30
Mag

Il rumore dell’inconscio

Pubblicato sabato 30 Maggio 2020 alle 21:34 da Francesco

Con lo pseudonimo di Izdubar (l’errata traslitterazione di Gilgamesh) sto cercando di traslare sul piano sonoro la tecnica dell’immaginazione attiva di Carl Gustav Jung.
Non si tratta di un discorso musicale poiché le regole vengono infrante senza che a monte ve ne sia una piena padronanza, conditio sine qua non per una sperimentazione che non risulti la parodia di se stessa.
Cerco i rumori di fondo dell’inconscio e senza volerlo (cioè, al di fuori della giurisdizione della coscienza) lo faccio con un linguaggio che ricorda certe cose a cavallo del noise e dell’ambient, con qualche inciampo nel post-rock: insomma, un grande casino. La scelta delle immagini segue lo stesso procedimento. Questa cosa di tre minuti si chiama “Italian Poetry”. In tempo per il due giugno.

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22
Nov

Il progetto Izdubar

Pubblicato giovedì 22 Novembre 2018 alle 20:18 da Francesco

Con il nome di Izdubar mi diletto a registrare delle tracce ambient per fornire un’ulteriore via di fuga a certe impressioni di cui talora la mia esistenza si scopre madre: mi rilassa la ricerca di suoni che si adattino allo scopo suddetto. Tento senza pretese di praticare la tecnica dell’immaginazione attiva di Carl Gustav Jung, quindi provo a stabilire un ponte tra l’Io e l’inconscio che poggi sulla più salda spontaneità della mia fantasia. Sono le circostanze della mia esistenza che ogni tanto mi spingono a mettermi davanti alla tastiera.
Quest’ultima traccia è nata da alcune mie riflessioni sulla morte durante un brevissimo viaggio a Francoforte e proprio là, davanti a un cimitero ebraico, ho filmato la sequenza statica che si ripete nel video.

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11
Mag

Izdubar – Alone In The Red Room

Pubblicato giovedì 11 Maggio 2017 alle 18:27 da Francesco

Un paio di mesi fa nella mia stanza rossa ho terminato le registrazioni di un album ambient e la sua realizzazione mi ha divertito molto, ma non so se oltre a me qualcun altro possa gradirlo. Ho realizzato questo progetto sotto lo pseudonimo di Izdubar e anche nel video sottostante i riferimento al Libro rosso di Jung sono molteplici, difatti è proprio la ripetuta lettura di questo volume che mi ha fornito l’ispirazione: per altro non escludo che questo insieme di suoni sia un esercizio di immaginazione attiva.
Poiché non ho un séguito io devo rendere conto solamente al mio gusto e quindi faccio quello che più mi aggrada, però se ne fossi capace proverei sempre a compiacere un mio improbabile pubblico. Il solipsismo offre il comodo sollevamento dalle responsabilità verso terzi, corrobora l’autoreferenzialità e fa venire meno il concetto stesso di feedback, ma non produce altra vanità né appartenenza che non siano quelle endogene: tutto sommato per me è conveniente.

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