziale mi ha costretto a correre il primo chilometro in 4’09”: sono stati i mille metri più lenti, gli ultimi invece sono stati i più veloci in 3’45”. Ho avuto la riprova che per sostenere questi ritmi, ovvero attorno ai 3’55” al chilometro, mi è sufficiente un allenamento di trentadue chilometri a ritmo gara e qualche sessione media piuttosto spinta, ma per puntare di nuovo a un tempo inferiore alle 2 ore e 40 minuti il discorso cambia presupposti e implicazioni.
Quella di domenica è stata la mia 44ª maratona su 44 sotto le 3 ore, ma anche la 31ª sotto le 2 ore e 50 minuti. Sono contento e mi reputo fortunato.
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1
Nov

Santa pornografia

Pubblicato sabato 1 Novembre 2025 alle 15:36 da Francesco
Ancora lo ricordo, era il tardo luglio del 1997. Notte fonda, il frinire delle cicale, il buio squarciato solo dalle emissioni del televisore a tubo catodico. Su una rete locale m’imbattei in una replica di Colpo Grosso e Umberto Smaila m’apparve come un profeta: subito dopo vi fu un’inquadratura benedetta, ossia l’epifania delle ragazze Cin Cin, tutte maggiorate che per la buona riuscita del programma mostravano le nudità adamitiche: ecco, la mia prima sega risale a quel momento e un moto di nostalgia si fa quasi erogeno.  Da quella data storica, almeno secondo una stima prudente, sono trascorsi poco più di diecimila giorni, tempo nel quale la mia masturbazione è passata da scoperta capitale, come l’apogeo di una civiltà, a pura igiene e prevenzione; per parafrasare Jules Verne: diecimila seghe sopra i mari, once a day every day.
Le endorfine, il rilassamento muscolare e quanti sonni sono stati conciliati a tal guisa: tutto questo e molto di più. Le prime immagini .jpg, i video .mov e .mpg, e poi, più in là, i primi streaming con cui assolvere in cinque minuti i doveri prostatici. Io devo solo che ringraziare la pornografia (ovviamente quella gratuita, giacché la tirchieria non mi fa difetto). Quanti ricordi, quanto liquido seminale è passato sotto i ponti (di sicuro nelle fogne). Bene, questa età dell’oro sembra concludersi con un’insensata e inutile iniziativa censoria, ma la buona notizia è che, per restare in tema, non serve a una sega. Posso aggirare il blocco in cinque secondi che conterò con la mano libera, come in un trucco di prestidigitazione.  La pruderie verso la pornografia è anche un insulto alla cultura classica e chissà cosa ne scriverebbe Pietro Aretino se, sciagura sua, oggi fosse vivo.

 

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