Adesso tengo la bestia per il collo e stringo sempre di più la mia presa. Le riflessioni degli ultimi giorni e una lunga dormita mi hanno giovato oltremodo. La lotta ha smesso di essere impari, ma è ancora lontano il momento di cantar vittoria. Non c’è nessuno che mi possa aiutare e nessuno ha modo d’intromettersi in questo caso, ma per fortuna non ho motivo di preoccuparmi di una ingerenza poiché non vanto una scuderia di alleati né un harem da cui qualcuno possa tentare di lanciarsi in mio soccorso: il risparmio di inutili martirii!
Sono questi travasi di veleno nella psiche che mi esaltano ogniqualvolta mi renda conto di come non possano essermi fatali, difatti è l’incertezza della loro efficacia che puntualmente m’espone ai colpi sotto la cintura. La perdita della madre, il cancro, la povertà, la catastrofe atomica, ogni sconfitta possibile e ogni tradimento, tutto ciò io contemplo negli inferi presso cui possiedo una seconda casa; altro poi si aggiunge, amorfo e subdolo, pronto a strapparmi della vita prima che sia la vita stessa a disfarsi di me. Posso accusare i colpi e cadere molto in basso, posso financo accasciarmi e sembrare spacciato, ma c’è sempre una forza interiore che mi consente d’eseguire un colpo di reni. Non è cambiato nulla nella mia esistenza da quando la componente maligna si è acuita, ma sono rientrato in possesso della freschezza necessaria per far sì che la mia lucidità non mi serva soltanto a rendermi conto della profondità delle ferite.
Non esistono mercenari che possano affrontare simili battaglie, non c’è delega d’affibbiare né la consueta divisione della mia specie in uomini e caporali: col cazzo che io sto solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole, ma in equilibrio sulla ghiandola pineale vergato da rinnovato vigore: ed è subito acume. Fanculo Quasimodo, sono gli echi di Spartaco che devono giungermi. Non mi piacciono i tatuaggi, non vanto le cicatrici delle persone che si reputano vissute, bensì io ricorro alla levigatezza di una pelle nuova a ogni muta: mi svesto con le vipere. Andiamo avanti.
E ancor sciabolo tra nembifere circostanze
Inviato lunedì 6 febbraio 2012 alle 12:47 da FrancescoCredo che per un po’ non avrò altro d’aggiungere su queste pagine: sono pago d’esternazioni.
Non aspetto che la storia s’instauri
Se potessi sosterei su Alfa Centauri
Desideri esauditi non pervenuti
Minuti esauriti presso gli anni perduti
Pensieri ipnotici come dei flauti
Qualche fantasia fallisce i collaudi
Non svaluto il merito in me insito
Insisto dentro il silenzio che incito
È sancito in sanscrito un retaggio vedico
Pensiero veridico è l’unguento con cui mi medico
Origini profonde nei crateri
Caratteri ereditari traghettati dai batteri
Battono rintocchi lontano dagli occhi posti al di là degli orizzonti costieri
Sguardi austeri sorvegliano sagrati
Rancori segreti ancorati nei cuori ingrati
Tra questi ingranaggi io sono transitorio
Staziono sopra un moto rotatorio
Tra l’uomo e il divino sussiste un divario
Il primo ricamò il secondo sopra un sudario
La fede è un itinerario deleterio
Per l’amor proprio è solo adulterio
Non edulcoro il sepolcro lungo il sentiero
Non asserisco nulla che di sventura sia foriero
Tuttavia accetto il consiglio datomi
Non limiterò il pensiero agli atomi
E sopra i dogmi verserò conati
Non userò nuovi insulti ma quelli già coniati
Esimio collega lasci che le dica
Io non ho mai visto la fica
Se mia madre fosse stata bella allora con un gesto
Poi sarebbe state notti d’incesto
Secolo ventunesimo
Non sono il frutto di un incantesimo
Contesto a bestemmie il mio battesimo
M’immedesimo in me medesimo
Esercito il cerebro perciò dubito
Le menti immobili hanno piaghe da decubito
Rimbombano le preghiere di chi vuole morire subito
Detono il passato mentre crolla il pulpito
Sono munito di autostima
Mi sono ammutinato contro ciò che ero prima
Mi chiedo se dopo la morte la vita continui
Per adesso non lascio che menzogna s’insinui
Mi affaccio sul nuovo anno dopo una buona dormita. Non mi piacciono i fuochi artificiali così come non mi attraggono le infatuazioni. Non so come si snoderanno i prossimi dodici mesi, però starà a me non inciampare tra i giorni venturi. Mi sento protetto da me stesso e seguirò il tempo fino a quando ne avrò a mia volta. Non ho gioie calendarizzate, ma spero che una mi travolga senza preavviso. Inizio quest’anno nello stesso modo in cui ne ho lasciati molti altri, però peccherei di presunzione se credessi che un tale ciclo non possa cambiare completamente. L’universo non è statico e non lo è neanche l’esistenza dell’essere umano nonostante taluni sostengano l’esatto contrario. Chissà come andrà a finire: per adesso esco a correre e un giorno lontano ci penserò.
Già da un po’ la mia esistenza è tornata a scorrere a pieno regime sui binari della serenità, però nulla di significativo è mutato nel suo svolgimento. Tendo a ripetermi, ma fortunatamente me ne rendo conto senza dispiacermene. Non c’è nulla nei cieli superni che mi alletti. Per certi versi io vivo al di sotto delle mie possibilità e così posso contare su di un riparo in più per sfuggire alle intemperie. Bufere in arrivo non ne vedo e manco le presagisco.
La morte altrui non mi sconvolge e spero che pure quella del sottoscritto non mi prenda troppo. Non attendo la mia ora né quindici minuti di gloria. Il vantaggio di un cuore vuoto risiede tutto nella possibilità di risparmiare sui drappi neri. La riverenze che spettano al decesso non mi sono proprie, ma questa inclinazione non è il frutto di un comportamento irrispettoso e scaturisce da anni di riflessione sulla finitezza: è paradossale come quest’ultima invece sia inconcludente…
Se dovessi crepare domani non me la prenderei e gradirei una bella cremazione senza panna. Resta valido l’augurio che puntualmente rivolgo a me stesso, ovvero quello di una vita longeva. Forse la masturbazione conta anche come gesto apotropaico e se così fosse la mia buona stella godrebbe (non più di me, eh) di contributi notevoli: gli attributi ci sono tutti.
A me piace vivere, però mi annoiano le nenie. Non sono troppo cinico, ma adoro scherzare e voglio mantenere frequenti le risate fino all’ultimo respiro o giù di lì. Intanto gli anni passano e non vedo per quale motivo frenarne le scorrerie: Signora, so’ ragazzi! Un giorno non lo saranno più; anzi, un giorno non saranno più.
In quest’epoca mediocre mi auguro sempre che qualcuno faccia fuoco sui politici. Fiuto un senso d’impunità che va di pari passo con gli eccessi garantistici a cui l’Italia è costretta a piegarsi per problemi di costituzione: l’atrofia del pragmatismo. Io tento disperatamente di non toccare certi argomenti poiché le parole di rado riescono a pesare come il piombo. In una società il proprio benessere passa anche attraverso quello degli altri, perciò ognuno dovrebbe augurarsi che nei luoghi di potere vi siano individui disposti a curare gli interessi del maggior numero possibile di persone. In tutto ciò non occorre scomodare la filantropia o quanto le assomigli perché si tratta dell’ennesima prova di come l’egoismo sano concordi col bene collettivo.
Io tengo il polso della situazione a mio modo e ritengo che qualcosa stia davvero degenerando se anche un individuo come me avverte la necessità d’imbevere parole stomachevoli nel curaro. Non penso che in questo frangente storico qualcuno possa pretendere totale onestà, tuttavia credo che esista sempre un limite di guardia a quelle che sono inevitabili ruberie, negligenze e favoritismi. C’è una sete di sangue che spero prenda forma e lasci sul selciato i corpi esanimi di quanti già si sono resi colpevoli d’aver indotto al suicidio o all’indigenza alcuni tra gli esponenti invisibili delle fasce deboli. L’aumento del divario tra ricchi e poveri, onesti e delinquenti, forse può dare slancio all’edilizia poiché certe case dovranno essere convertite in prigioni d’oro.
Non credo che la violenza proponga soluzioni e d’altronde non è questo che si prefigge, però io immagino che un ricorso ai suoi mezzi efferati in un determinato momento possa evitare che poi in un secondo tempo si manifesti con maggiore crudeltà. Non sono certo un comunista armato né ho mai provato simpatia per i moti rivoluzionari, ma se in Italia sorgesse un’organizzazione terroristica in grado di colpire solo ed esclusivamente i veri assassini dello Stato, ebbene io ne sarei lieto. L’unico e imperdonabile difetto che riscontro nella strategia della tensione è quello di coinvolgere innocenti: se un tale metodo venisse affinato forse qualcuno la smetterebbe di sentirsi intoccabile. Quanto ho appuntato finora può apparire decisamente truculento nonché ripetitivo, provocatorio e inopportuno, ma è proprio la ricorsività di tali contenuti a confermarmi come tutto ciò si origini spontaneamente in me.
-
Le parole di cui sopra si prestano anche ad un’analisi introspettiva. Il desiderio di punire quanti contribuiscano all’imbruttimento della nazione è sicuramente legato al mio Super-Io e al modo in cui esso s’è formato. Nella classe politica io rivedo la figura paterna poiché sulla prima entità io proietto le colpe della seconda, di conseguenza, per quanto spontanee, non riesco mai a capire quanto siano sincere le mie prese di posizione (eh, che espressione altisonante!). Peccherei di riduzionismo se mi limitassi a inquadrare tutto nell’ottica di frustrazioni inconsce, perciò penso che in parte le mie invettive abbiano una matrice sincera e in parte vengano acuite da processi interiori che non hanno nulla a che fare con l’attualità e tutt’al più ne fanno un uso speculare senza però palesarsi apertamente.
Credo che l’Italia stia facendo la fine che merita, ma non voglio scomodare la cicala e la formica di Esopo per illustrarla. Questa nazione è governata da inetti e puttanieri di cui apprezzo solo le doti d’avanspettacolo. Cosa succederebbe se il sistema creditizio collassasse davvero? Io mi sono fatto qualche idea, ma tra queste non ce n’è manco una che sia scevra di sangue e morte. Ovviamente non credo affatto che qualche città italiana sia destinata a diventare una novella Mogadiscio (tuttavia mai porre limiti alla fantasia!), però non mi sorprenderei se aumentassero i suicidi e parimenti le statistiche relative al crimine subissero un’impennata a differenza di quelle cagionatrici d’un tale scenario.
Su Google è sufficiente accostare tre parole per avere un esempio recente di quanto rischia di succedere in Italia: “Grecia”, “crisi”, “suicidi”. Tutto ciò accade per l’avidità e la stoltezza degli esseri umani: allo stesso tempo antagoniste e complici. Scioperi demografici, assalti alle banche e coprifuoco: parte di ciò che immagino per la peggiore delle ipotesi. I media snocciolano sigle e percentuali che fanno apparire tutto ancora più inquietante di quanto già non sia, ma alla fine ‘sti gran cazzi! Spero solamente che i responsabili di questa congiuntura economica facciano la fine dei Romanov. Per il conto sistemiamo all’italiana… Non invidio i neonati della classe media.
Last night I was in Civitella Marittima to attend a progressive rock concert. There were many middle-aged persons among the audience. The event was open by a local group followed by an Emerson, Lake & Palmer tribute band that I enjoyed a lot. The main act was Le Orme, one of the most important bands in the history of Italian progressive rock scene and before midnight they started to play. A couple of years ago I saw Le Orme with a different line-up in the same place and even that time they did a great performance. Events like these feed my spirit and makes me feel stronger than anything. I was happy to be alone among the crowd and I had a good time but many more await me in this life, I’m sure of it.
Tra qualche ora sarà il mio compleanno e lo festeggerò con me stesso. Sono ancora giovane e non sento il peso dell’età che avanza. Fisicamente non sono mai stato meglio e moralmente mi sto riportando ai massimi livelli. Certo, potrei arricchire la mia vita, specialmente sotto l’aspetto emotivo, ma forse non è ancora giunto il mio momento e se non dovesse mai arrivare allora mi vedrò costretto a segnarlo come assente ingiustificato! Prima o poi la mia progressione subirà una battuta d’arresto e un giorno, per forza di cose, anche per me comincerà una parabola discendente (anche se non so quanto sia corretto intenderla come tale), ma per ora mi godo il mio stato corrente e mi impegno per preservarlo il più a lungo possibile. Non potrei chiedere dei propositi migliori nel ventisettesimo anniversario della mia (ri)comparsa su questo pianeta.
Per l’occasione ho registrato l’ennesimo video sul mio palleggio. Come ho già scritto altrove per me palleggiare è un po’ come praticare yoga o tai chi, ma non ho mai avuto modo d’imparare le discipline orientali e quand’ero uno sbarbatello alla Domenica Sportiva vedevo Gianfranco Zola, Rui Costa, Boksic, Vialli, mica i maestri indiani. Tra l’altro il mio filmato a piè di pagina è anche un esempio di memoria procedurale, tanto per ricollegarmi alla lettura di neuroscienza alla quale mi dedico quando non scrivo. A proposito di libri, la mia terza (e sospetto ultima) fatica conta circa sessantacinque pagine, perciò intendo completarla prima che l’autunno imponga ai miei simili di tirare fuori gli abiti invernali. Comunque, sono felice che il mio palleggio sia migliorato. Adesso riesco a fare anche tre atw (around the world NdR) di fila mentre mesi or sono riuscivo appena ad eseguirne uno e compierne due di seguito mi pareva improbabile. Nel video indosso la terza maglia del Liverpool di Sotirios Kyrgiakos, coriaceo difensore greco ignoto ai più, del quale forse neanche i famigliari hanno la maglia, tuttavia io la comprai per portare sulle spalle un po’ di ellenismo e per udire le improbabili pronunce di chi calca i campi di calcio a cinque assieme a me. Cazzo, adesso sì che mi riconosco e ne sono lieto, immensamente lieto. Bentornato Frankie.
Anni fa un’amica di mia madre mi regalò un libro di Dino Campana, “Canti Orfici”, ma appena me lo diede le dissi che non lo avrei mai letto e ancor oggi tengo fede a quella promessa letteraria. Malgrado la mia ritrosia verso la poesia, ho trovato per caso un video di Carmelo Bene in cui egli recita dei versi di Campana che mi sono piaciuti quasi quanto l’interpretazione di colui che non è.
Quando avrò la mia prima ragazza senz’altro le declamerò questa composizione a gran voce.
Coi tuoi piccoli occhi bestiali
Mi guardi e taci e aspetti e poi ti stringi
E mi riguardi e taci. La tua carne
Goffa e pesante dorme intorpidita
Nei sogni primordiali. Prostituta…
Chi ti chiamò alla vita? D’onde vieni?
Dagli acri porti tirreni
Dalle fiere cantanti di Toscana
O nelle sabbie ardenti voltolata
Fu la tua madre sotto gli scirocchi?
L’immensità t’impresse lo stupore
Nella faccia ferina di sfinge
L’alito brulicante della vita
Tragicamente come a lionessa
Ti disquassa la tua criniera nera
E tu guardi il sacrilego angelo biondo
Che non t’ama e non ami e che soffre
Di te e che stanco ti bacia
In quest’ultimo periodo riesco a fare bene soltanto nell’allenamento fisico, ma non me ne faccio un cruccio e conto di riportare presto la luce anche nel res cogitans.
Con l’avvento dell’estate gli uomini più vanitosi e stupidi s’improvvisano atleti nella disarmante illusione di trafiggere cuori e fiche durante il periodo estivo. Breaking news: probabilmente non succederà. Comunque, anche per la categoria di cui sopra annoto la quinta compilation che ho realizzato. Nel lettore mp3 carico la musica come un mujaheddin carica il proprio kalashnikov contro gli infedeli, però non adopero sempre le raccolte che metto insieme e talvolta cambio le tracce che ho in memoria come se potessi adoperare un cambio sequenziale a livello emotivo. Questa compilation è più breve delle altre poiché ho ridotto l’attività aerobica a favore di quella con i pesi e degli esercizi a corpo libero, tuttavia si presta anche allo svolgimento delle attività anaerobiche e di conseguenza può essere riciclata con qualche repeat.
La risposta del cerebro alla musica è soggettiva, perciò questo ammasso di tracce di sicuro non potrà essere d’aiuto a chiunque, ma a qualcuno potrebbe dare lo spunto per andare alla ricerca di stimoli a lui più congeniali. Per quanto mi riguarda il punto più alto di questa raccolta si trova nella quarta traccia, “Resistir” degli Helker: adoro l’interpretazione vocale del pezzo e per i miei gusti è una delle migliori degli ultimi anni, davvero esaltante e straordinaria.
- Black Majesty – Into the Black
- Gun Barrel – Front Killers
- Halford – Resurrection
- Helker – Resistir
- Helloween – Soul Survivor
- Jorn – Lonely Are the Brave
- Rebellion – Sweden
- Scar Symmetry – The Illusionist
- Teräsbetoni – Älä Kerro Meille
- Virgin Steele – We Rule The Night

