27
Dic

Dischi per il Sol Invictus

Pubblicato venerdì 27 Dicembre 2019 alle 14:31 da Francesco

Per celebrare il Sol Invictus ho donato a me stesso qualche album di cui ho agognato per molto tempo una copia originale.
La priorità l’ho data a "Perpetual Burn" di Jason Becker, uno dei miei dischi strumentali preferiti, e alla fine sono riuscito a rimediarne a prezzo scontato il vinile rosa che è uscito nel 2018 in occasione del trentesimo anniversario.
Ho trovato poi il digipack di "The Great Cold Distance" dei Katatonia, album che considero un classico benché sia relativamente recente. Sempre nel progressive metal, o almeno in uno dei tanti modi d’intenderlo, ho preso per meno di dieci euro una copia di "Still Life" degli Opeth, altra pietra miliare; con meno di venti invece ho rimediato la discografia rimasterizzata (bene) dei Police. Last but not least, la collaborazione di Steve Hackett e Djabe in un doppio album dal vivo che ho scoperto per caso: un grandissimo live!

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16
Dic

Dischi che gradisco

Pubblicato lunedì 16 Dicembre 2019 alle 19:35 da Francesco

In questo periodo non ho molto da mettere nero su bianco, non mi sento neanche particolarmente ispirato, ma avverto comunque il bisogno di comunicare con me stesso e sono certo che prima o poi tornerò con maggiore costanza alla scrittura: sono fasi.
Ho cominciato per diletto a registrare dei filmati in cui illustro brevemente i miei dischi preferiti e tra molti anni spero di rivedermene qualcuno senza l’ausilio della nostalgia. Mi piacciono i soliloqui perché sono scevri di qualsivoglia incombenza dialogica e questo è un bello sgravio.

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3
Apr

Dischi da Tokyo

Pubblicato mercoledì 3 Aprile 2019 alle 22:42 da Francesco

Questi sono alcuni dei dischi usati che ho rimediato nel Sol Levante. “Ishoku-Sokuhatsu” degli Yonin Bayashi l’ho trovato a poco perché la copertina si presenta un po’ rovinata, ma il vinile è intonso e suona benissimo: anno 1974, si tratta di uno dei capolavori del progressive nipponico e ci tenevo a prenderlo nella sua patria.
Fatte le debite eccezioni, Dead Kennedys su tutti, non sono un grande appassionato di punk, ma desideravo da tempo una copia di “Zen Arcade” degli Hüsker Dü e me la sono procurata nell’ultimo giorno utile in Giappone, al settimo piano di uno dei punti vendita di Disk Union a Shinjuku. Per me è un album spettacolare e penso che risulterebbe la mia prima scelta se una ditta di demolizioni mi chiedesse di sfondare tutte le porte di un palazzo diroccato.
”Space Ritual” degli Hawkwind è un grande classico che non ho mai avuto occasione di comprare per pochi copechi e quando l’ho trovato a meno di 1000¥ non me lo sono fatto scappare: preferisco la prima metà alla seconda.
Klaus Schulze per me è una garanzia e finora mi è sempre piaciuto tutto quello che ho ascoltato della sua produzione, ma non conoscevo “Dune” e l’ho preso sulla fiducia un po’ per il prezzo economico, un po’ per la copertina tratta da “Solaris”: le due lunghe tracce del disco non mi hanno fatto rimpiangere l’acquisto.

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