Nellâarco di sei giorni ho assistito a tre concerti piuttosto diversi tra loro, tutti a Roma e con la piacevole compagnia di me stesso. Trentasei ore dopo la maratona capitolina ho fatto ritorno nella CittĂ Eterna per vedere Alice dal vivo: una rara occasione che ho còlto senza indugi.
Nella sala Petrassi dellâAuditorium Parco della Musica, dove regna unâacustica eccezionale, sono stato estasiato dalla voce e dal carisma della signora Bissi, nonchĂŠ dalla scaletta proposta.
Per me i momenti migliori del live sono stati lâesordio con âNel resto del tempoâ, eseguita solo con voce e tastiera; alcuni brani dellâultimo album: âVeleniâ, che ascolto spesso, âTante belle coseâ, ovvero unâintensa cover di Françoise Hardy, la sua interpretazione de âLa realtĂ non esisteâ di Claudio Rocchi; poi pezzi meno recenti ma non troppo datati, quali âIl contattoâ, âOrientamentoâ, âMorire dâamoreâ (che malgrado il titolo è tutto fuorchĂŠ una canzone melensa), âNomadiâ e âLâera del mitoâ. Ho apprezzato anche il lato pop, comunque sempre ricercato.
Per me non ci sono mai stati momenti bassi, solo picchi altissimi, e alcuni inconvenienti tecnici non hanno inficiato per nulla quella che ho vissuto come unâesibizione superba.
Il ventisette marzo mi sono recato al Jailbreak per vedere i grandi Vision Divine e pure questo live è stato eccezionale! Sono rimasto tutto il tempo sotto il palco e mi sono goduto quasi due ore di power metal che ormai conosco a menadito. Questo è davvero un grande gruppo che sa come coinvolgere il pubblico e secondo me meriterebbe platee molto piĂš ampie. Alla voce câera Fabio Lione, che tecnicamente non è allâaltezza di Michele Luppi ma io lo preferisco in quanto ad interpretazione. I duelli tra tastiere e chitarre si sono sprecati, sfoggiati come se fossero facili da comporre ed eseguire, ma pure le parti ritmiche (o forse soprattutto queste) hanno fatto le cosiddette buche per terra. La scaletta è stata corposa e se la memoria non mi fa difetto credo che abbia chiamato in causa quasi tutta la discografia della band.
Ieri, infine, ho ripreso la mia auto e mi sono fermato un poâ prima di Roma (sebbene sempre nel suo territorio) per raggiungere il Crossroads. Ă stato il turno di Neil Zaza, un chitarrista che ha parecchio gusto e asservisce la sua immensa tecnica a questâultimo. Mi sono seduto al tavolo per uno che avevo prenotato e ho mangiato qualcosa durante il live. Anche in questâoccasione è andato tutto bene e ho passato una bella serata: sapevo cosa aspettarmi da Zaza e ne sono rimasto soddisfatto, inoltre ha suonato due pezzi nuovi che mi sono piaciuti parecchio.
Parole chiave: alice, Auditorium Parco della Musica, Crossroads, Jailbreak, Neil Zaza, sala Petrassi, Vision Divine
