22
Dic

Maratona Gran Premio di Vallelunga 2019

Inviato domenica 22 Dicembre 2019 alle 19:06 da Francesco

Stamani, sotto un cielo plumbeo, mi sono recato all’autodromo di Vallelunga e ho preso parte alla mia trentunesima maratona.
Per quasi quaranta chilometri (circa nove giri e mezzo della pista) sono stato insieme a un ottimo atleta, Alessio, e in questo modo ci siamo aiutati a vicenda.
A duemila metri dalla fine ho allungato il passo e così ho ottenuto la mia prima, molto modesta, ma comunque gratificante vittoria sulla distanza regina in 2 ore e 49 minuti.
Alla lunga il percorso si è rivelato più muscolare di quanto mi aspettassi, inoltre il forte vento (alcune folate sono state davvero intense) ha frenato un po’ tutti, ma ho gradito la pioggia intermittente perché mi ha permesso di non assumere liquidi. Oltre a non bere niente non ho mangiato nulla.
Attorno al venticinquesimo chilometro ho pensato al ritiro poiché ho cominciato ad avvertire qualche noia intestinale, ma una volta superata la soglia psicologica del trentesimo invece di stringere i denti ho stretto le chiappe e alla fine è andata bene.
È stata un’esperienza particolare!
Mancavano solo le "ombrelline" maggiorate come quelle che si vedono in MotoGP.
Questa gara la dedico a tutti coloro con cui ho condiviso un’uscita alle andature più disparate, ai tanti compagni di strada con i quali spesso improvviso allenamenti altrettanto estemporanei, e poi all’Atletica Costa d’Argento con cui sono tornato a correre dalla maratona di Latina: c’eravamo lasciati bene e ci siamo ritrovati meglio.

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31
Lug

Due mesi di allenamenti

Inviato mercoledì 31 Luglio 2019 alle 21:31 da Francesco

Goodbye July. La Federal Reserve è stata clemente verso le mie posizioni ribassiste e di ciò le sono grato (per una volta preferisco Powell a Trump), invece io resto sempre caustico nei riguardi di quelle ontologiche.
Oggi pomeriggio ho provato a spingere 10 chilometri e mi sono venuti a una media di 3’29”: 34’54” è risultato il tempo finale secondo il mio GPS. Poi ne ho corsi altri 5,6 di defaticamento a 4’43”. Per me è stata una prova significativa in quanto l’ho svolta a ventiquattro ore di distanza da un lungo di 32 chilometri che ho corso ieri sera a 4’01” di media, con gli ultimi 5 chilometri più veloci dei precedenti: 3’45”, 3’48”, 3’52”, 3’50”, 3’39”:
https://www.strava.com/activities/2576694131
Negli ultimi 61 giorni ho corso 1235,9 chilometri (651,3 a giugno, 584,6 a luglio) in 91 ore e 18 minuti, quindi a un’andatura media di 4’26” al chilometro: il dislivello totale è stato di 7510 metri.
Alla fine la lontananza dalle gare mi ha fatto soltanto bene, ma voglio tornare a misurarmi sulla distanza regina al di fuori dei patri confini. In questi due mesi mi sono divertito parecchio, ho giocato con la mia velocità di punta e l’ho migliorata, ho anche capito che sono ancora lontano dal mio limite genetico, ma come sempre il responso finale spetta alla strada e le prestazioni (o le smargiassate) su Strava contano nella misura in cui portino a dei risultati omologati.
Probabilmente non riuscirò a raccogliere subito i frutti di questi volumi e intensità, anzi, non do neanche per scontato di farcela, ma di sicuro mi divertirò a provarci: vediamo questo figlio di puttana che riesce a fare.

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11
Lug

Una maratona da solo per allenamento

Inviato giovedì 11 Luglio 2019 alle 23:05 da Francesco

Dal primo di giugno a stasera, undici luglio, ho corso 819,4 chilometri, una media di quasi venti al giorno. Giovedì quattro luglio ho corso una maratona da solo su un circuito cittadino piuttosto impegnativo, infatti ho ripetuto per venticinque volte il giro più lungo delle mura medicee di Grosseto.
Alla fine ho chiuso la mia prova solitaria in 3h06’36” e ho deciso di svolgerla sul percorso di cui sopra perché un paio di settimane prima mi era stato proposto dagli organizzatori della Sei ore della Maremma, un’ultramaratona che vedrà la sua prima edizione a gennaio: io dovevo fare un allenamento lungo e loro volevano fare un test del percorso, quindi abbiamo unito l’utile al dilettevole e per me è stata una bella esperienza!
Ho trovato il tracciato abbastanza duro in quanto vi sono due strappi corti che, malgrado la loro brevità, alla lunga si fanno sentire e finiscono per richiedere una prova muscolare, inoltre il tasso di umidità mi ha rallentato fortemente dopo la prima metà, ma ho sfruttato quest’ultimo per svolgere quello che i maratoneti anglofoni chiamano “poor man’s altitude training”.
Ad agosto volerò qualche giorno in Finlandia per prendere parte alla maratona di Helsinki e quella sarà un primo banco di prova su cui valutare i netti miglioramenti a cui sono pervenuto nelle ultime settimane. Sono riuscito a ottenere un’iscrizione alla gara a titolo gratuito in virtù dei miei tempi di merito e lo status di élite che mi permetterà di partire con i primi, quindi farò il possibile per onorare tutta questa considerazione!
Anche se la maratona non dovesse concludersi bene (punto a fare almeno 2h38’) ne proverò almeno altre due in Europa prima della fine dell’anno, poi deciderò su cosa fare.
Non mi sono mai sentito in forma come in questo periodo e anche la mia mente è salda, lucida, il mio spirito forte e determinato: ho voglia di fare del mio meglio e basta. Seguo la mia via.

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18
Mar

Il primo ritiro sulla maratona

Inviato lunedì 18 Marzo 2019 alle 08:21 da Francesco

Ieri sulle umbre e umbratili sponde del lago Trasimeno avrei dovuto completare la mia trentesima maratona, invece ho finito per celebrare il primo ritiro sulla distanza regina: sono saltato in aria senza che siano intervenuti gli amici dello Stato Islamico. Ho stravolto le mie abitudini e ho commesso un errore alimentare, quindi mi cospargo il capo di cenere e m’iscrivo al Partito Democratico.
Mi sono alzato alle quattro di notte per partire alle cinque verso il luogo della gara e come mio costume non ho mangiato nulla, perciò mi sono presentato al via delle nove e un quarto con quasi quattordici ore di digiuno, infatti l’ultimo pasto risaliva alle sette e mezza della sera precedente.
Avevo messo in conto l’evenienza di un ritiro in quest’occasione perché a marzo ho corso poco a causa della trasferta nipponica, appena centoventisette chilometri compresi i ventinove di ieri, quindi temevo fastidi muscolari e invece il mio ritiro è stato dovuto a una fame nera che ha iniziato a presentarmisi al diciottesimo chilometro.
Quando sbaglio lo ammetto senza problemi e a ‘sto giro non ci ho capito proprio nulla, ma d’altro canto in ventitré mesi ho completato con buoni tempi diciannove maratone e una cento chilometri oltre a tante gare minori, quindi un ritiro lo inquadro nell’ordine delle cose e non escludo che a breve possa persino essercene un secondo. In ogni caso mi presento alla partenza e cerco di divertirmi, poi vada come deve andare. Non ho pressioni né ansie da prestazione.

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4
Feb

Una maratona da solo in 2h40’

Inviato lunedì 4 Febbraio 2019 alle 20:13 da Francesco

Giovedì ho corso da solo una maratona al Velodromo di Grosseto in 2h40’29", ossia a un passo di 3’47". Ho stoppato il GPS dopo 42 chilometri e 340 metri per simulare eventuali errori di traiettoria. Quando mi sono fermato ho provato una soddisfazione smisurata, perché oltre a una prova di forza e resistenza in solitaria la mia è stata anche una sfida con lo spirito puer che mi accompagna in questo sport.
Dopo quest’ultima sessione ho chiuso il mese di gennaio a quota 513,4 chilometri.
Mai come giovedì mi sono reso conto di quanto la corsa costituisca il mezzo attuale con cui posso prepararmi al momento della morte, all’elaborazione di un lutto, all’insorgenza di una malattia. Mi chiedo se l’attraversamento del Bardo si possa fare ad ampie falcate. Ho pensieri e immagini troppo pesanti per i gaglioffi.
In alcuni dei miei allenamenti vi sono delle volte in cui la metafisica invade il campo dell’atletica leggera, ma so che un domani la mia meditatio mortis dovrà trovare altre vie e allora darò più spazio all’immobilità e al silenzio.
Nella corsa il mondo assume sembianze più meritocratiche e meno ingiuste, severe certo, ma non efferate.
Qui la traccia Strava:

 

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4
Dic

Maratona di Genova 2018

Inviato martedì 4 Dicembre 2018 alle 11:57 da Francesco

Domenica mi sono presentato a Genova per correre la decima maratona del 2018: ho chiuso al sesto posto assoluto e secondo di categoria in 2h41’38". Meglio del previsto.
Per i primi quattro chilometri ho provato a tenere il passo di Re Giorgio, ma poi ho rallentato un po’ per impostare la mia andatura e ho corso da solo il resto della gara.
Come mia abitudine non ho fatto colazione prima della partenza, ma non mi sono fermato neanche una volta ai ristori perché la temperatura era perfetta: non ho assunto né solidi né liquidi, con buona pace di chi ritiene imprescindibile l’integrazione durante cotali sforzi.
Il percorso era molto nervoso, un continuo saliscendi, però non ho mai avuto il sentore di una crisi perché mi sono gestito bene e difatti nella parte finale la mia falcata rivelava ancora un po’ di brillantezza muscolare. Ho corso meglio ieri che due settimane fa su un tracciato più veloce e semplice come quello di Verona: pazzesco.
Non mi ha pesato neanche la ripetitività dei quattro transiti sulla sopraelevata Aldo Moro, perciò ho avuto per l’ennesima volta la riprova di un’ottima tenuta mentale.
Qui la traccia Strava: https://www.strava.com/activities/1997843072
Qui i risultati: https://www.endu.net/en/events/genova-city-marathon/results

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17
Set

Maratona dell’Alzheimer 2018

Inviato lunedì 17 Settembre 2018 alle 10:51 da Francesco

Ieri ho tagliato il traguardo della mia dodicesima maratona in dodici mesi, ma è stata una corsa folle che malgrado tutto mi è valsa il terzo posto assoluto. Caldo nella seconda parte, percorso nervoso e soprattutto un’andatura pretenziosa, però io amo la distanza regina proprio perché punisce severamente la hybris.
Alla fine ho chiuso in 2h53’07”, un tempo altino in relazione alle mie prestazioni nell’ultimo anno, ma comunque indice di una buona forma perché è stato conseguito in una gara già difficile di per sé, su cui io ho poi avuto cura di mettere il peso da novanta dell’arroganza.
Alla vigilia predicavo prudenza, però appena mi sono trovato in seconda posizione mi sono lasciato prendere la mano come gli americani a My Lai.
Ho tentato di guadagnare il massimo vantaggio possibile sull’atleta che in quel momento era terzo, ma quest’ultimo ha avuto una condotta di gara migliore della mia e mi ha ripreso meritatamente a poco meno di settemila metri dal traguardo.
Fino al ventinovesimo chilometro ho viaggiato sui 3’39” di media e ho anche stabilito il mio record sui trenta, 1h51’36”, ma poi sono esploso come un sunnita durante l’Ashura degli sciiti.
In pratica ho fatto un lungo specifico con sette chilometri di defaticamento che invero sono stati una lenta agonia.
È stata la mia maratona più dura e avrei potuto fare meglio faticando di meno se non avessi osato troppo, ma in parte sono contento che sia andata così perché è stata una prestazione molto allenante. All’arrivo non sono neanche riuscito a rispondere allo speaker e mi sono dovuto sdraiare sul prato per un quarto d’ora mentre bruciavo come Londra nel 1666.
Di seguito la traccia Strava (da cui risultano settecento metri di più e una pratica guida per andarsi a schiantare contro il muro del trentesimo):

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9
Apr

Maratona di Roma 2018

Inviato lunedì 9 Aprile 2018 alle 20:27 da Francesco

Talora l’eterogenesi dei fini mi offre esiti tanto imprevedibili quanto ineludibili, perciò alle suadenti bestemmie contro il Motore Immobile alterno un’atarassica accettazione degli eventi.
Ieri mi sono presentato alla Maratona di Roma col numero 77 e ho tagliato il traguardo come 52° assoluto in 2h46’26”. All’inizio ho dichiarato guerra al mio record personale, difatti sono partito con la ferma intenzione di ritoccarlo, ma i passaggi ai diecimila metri in 38’13” e alla mezza in 1h21’07” hanno fatto rientrare le mie velleità belligeranti: intertempi troppo lenti affinché potessi tentare di scendere nuovamente sotto le due ore e quaranta minuti. Le condizioni atmosferiche erano pressoché perfette, tuttavia chi è stato più di me sulle gambe ha incontrato un caldo crescente.
Invece di forzare il ritmo ho controllato il calo di quest’ultimo nella seconda parte e sono riuscito ad arrivare al traguardo senza essere stremato: savia condotta, questa, che fino a un anno fa non sapevo adottare.
Per me il fascino di Roma è tutto nelle sue rovine e la considero alla stregua di una donna che viva di ricordi, avvinta dal passato e verso la quale io preferisco coltivare una lontananza incolmabile.
Alla fine di questo ciclo confermo ancora una volta la soddisfazione per la mia duplice veste di atleta e allenatore di me stesso.
Dal 17 settembre 2017 ho corso 11 maratone, ovvero una ogni 18 giorni e mezzo: la più lenta è stata quella dell’Alzheimer, in 2h47’22”, la più veloce quella di Pisa in 2h39’54”, quest’ultima corsa due settimane dopo quella di Latina in 2h40’22”, a riprova di come quattordici giorni possano bastarmi per lambire i limiti correnti. A Roma ho corso la mia ventesima maratona (e nel novero non conto sei ultramaratone): tutte sotto le tre ore, undici sotto le 2h50’, otto sotto le 2h45’.
Fino al prossimo autunno non mi cimenterò più con la distanza regina. Parteciperò alla mezza maratona di Orbetello senza un obiettivo specifico poiché non è una distanza di cui mi curo granché.
Concluderò la mia stagione alla cento chilometri del Passatore dove mi riconosco l’obbligo atletico di scendere sotto le nove ore, ma anche se non dovessi farcela penso che chioserei il tutto con un proverbiale “e ’sti cazzi”.
Non sono schiavo dei tempi, però non posso neanche negare come su determinate distanze io abbia certe proiezioni in base a cui m’è dato di valutare lo sforzo finale: se non tenessi in giusto conto tali dinamiche peccherei d’obiettività.

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21
Feb

White Marble Marathon e Maratona di San Valentino: 4°e 6°

Inviato mercoledì 21 Febbraio 2018 alle 22:51 da Francesco

Ho corso due maratone in una settimana. La prima a Marina di Carrara, ossia la seconda edizione della White Marble Marathon. Con un ritmo di 3’49” al chilometro mi sono classificato al quarto posto in 2h41’26” e sono stato il primo bianco caucasico all’arrivo.
Non ho potuto ricevere l’astronomica cifra di settantacinque euro perché non faccio parte di alcuna squadra e la FIDAL, forse ispirata dal codice di Hammurabi, non consente il ritiro dei premi in denaro ai lupi solitari come me, ma forse le cose andrebbero diversamente se mi presentassi alla partenza in qualità di foreign fighter: non conosco le vere ragioni di siffatte regole e immagino che vadano cercate in qualche testo alchemico del Basso Medioevo. Lascio volentieri ai sepolcri imbiancati l’aurum vulgi, tanto io cerco altro che non posso trovare al di fuori di me.
Mi sono iscritto all’evento pochi giorni prima dello stesso e non avevo aspettative così come non ne nutro verso l’esistenza in generale.
Ho assecondato le mie buone sensazioni e sono partito con un ritmo di circa 3’53” al chilometro, passo che ho mantenuto per buona parte della gara con variazioni minime. Ho raggiunto la mezza maratona in 1h22’ e quindi ho corso più velocemente la seconda parte con conseguente negative split, ma è all’altezza del venticinquesimo chilometro che mi sono esaltato, poco dopo l’inizio della salita verso Massa, difatti là ho azzardato un bel cambio di passo e ho staccato un atleta per inseguirne un altro.
La scorsa domenica invece ho varcato i confini umbri per prendere parte alla maratona di San Valentino in quel di Terni, a una settimana esatta da quella di cui ho già dato conto. Sono giunto al traguardo in 2h42’43” (real time) e mi sono classificato al sesto posto, secondo di categoria, riuscendo di nuovo ad aumentare l’andatura nella seconda parte: un altro negative split!
Anche a ottobre corsi due maratone in una settimana (Parma in 2h44’22” e Lucca in 2h45’26”), ma questa volta ho fatto registrare dei tempi migliori su percorsi più difficili, difatti i primi ventiquattro chilometri della maratona di San Valentino sono contraddistinti da continui tratti in salita. Non sono arrivato al traguardo particolarmente provato e due giorni dopo la gara, ovvero ieri, ho corso 27 chilometri a 4’25” di media!
Mi diverto e non pianifico nulla, non ho ossessioni cronometriche, però mi piace analizzare i dati che produco. Se prendessi sul serio l’atletica leggera probabilmente mi cercherei un allenatore, seguirei una certa dieta e soprattutto non mi presenterei alla partenza di due maratone nell’arco di sette giorni, ma io me ne frego e faccio quello che più mi piace.
Con le due gare succitate ho portato a nove le maratone corse negli ultimi cinque mesi e mezzo: la più lenta conclusa in 2h47’22”, la più veloce in 2h39’54”. Niente male per me.

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23
Gen

Per un’altra maratona sotto le due ore e quaranta minuti

Inviato martedì 23 Gennaio 2018 alle 15:55 da Francesco

Mi alleno intensamente con la consueta costanza e il mio fisico reagisce bene agli sforzi a cui lo sottopongo. In sette giorni ho corso 128km e di questi 104 a un ritmo medio di 3’51” in cinque sessioni da 20,8km ciascuna. Sto provando a velocizzarmi mantenendo però un buon carico settimanale e ho intenzione di eseguire molteplici sedute di ripetute sui mille metri. Non so ancora se il modo in cui mi sto allenando possa cagionare dei miglioramenti sensibili sulle mie prestazioni, ma per scoprirlo sono costretto a fare dei tentativi perché non ho un coach che m’istruisca né altri atleti con cui possa collaborare attivamente. Leggo, studio, m’informo ed eseguo un controllo sperimentale della previsione, un po’ com’era costume per Galileo Galilei. 
Dopo un anno ricco di soddisfazioni, nel quale i miei risultati sono andati ben al di là delle mie più rosee aspettative, ho maturato una maggiore consapevolezza dei miei mezzi, però non ho alzato troppo l’asticella degli obiettivi e di fatti per i mesi venturi me ne sono posto soltanto uno, ossia quello di correre nuovamente una maratona sotto le due ore e quaranta minuti.
Non so quanto io sia vicino ai miei limiti genetici e presumo (a torto o a ragione) di avere ancora un ampio margine di miglioramento, ma per me la corsa svolge anzitutto un ruolo importante a livello esistenziale e l’aspetto agonistico ne risulta dunque una simpatica appendice.

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