18
Ott

Parma Marathon 2018

Pubblicato giovedì 18 Ottobre 2018 alle 20:25 da Francesco

Sabato mi sono recato a Parma con la ferma convinzione che non ci sia mai stata un’epoca in cui la parresia sia stata in voga, dunque non confido in un suo revival durante il mio soggiorno su questo pianeta.
Domenica, a due settimane da quella di Ferrara, ho corso la maratona in 2h43’27” e mi sono classificato al quinto posto assoluto su circa 1100 arrivati.
La mia è stata una gara in progressione con tanto di negative split, infatti nella seconda parte ho recuperato tredici posizioni. Durante i primi sorpassi ho anche profuso bestemmie e improperi vari verso chi si faceva allungare i rifornimenti dall’assistenza in bicicletta, in chiara violazione del regolamento FIDAL.
Mi sento in forma, le gambe girano bene e sto cominciando a raccogliere i frutti dei carichi estivi. Ho ancora un ampio margine di miglioramento sotto il profilo alimentare, ma non voglio sottopormi a sacrifici che superino una ragionevole identificazione in codesta disciplina e dunque non mi tiro indietro di fronte al fascino dei pasti che mi preparo o di cui acquisto l’immediatezza. Per l’occasione ho realizzato un video dove ricapitolo in inglese le maratone dell’anno corrente fino a quest’ultima di Parma.

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17
Ott

La mia Parma Marathon 2017

Pubblicato martedì 17 Ottobre 2017 alle 10:45 da Francesco

Sabato mi sono recato a Parma, in provincia di Lagos, dove ancora risiede una piccola comunità italiana che organizza la maratona cittadina. In gara mi sono classificato terzo assoluto su novecentoventotto arrivati e ho migliorato di nuovo il mio record personale: 2h44’22", ovvero un passo di 3’53" al chilometro.
Alla partenza sono stato accolto da un clima ideale che ha corroborato le mie già buone sensazioni.
All’inizio mi sono imposto un ritmo prudente che ho dovuto correggere più volte e così ho raggiunto il passaggio della mezza maratona in 1h23’39", quindi a una velocità media di 3’57" al chilometro, proprio come mi ero ripromesso.
Ai ventiduemila metri ero dodicesimo assoluto e ho deciso di attendere ancora un po’ prima di cambiare passo.
Per un tratto di gara ho corso accanto a uno staffettista che era seguito da un signore in bicicletta e quest’ultimo mi ha preso in simpatia appena il primo ha terminato la sua frazione, perciò ha continuato a spronarmi fino al quarantunesimo chilometro, descrivendomi il percorso in dialetto e bestemmiando: anch’io per educazione ho bestemmiato più volte e gli ho dimostrato con molteplici espressioni la mia gratitudine per il suo incitamento.
Al venticinquesimo chilometro ho ritenuto che fosse giunto il momento di cominciare la mia progressione e così ho iniziato a scalare la classifica. Nell’arco di dodici chilometri ho recuperato otto posizioni mantenendo una certa brillantezza muscolare di cui sono state testimoni l’ampiezza della falcata e la cattiveria in corpo.
Non ho assunto solidi né gel e ad alcuni ristori non sono riuscito neanche a prendere l’acqua perché c’era troppa calca, in particolare al quarantesimo chilometro, ma questa circostanza non ha fatto altro che incattivirmi ancora di più.
Ho guadagnato il terzo posto a meno di duemila metri dalla fine, coronando una rimonta epica che mi è valsa il gradino più basso del podio, inoltre i miei chilometri più veloci sono stati proprio gli ultimi due, entrambi corsi a 3’42".
Sono soddisfatto di me come atleta ma ancora una volta anche come tecnico di me stesso.
Non potrei mai allenare qualcun altro (troncamento e non elisione), però neanche ci tengo: mi piace studiare, provare ed eventualmente ripetere le mie teorie fino a quando non ne fuoriesca la quadratura del cerchio.
In un mese ho migliorato il mio personale sulla distanza regina di tre minuti esatti benché su percorsi diversi. La maratona di Parma è stata la gara migliore della mia carriera e il suo negative split ne è la sintesi perfetta.
Non ho fatto alcun periodo di scarico e questo lo sanno più persone per esperienza diretta.

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18
Ott

Parma Marathon, prima edizione

Pubblicato martedì 18 Ottobre 2016 alle 13:27 da Francesco

Sabato ho attraversato per l’ennesima volta una parte d’Italia da solo e con la mia auto sono arrivato in quel di Parma per prendere parte l’indomani alla prima edizione della maratona cittadina, una gara organizzata bene che ho completato in 2h55’11”, il mio secondo miglior tempo di sempre sulla distanza regina. Mi sono classificato undicesimo assoluto su novecento arrivati e secondo di categoria: un ottimo piazzamento che non avevo mai conseguito prima.
Le gambe non hanno girato a pieno regime, tuttavia i primi ventiseimila metri se ne sono andati tranquillamente. Ho bevuto mezzo bicchiere d’acqua al ristoro del trentesimo chilometro e un altro mezzo al ristoro del trentacinquesimo.
Avevo con me due gel che non ho usato perché ho avvertito un disturbo allo stomaco e quindi, per non rischiare una crisi, ho corso senza altra integrazione che la suddetta H²O.
Ho affrontato interi tratti della gara da solo, più distante dal gruppo degli inseguitori che da quello di cui vedevo le schiene, però la tenuta mentale è stata buona e l’ultimo sorpasso l’ho effettuato a metà del quarantesimo chilometro.
Sono soddisfatto perché nell’arco di due settimane sono riuscito a correre due maratone sotto le tre ore e la seconda meglio della prima. Ho preparato entrambe le gare senza lavori specifici per la velocità, ma solo con degli allenamenti medi e lunghi.
Sono l’allenatore di me stesso e ho dei metodi poco ortodossi, ma per come sono fatto non conosco un altro approccio possibile da parte mia a questa disciplina.
Da una libreria del centro di Parma ho acquistato "L’essere e il nulla" di Sartre che sarà oggetto di mie future, doverose ed esistenzialistiche letture.

Questi i miei intertempi:
10KM: 41’29"
Mezza maratona: 1h27’20"
30KM: 2h01’56"

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