13
set

Tra Aletheia e Doxa

Inviato giovedì 13 settembre 2007 alle 17:05 da Francesco

Ho realizzato un videoclip grottesco come ho già fatto in altre occasioni per ingannare un po’ il tempo. Ho fatto alcune riprese e ho scritto qualche strofa per articolare un discorso vago sopra una base orecchiabile. Penso che i miei esperimenti musicali siano legittimati da certe porcherie cacofoniche che escono fuori dalle radio e dalle televisioni con la stessa grazia degli alieni che “escono fuori dalle fottute pareti” in un celebre film di James Cameron. Non ci sono intenti artistici nell’ammasso di immagini e suoni che ho inserito ai piedi di queste parole, ma qualche mente predisposta al fraintendimento può inserirvene qualcuno a suo piacere.

Tra Aletheia e Doxa

Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
È per un’idea eterea che la mia ombra boxa
Combatte per l’aletheia e sputa sulla doxa
Il dolore non intossica mai il mio lessico
La fantasia assomiglia a una fuga in Messico
Mi perdo nel pericolo sul quale mi inerpico
Un clima artico in un paesaggio desertico
Sotto un portico mi accarezzo l’epidermide
Penso a Parmenide tra oscillazioni termiche
Non temo che il tempo mi tolga la vita
Gli occhi serrati e la paralisi delle dita
Dirigo l’analisi di ogni mia mossa incauta
Irrigo i canali con una riflessione lauta
Una voce rauca non mi augura la guarigione
Il rigore della mente forma una guarnigione
Raggiungo sponde pallide come la mia carnagione
Oltre ci sono giungle che cingono la ragione
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Cronometro la corsa da un trono a una bara
Una gara contro il tempo dove il tempo bara
Da ogni barriera imparo che è una lotta impari
In palio ci sono cori d’amore dentro i timpani
La tenacia si impone se non sfocia altrove
Forse la pace si trova prima delle sue prove
Con un furto nel futuro rubo domande nuove
Depongo ogni quesito dato che non si muove
Medito sui miei passi e ne attendo l’esito
Noto la lontananza di un sentimento inedito
Mi dedico all’esistenza che ho ereditato
Ne prendo le redini malgrado il risultato
Mi congratulo davanti a ogni mio coagulo
Ed è con ogni attimo immacolato che mi maculo
Calcolo il mio vuoto e attendo che si riempia
Non ho un’epistola né una pistola alla tempia
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Istinti equidistanti sembrano delle calamite
Attraggono calamità durante una giornata mite
Adduco un attimo caduco come motivo di gaudio
Mi gusto una scena da cui tolgo tutto l’audio
Mi volgerei a ovest se dovessi guardare a est
Dopo ogni decisione recito alea iacta est
Non sono un factotum e non voglio un vademecum
Aborro ogni enciclica come la Rerum Novarum
Annovero pensieri che tengo per il bavero
Mi abbevero dalla terra come un papavero
Non laverò mai i peccati che non riconosco
Ammonisco ogni dio da un pendio nascosto
Ogni errore mi è costato un colpo al costato
Ho constatato lo strazio e il suo sostrato
Non ho mai somministrato delizie narcotiche
Sono corruzioni organiche per menti fobiche
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
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31
lug

Mestizia Incipiente (Armonia Seguente)

Inviato martedì 31 luglio 2007 alle 15:28 da Francesco

Ho ripetuto l’esperimento di qualche giorno fa per catalizzare una nuova catarsi e per impiegare le mie energie notturne in qualcosa di inabituale. Come al solito in questo ammasso di suoni, immagini e parole non sono presenti le regole basilari della metrica né quelle della regia per una scelta stilistica della mia ignoranza. Comunque il prodotto della mia noia ha svolto in modo impeccabile la sua mansione principale e in più ha ricevuto la sufficienza dal mio gusto, perciò ho deciso di appuntarlo su queste pagine.

Mestizia Incipiente (Armonia Seguente)

Lascio che i ricordi crepino durante il crepuscolo
Buttati in un crepaccio e scrollati da ogni muscolo
Offusco ogni problema che sia grande o minuscolo
Diminuisco la grandezza di ogni dramma maiuscolo
Getto nel pulviscolo ogni nostalgia che ho dipinto
Incendio un’opera di Foscolo intitolata “A Zacinto”
Traino uno zaino nelle zone più remote del demanio
Mi allontano mentre emano amore e poi mi estranio
Nel cranio la mia intimità mi intima un’attesa
Senza illusioni o pretese ma senza dare una resa
Obbedisco mentre un disco mi scuote lo scheletro
Amo la realtà ed è con ogni scelta che la penetro
Può essere perpetua la storia con una silfide
Lei sfilerà le vesti e le sue parole più infide
Poi mi punterà l’indice per rendermi più vicino
Nei Giardini Pensili leggeremo il nostro vaticinio
Qualcuno tace e dà voce alla mestizia incipiente
Quanti presagi che istigano un altro incidente
La gioia incita quando ne sparisce la percezione
Si ostina a convincere come Demostene nell’orazione
Qualcuno tace e dà voce alla mestizia incipiente
Quanti presagi che istigano un altro incidente
La gioia incita quando ne sparisce la percezione
Si ostina a convincere come Demostene nell’orazione
Non uso soluzioni solubili per i dilemmi indelebili
Pago i debiti dei mie sbagli senza lamenti flebili
Ho pensieri e desideri illibati che producono attrito
Nei cantieri edili mi sento tutt’uno con ogni detrito
Straccio poesie che turbano la corteccia cerebrale
Un’ancella invece cancella un desiderio ancestrale
Non conosco una strategia per mantenere tutto intatto
Non serve la magia per toccare ciò che è astratto
Sto a stretto contatto con una voce che mi tortura
Si tratta di ogni mio errore che vaga nella natura
Nonostante tutto c’è ancora qualcosa che mi cattura
Il resto è tempo perso perciò ne faccio un’abiura
Non abbasso il capo e non lo alzo oltre il dovuto
Cammino scalzo se la mia vita scorre sul velluto
Sono venuto al mondo per un errore eiaculatorio
Per me è stato un aiuto contro ogni muro inibitorio
Qualcuno tace e dà voce alla mestizia incipiente
Quanti presagi che istigano un altro incidente
La gioia incita quando ne sparisce la percezione
Si ostina a convincere come Demostene nell’orazione
Qualcuno tace e dà voce alla mestizia incipiente
Quanti presagi che istigano un altro incidente
La gioia incita quando ne sparisce la percezione
Si ostina a convincere come Demostene nell’orazione
Un giudizio arbitrario mi vede fuori dall’ordinario
Non me ne curo perché io sono l’esatto contrario
Un altro giudizio crede che io voglia essere solitario
Non me ne curo perché io sono l’esatto contrario
Un terzo giudizio sostiene che io sia fuori posto
Non me ne preoccupo perché io sono proprio l’opposto
Un ultimo giudizio ritiene che io non sia accorto
Sono a corto di parole e chiudo senza essere d’accordo
Qualcuno tace e dà voce alla mestizia incipiente
Quanti presagi che istigano un altro incidente
La gioia incita quando ne sparisce la percezione
Si ostina a convincere come Demostene nell’orazione
Qualcuno tace e dà voce alla mestizia incipiente
Quanti presagi che istigano un altro incidente
La gioia incita quando ne sparisce la percezione
Si ostina a convincere come Demostene nell’orazione

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22
lug

Analisi Logoracuori

Inviato domenica 22 luglio 2007 alle 05:29 da Francesco

Nel giro di poche ore ho realizzato questo video e il pezzo che scorre in sottofondo per soddisfare una necessità catartica. Ciò che ho creato nottetempo non ha alcuna valenza artistica e ci tengo a sottolineare questo dettaglio per non recare offesa alla musica né alla settima arte. Penso che il mio gesto amatoriale sia riuscito a servire egregiamente la catarsi notturna e ne sono soddisfatto anche se nella sua realizzazione sono venute meno alcune regole metriche e registiche che non conosco. La base non è mia.



Analisi Logoracuori

Non ho legami solidi con i soliti ignoti
Mi eleggo a stolto senza prendere i voti
Sul mio volto leggo logiche sentimentali
Escogito evasioni dalle prigioni carnali
Non ho mai preteso sesso fine a se stesso
Esigo ampliare il confine dell’amplesso
Ambisco all’erotismo in una forma ideale
Non sono devoto alla dittatura ormonale
Il mondo è su binari di corpi e denari
Sono cazzi suoi ma non voglio i suoi salari
Sono solo ma non sono solo un ingenuo
Inseguo gioie genuine mentre sembro strenuo
Stremato dallo stress di ogni distacco
Scartato dallo staff di chi mi ha dato smacco
E non mi accomodo sull’ultimo rintocco
Rincorro il futuro e affronto un altro blocco
Non vivo di promesse che non hanno premesse
Seguo il ritmo delle lancette mentre cresce
La mia mente trascende e lei non mi conosce
Non la biasimo se preferisce aprire le cosce
Non mi scuote la visione di voglie saffiche
Sono come note vuote in mezzo alle raffiche
Qualcuno trafuga la fiducia che ottiene
La trasgressione è l’omologazione di un insieme
È la religione che alimenta la perversione
Il peccato non esiste e dio è un’invenzione
Sono frasi banali ma assolutamente veritiere
Vertono sulla realtà invece che sulle chimere
L’amore non è una questione chimica né metafisica
È una verità taciuta spacciata per icona onirica
Prima che il corpo si corichi gli do un incarico
Che preceda la morte senza fare inchini al valico
Dalle fedi piene di follia è nata ogni parafilia
Dalle fedi piene di follia è nata ogni parafilia
Dalle fedi piene di follia è nata ogni parafilia
Dalle fedi piene di follia è nata ogni parafilia
Abbraccio la mia verginità e vado via
Nel nome del padre, del figlio e dell’incesto e così sia
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8
giu

L’intervista di Orsetto Nazista

Inviato venerdì 8 giugno 2007 alle 08:40 da Francesco

Ieri sono stato ospite di Orsetto Nazista e ho rilasciato una breve intervista ai microfoni della sua emittente. Purtroppo l’intervista è stata interrotta dall’irruzione delle forze dell’ordine che hanno preso in consegna Orsetto Nazista e gli incartamenti delle sue attività illecite. Spero che questo video possa dissipare alcuni dubbi superficiali sul mio stato emotivo. Non amo concedermi ai media, ma ho fatto un’eccezione per Orsetto Nazista poiché ho ritenuto che la sua offerta fosse un’ottima opportunità per chiarire alcuni aspetti della mia esistenza.

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27
mar

Quarta puntata

Inviato martedì 27 marzo 2007 alle 06:24 da Francesco

Un altro delirio di fronte all’obiettivo della mia MiniDV. In questi sei minuti faccio di nuovo il punto sulla mia visione della masturbazione e ne approfitto per criticare una recente decisione dell’Agcom.

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18
mar

Tokyo: Febbraio 2007 – Seconda Parte

Inviato domenica 18 marzo 2007 alle 02:32 da Francesco

Seconda e ultima parte delle riprese amatoriali che ho fatto durante il mio vagabondaggio nel Sol Levante. All’inizio del video compare un simpatico ometto di cui avevo dimenticato l’esuberanza.

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9
mar

Terza puntata

Inviato venerdì 9 marzo 2007 alle 04:04 da Francesco

La catena di montaggio di una notte oziosa ha prodotto questi quattro minuti di introspezione grottesca. Mi piace riguardarmi e osservare con molta attenzione la mia gestualità per studiare me stesso.

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3
mar

Tokyo: Febbraio 2007 – Prima Parte

Inviato sabato 3 marzo 2007 alle 15:07 da Francesco

Prima parte dell’ammasso di sequenze amatoriali che ho accumulato durante le mie peregrinazioni lungo le arterie di Tokyo. Persone, momenti di vita quotidiana, qualche stranezza e un po’ di spleen invisibile. Tokyo, ti amo.

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2
feb

Seconda puntata

Inviato venerdì 2 febbraio 2007 alle 04:59 da Francesco

Stanotte ho registrato la seconda puntata del mio videoblog. Ho scambiato qualche parola con la mia MiniDV. Ho ricavato qualche effetto catartico dalla breve conversazione che ho intrattenuto con questa figlia minore della Canon. Mi piace rivedermi in video e mi domando se diventerò abbastanza vecchio per guardare con un po’ di nostalgia i miei monologhi multimediali. Cerco di non pensare molto al futuro per concentrarmi sulle meraviglie incandescenti del presente, ma alcune volte non posso fare a meno di fantasticare sul contenuto della sfera di cristallo. Vado a dormire e tra qualche ora armerò il mio Lettore MP3.

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22
gen

Prima puntata

Inviato lunedì 22 gennaio 2007 alle 17:32 da Francesco

Inauguro il mio videoblog con questo agglomerato di polluzioni verbali che dura quasi sei minuti. A intervalli regolari o forse aperiodicamente registrerò altri frammenti della mia vita. Spero che l’uso puramente scenografico della bandiera dell’Arabia Saudita non mi faccia finire nel mirino di qualche gruppo terroristico né in quello del dietologo di Borghezio. Mi sono divertito a produrre questo filmato. Penso che mi faccia bene dialogare con l’obiettivo della mia Canon: è un ottimo interlocutore.

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