28
Dic

Alla tavola degli elementi

Inviato venerdì 28 Dicembre 2012 alle 12:58 da Francesco

A novembre ho completato la stesura di un saggio che l’anno venturo sottoporrò all’attenzione di qualche casa editrice. Non ho una sensazione di déjà-vu, bensì mi rendo perfettamente conto della ciclicità in cui mio malgrado scivolo con regolarità: sono ripetitivo come una cura inefficace. In questo periodo mi sto sforzando di ottenere un’infarinatura di chimica e fisica per sopperire ad un handicap che non mi è mai andato giù. Se non fossi andato a scuola oggi saprei qualcosa in più e sarei una persona migliore perché la mia curiosità avrebbe fatto un uso più proficuo di tutto il tempo ch’io sono stato obbligato a perdere nelle terze classi dei treni persi in partenza. Mi allieta il recente conseguimento di qualche concetto basilare della chimica inorganica, tuttavia attendo il momento di affrontare il carbonio per apprendere qualcosa in più della vita che risulti meno noioso di tante nenie metafisiche. Vorrei che la mia velocità di apprendimento fosse assai maggiore, ma forse se questa subisse davvero una tale miglioria ad un certo punto potrebbe indurmi ad auspicare una durata altresì celere della mia esistenza: il cane che si morde la coda, o il serpente, per i più propensi al simbolismo alchemico.
A metà gennaio vorrei riprendere il progetto di introspezione filmata, già troppo volte ritardato. C’è anche qualcos’altro che ho in serbo per me stesso e che al momento giusto appunterò qua.

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24
Dic

A debita distanza

Inviato lunedì 24 Dicembre 2012 alle 20:57 da Francesco

Il clima natalizio non mi tange. Non impacchetto regali né spedisco buste all’antrace, tuttavia le luminarie mi ricordano le vacanze scolastiche che da bambino anelavo più d’ogni altra cosa: già allora preferivo il tempo a qualunque oggetto in grado di consentirne l’uccisione o l’inganno, per usare espressioni popolari ancor oggi in voga tra gli adepti dell’accidia.
Se avessi avuto una compagna probabilmente il venticinque dicembre l’avrei trascorso con lei e con la sua famiglia, inimicandomi quest’ultima col solo scopo di mettere in risalto l’esclusività dei miei sentimenti per l’amata donzella. Tortuose, inconsuete e umbratili sono le vie più sincere del mio cuore! Forse certe esternazioni non mi rendono appetibile, ma fortunatamente le cannibali non mi piacciono: preferisco di gran lunga le mantidi religiose.
A proposito di cibo: qualche ora fa mi sono recato ad un supermercato per fare un po’ di spesa e all’uscita un bambino mi ha chiesto l’euro che avevo messo nel carrello. Il fanciullo non era che il tentacolo di una madre perfida, convinta di riuscire a fare leva sul senso di pietà in forza delle feste e del tenero aizzamento della prole, però io ho fissato la donna con disprezzo e non ho badato alle richieste del bambino istruito per l’accattonaggio. D’altronde quel tipo di carità non serve mai a procurare cibo né vestiario a cui gli indigenti hanno modo di accedere grazie ad associazioni di vario tipo, specialmente nei piccoli comuni, bensì quell’infida questua è spesso messa in scena per scopi del tutto diversi dai bisogni di prima necessità: altrettanto spesso vi sono uomini e donne che cadono nel tranello per ripulirsi un po’ la coscienza con una cifra inferiore a quella con cui lavano la propria auto.

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20
Dic

Riscossioni mnemoniche

Inviato giovedì 20 Dicembre 2012 alle 16:47 da Francesco

Cerco di essere al di sopra delle parti, come la testa di un tetraplegico. Mi voglio talmente bene che sarei pronto a morire per me stesso. Vorrei affrancarmi da qualsiasi tipo di identificazione. Ogni tanto provoco faglie insanabili, ma queste non mi allontanano mai da nulla né da nessuno da cui io non sia già separato.
”L’abitudine è in tutte le cose il miglior maestro”, ciò sosteneva Gaio Plinio Secondo. Non me la sento di sposare in toto questa affermazione, tuttavia credo che spesso corrisponda a verità. Sono passati cinque anni da quando ho iniziato a pasticciare un po’ con la lingua giapponese e malgrado la discontinuità dello studio ho aumentato il mio bagaglio di nozioni. Mi sono accorto dei progressi quando non ho avuto alcuna esitazione all’atto di scrivere “hikouki” in kanji: un terzetto di ideogrammi che tempo addietro mi sembrava del tutto proibitivo per le mie capacità mnemoniche benché di fatto non presenti un grande coefficiente di difficoltà. Più che la costanza credo che di quest’ultima sia importante una costante: la velocità d’apprendimento. Per me è un sogno quello d’assimilare tutto alla prima, svogliata e incerta scorsa. Alcune volte vi sono delle anomalie cerebrali, ai confini dell’autismo, che permettono di imparare in modo celere concetti e procedure. Chissà qual è invece l’origine dell’estro e a quali dinamiche risponde.

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3
Dic

Notazioni superflue

Inviato lunedì 3 Dicembre 2012 alle 21:50 da Francesco

Sono quasi due mesi che corro poco a causa di un problema al piede destro, perciò mi sfogo con i pesi e con gli esercizi a corpo libero. Mi godo la compagnia che m’offrono le piogge e i lampi del tardo autunno. Ogni tanto illumino il camino sebbene le temperature mi sembrino ancora miti. In questo periodo il vizio della lettura lo appago con “Neve di primavera” di Yukio Mishima e con degli scritti di Freud. Passeggio insieme alla mia ombra nei pomeriggi assolati, ma non disdegno la lucente convivenza del fuoco con le lampadine a basso consumo. Oziosi felini sono abituati a richiamare la mia attenzione con false lusinghe per riempire i loro stomaci, però non assecondo mai quelle fameliche richieste nel momento in cui mi giungono e qualche volta ne procrastino il soddisfacimento fino alla preparazione del mio pasto.
Manco i contatti con l’esosa burocrazia dell’Italia mi disturbano, come se quest’ultima fosse un cancro ornamentale. Uso i vantaggi del menefreghismo senza la disillusione e la sciattezza che di solito lo accompagnano. La mia esistenza è in ordine e non riesco a condannarne la piattezza emotiva. Ho poco da scrivere, ma non me ne dispiaccio. Stasera mastico mandorle.

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