12
dic

Nel ventre di un’altra notte

Inviato martedì 12 dicembre 2006 alle 04:31 da Francesco

Mi trovo nel ventre di un’altra notte senza sonno. I miei desideri hanno assunto un’identità segreta e si sono dati alla fuga, ma non ho paura perché so che presto ritroverò quei fuggiaschi bastardi. Una delle mie riflessioni cupe riavvolge una bobina macabra mentre le tre teste di un gatto anomalo mi sbeffeggiano all’unisono. Ho le idee confuse e le mani un po’ fredde. Ho voglia di sborrare sopra le incertezze transitorie di questi giorni malevoli e per ispirare la mia masturbazione osservo con lascivia l’erotismo distaccato di un’immagine digitale che ritrae una modella sconosciuta. Mi piacerebbe stampare le immagini pornografiche a cui sono più affezionato per invitarle a cena e ringraziarle per tutti i momenti felici che mi hanno regalato. La mia sessualità è un regno autarchico che nasconde alcuni segreti della mia personalità. Nel mio stomaco giace un cofanetto nel quale, prima della mia nascita, sono stati riposti dei papiri che custodiscono le spiegazioni di alcuni parti del mio carattere e una stronza speciale, che forse non ho ancora conosciuto, porta al collo la chiave per aprirlo. Non ho battaglie epiche da combattere e non vivo in funzione del mito dell’immortalità. Non ho impegni urgenti, non ci sono telefonate perse sul mio cellulare e non occupo abusivamente i pensieri di qualche pin-up. I miei ormoni indossano squallide magliette rosse sulle quali campeggia la faccia stilizzata di Che Guevara e inneggiano alla rivoluzione per spodestare la mia mano sinistra dal trono della mia sessualità, ma le loro pulsioni adolescenziali hanno poco efficacia e, tra una manganellata e l’altra, ricordo a questi sanculotti organici che la mia mano sinistra abdicherà solo in favore dell’amore.

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10
dic

Una fantasia erotica ricorrente

Inviato domenica 10 dicembre 2006 alle 07:54 da Francesco

La masturbazione mi ha sempre aiutato a contenere lo stress. C’è una fantasia ricorrente che uso per farmi le seghe. Premetto che la mia immaginazione erotica tende a produrre situazioni nelle quali non mi cimenterei mai nella realtà. Spesso immagino di fottere una quarantenne insoddisfatta, una donna un po’ flaccida con una vita tranquilla. Immagino incontri serali con lei nella sua casa di periferia. Mi vedo di fronte alla sua porta. Io busso con nonchalance, lei apre velocemente e mi accoglie con addosso una guepiere che stride con le fattezze un po’ cadenti del suo corpo da nubile disinibita. Credo che l’apogeo erotico di questa mia fantasia si trovi nel desiderio della donna di possedere la mia giovinezza per rivere il suo passato da ragazza. Penso che un altro cardine erotico di questa fantasia si trovi nella differenza di età: questa caratteristica non ha a che fare con la gerontofilia, ma con la necessità di includere nella mia fantasia due date di nascita che alludano a un rapporto incestuoso tra madre e figlio. Nelle mie parole c’è un evidente riferimento al complesso di Edipo che ho incontrato molte volte nell’approfondimento puramente teorico della mia sessualità. Come ho già scritto non metterei mai in atto le mie fantasie. La mia visione dell’amore mi impedisce di essere un semplice oggetto sessuale o di accostarmi a una mia simile per usarla come un mero strumento di piacere. Inoltre le mie fantasie perderebbero la loro efficacia se le convertissi in situazioni reali. A volte penso come l’apparato onirico della mia sessualità potrebbe rivoluzionarsi se perdessi la verginità.

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25
ott

Annotazioni recondite

Inviato mercoledì 25 ottobre 2006 alle 12:48 da Francesco

Sono casto e impuro. La mia mente è pervasa da sogni erotici caratterizzati da una monogamia inossidabile. A volte si sollevano muri di imbarazzo di fronte ai discorsi legati al sesso e penso che grazie alla mia inesperienza per me sia più facile affrontare con naturalezza le tematiche legate all’eros. Le infatuazioni non sono riuscite a rapirmi e durante i primi anni della mia seconda decade ho continuato ad astenermi da qualsiasi piacere carnale e intellettuale con l’altro sesso. Non ho mai avuto dei grandi dubbi sulla mia identità sessuale e ho sempre visto il seno come l’emblema del mio immaginario erotico. In certi momenti della mia adolescenza ho pensato di essere asessuato, ma la mia costante attività masturbatoria mi ha fatto scartare questa ipotesi. Credo che la mia sfera sessuale sia abbastanza anomala e penso che rispecchi la mia vita solipsistica. Ogni tanto mi sembra che io pretenda inconsciamente di vivere la sessualità da solo, ma questo non è possibile ed è meglio che io lo accetti definitivamente. Forse, sempre in modo inconscio, non sopporto l’idea che il mio benessere possa dipendere da qualcun altro. Mi perdo in parole fatue e di pari passo mi allontano lentamente dalle occasioni del mio tempo. Mi occorre un exploit per scavalcare il muro dialettico accanto al quale mi pavoneggio e me ne serve un altro per non atterrare rovinosamente sul campo dei legami sentimentali. La mia vita affettiva è un connubio di smarrimento e senso di impotenza, ma questa definizione non è solo mesta come può apparire, infatti al suo interno si trovano delle sfumature titaniche di matrice romantica.

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15
set

What is sex?

Inviato venerdì 15 settembre 2006 alle 11:24 da Francesco

Oggi voglio fare l’appello. Vita privata? Assente. Ne è passata di acqua sotto i ponti dalle mie ultime parole sulla sessualità, ma credo che sia più corretto scrivere che è passato molto sperma sotto i miei pantaloni dalle ultime righe sessuali che ho digitato. In questi mesi ho continuato a masturbarmi per un semplice bisogno fisiologico, ma ogni tanto le mie seghe hanno avuto anche delle sfumature edonistiche. Per un periodo non sono riuscito a mastubarmi, perciò sono contento che la mia attività masturbatoria abbia trovato nuovo vigore. Non sento il bisogno impellente di copulare, ma la mia verginità mi offre spunti molto interessanti per deridermi e non posso farmeli scappare. Alle volte penso che l’autoironia sia un modo per esorcizzare la mia ignoranza in campo affettivo e sessuale, ma credo che in realtà essa svolga per me un ruolo di semplice intrattenimento. Una volta ho detto a un tipo: “Io perderò la verginità quando lo stupro sarà legale”. Non ricordo se la frase appena scritta sia stata frutto della mia mente o se io l’abbia presa in prestito da qualche anonimo autore inglese, tuttavia mi ha offerto un paio di risate e questo per me è sufficiente. La totale mancanza di esperienze sessuali ha dato dei ritmi industriali alla mia produzione di fantasie erotiche, infatti ne annovero molte e dei generi più disparati. Alcuni mesi fa mi ero ripromesso di descrivere minuziosamente una parte delle mie fantasie, ma non ho ancora ottemperato al mio proposito perché trovo noiosa la traslazione del mio immaginario erotico. Ultimamente per masturbarmi immagino di fottere donne più grandi di me, di solito quarantenni che mostrano i primi segni del tempo: credo che questa fantasia sia una strada secondaria che inizia dal complesso di Edipo e penso che rappresenti la mia insicurezza sessuale dovuta all’inesperienza. Il gap generazionale è la scintilla erotica della fantasia che ho accennato nelle ultime righe.

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25
giu

Realtà e masturbazione

Inviato domenica 25 giugno 2006 alle 14:36 da Francesco

Indvidui che conosco superficialmente disperdono atteggiamenti melliflui e frasi di circostanza all’interno di stanze asettiche e buie. Accanto a me camminano soggetti di cui diffido. Le mie antiche conoscenze hanno assunto un volto nuovo che io non voglio osservare. Non faccio parte degli ingranaggi sociali che regolano le relazioni tra doppiogiochisti e per questo motivo cerco vanamente spunti alternativi caratterizzati dalla schiettezza. Mi annoiano i trucchi della gioventù borderline. Sono ancora troppo acerbo per assaporare certe sostanze ontologiche, nonostante la mia età anagrafica faccia credere il contrario. La telecronaca dell’America’s Cup scandisce il mio pomeriggio ozioso: non capisco nulla di nautica, ma mi piace vedere le imbarcazioni che falciano l’acqua. Ho bisogno di lavarmi e di fare qualcosa per prendere a calci in culo il caldo e la noia. I polpacci mi dolgono ancora: gli effetti dei crampi che ho avuto qualche giorno fa non sono ancora scomparsi. L’afa solletica i miei ormoni e penso che tra poco mi farò una sega per svuotarmi le palle. Per me è dura mantenere i testicoli vuoti e spero che in futuro la medicina possa aiutarmi. Mi chiedo se una semplice vasectomia possa risolvere i problemi legati alla mia necessità di espellere il liquido seminale. Alle volte vorrei essere un sacerdote per confessare la mia prostata. Io sono la prova vivente che l’onanismo cronico è deleterio.

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15
mag

Una grande dormita e un calcolo masturbatorio

Inviato lunedì 15 maggio 2006 alle 17:42 da Francesco

Mi sono svegliato alle quattro di pomeriggio dopo dieci ore di sonno. Nell’ultima settimana ho dormito meno del solito per svegliarmi presto e andare a scuola guida senza rinunciare alla mia consueta veglia notturna. Anche oggi la mia giornata non ha sfumature particolari, ma io continuo a sentirmi molto bene perché il relax si trova al solito posto e mi strizza l’occhio. Sto ascoltando “Resurrection”, un album hip hop dei Lords of the Underground datato 1999. Più tardi mi dedicherò all’ascolto di un altro album blasonato nel mondo hip hop: “Daily Operation” dei Gang Starr. Nel mio laboratorio ho tutte le sostanze di cui necessito per mantenere intatta l’alchimia della mia vita: serenità, tempo, virtù e giovinezza. Forse avrei bisogno di un pene più grande, ma la perfezione esiste solo nelle puntate di “Happy Days”. A proposito di volatili: ieri sono riuscito a masturbarmi dopo un lungo sciopero del mio apparato genitale. Un po’ di tempo fa feci un calcolo approssimativo del numero totale delle mie seghe e questo mi sembra il giorno adatto per riproporre questo conto su carta virtuale. Ho iniziato a masturbarmi a 13 anni e ora ne ho quasi 22, dunque mi massaggio la cappella da circa 9 anni. In 9 anni ci sono circa 3285 giorni. Per molti anni mi sono masturbato almeno una volta al giorno, ma agli esordi della mia attività masturbatoria ho toccato picchi di 3 seghe al giorno. Per fare il calcolo uso una media di 2 seghe al giorno, nonostante oggi faccia fatica a farmene una alla settimana. Dunque: il risultato della moltiplicazione di 2 (il numero di seghe per dì) per 3285 (i giorni del mio periodo masturbatorio) è 6570. Da questo calcolo si evince che mi sono masturbato circa 6570 volte: che palle!

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9
mag

Il solito concetto

Inviato martedì 9 maggio 2006 alle 13:27 da Francesco

Sono in piedi da poche ore e, come spesso accade, mi sento in forma. Stanotte mi sono regalato poche ore di sonno, tuttavia ho dormito bene. Non ho nulla di particolare da scrivere, ma voglio occupare ugualmente queste righe. Tra meno di un mese compirò ventidue anni. Trascorrerò l’anniversario della mia nascita in compagnia di Federica, la mano amica. Non mi piacciono le feste di compleanno e nemmeno le scritte “happy birthday”. Penso che ventidue anni siano pochi per me. Spero di vivere a lungo senza che la comparsa improvvisa di un tumore o di un’altra patologia stronchi la mia vita. Ogni tanto l’ipocondria trova spazio nel mio relax. In questi giorni mi sono accorto che alcune persone hanno una visione distorta di me. Taluni confondono la mia accondiscendenza con la pigrizia, confondono le mie parole con l’incapacità di agire, confondono la mia affabilità con il bisogno di contatto umano e confondono il mio relax con la passività. Un’ampia fetta delle mie esigue conoscenze crede che io sia gay, ma io non lo sono e non ho intenzione di sforzarmi per convincere gli altri della mia eterosessualità: taluni confondono il mio romanticismo moderno, e quindi la mia verginità e la conseguente assenza di chiavate sanguigne, con l’omosessualità. Qualcosa non è chiaro a certi esseri umani: la mancanza di vita sessuale non significa omosessualità, ma al massimo può indicare una condizione asessuata che tuttavia non si confà al mio caso. Penso che molte persone abbiano paura dell’omosessualità e credo che costoro tentino di allontanare i loro dubbi sessuali proiettandoli su altre persone. Non temo l’omosessualità e non ho difficoltà a parlarne, ma io non sono frocio: almeno non in questa vita. Forse in un’esistenza passata sono stato una checca cortigiana? In questa vita ho voglia di lineamenti femminili: occhi chiari, capelli biondi, arti esili e cervello funzionante. A me piacciono le valchirie, ma posso sorvolare sopra la bellezza nordica a patto che il cerebro funzioni.

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5
mag

Chiamate 899

Inviato venerdì 5 maggio 2006 alle 23:32 da Francesco

L’estate scorsa avevo circa cinquanta euro di credito sul cellulare, ma non avevo nessuno da chiamare, così decisi di intrattenermi con le linee erotiche che sovente popolano i palinsesti notturni delle emittenti televisive regionali. Una delle prime volte che chiamai mi rispose una signorina, con la voce simile a quella di Franco Califano, e mi disse: “Ciao bel maschio, come ti chiami?”. Io non risposi nulla e ansimai per qualche secondo. Alla fine la signorina, con la stessa grazia di un carro armato sopra una pista ciclabile, mi disse: “Se devi solo respirare puoi attaccare subito, brutto stupido!”. La centralinista terminò la telefonata e io esplosi in una risata lunghissima. Le notti seguenti chiamai di nuovo alcune linee erotiche, ma riuscii a masturbarmi solo una volta e ben presto decisi di abbandonare il meraviglioso mondo delle frasi eccitanti a un euro e ottanta centesimi più IVA al minuto. Quelle ore notturne non hanno favorito la mia attività masturbatoria, in compenso mi hanno regalato delle piacevoli risate estive. Mi piace narrare gli eventi comici della mia esistenza perché adoro ridere di me stesso: mi ritengo un personaggio grottesco. Nei prossimi giorni passerò in rassegna i miei ricordi per cercare altri aneddoti con cui dileggiare la mia persona. Alle volte mi sembra che il sarcasmo delle mie parole sfiori il cinismo e il cattivo gusto.

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16
apr

Voluttà latitante

Inviato domenica 16 aprile 2006 alle 17:30 da Francesco

In questo periodo il mio desiderio sessuale è al minimo storico, invece il mio desiderio di affetto è stabile. Ormai sono anni che non riesco a masturbarmi per diletto e credo che questo dipenda dall’abbandono dell’età adolescenziale. Oggi per me la masturbazione è un bisogno fisiologico identico alla defecazione e nulla di più. Mi fa piacere che la mia concupiscenza sia esaurita e mi auguro che non torni tanto presto. Ho scritto molte volte che per me la sessualità è una cosa splendida quando fa parte di un rapporto d’amore e sono ancora di questa idea perché credo che il coito sia un ingrediente indispensabile per rendere impermeabile il collante sentimentale. Mi disgustano i rapporti puramente platonici e i rapporti puramente carnali. Già da tempo ho preso in considerazione l’evenienza della continuazione del mio vuoto sentimentale e carnale vita natural durante. Alle volte per me è inquietante pensare che la mia astinenza dall’eros in tutte le sue sfaccettature possa protrarsi per il resto dei miei anni, ma sto imparando ad accettare anche questa eventualità. Davanti a me, malattie e incidenti permettendo, vedo ancora molto tempo, ma già da questo mio ventiduesimo anno di vita terrena, e terra terra, mi accorgo di aver perso alcune occasioni per concretizzare quello che io chiamo il bene. In me risiede ancora la voglia di guance femminili, di mani candide, di penetrazioni vaginali e di lacrime gioiose. Mi sento come un soldato al fronte che osserva la foto invisibile dell’unica compagna che vorrebbe con sé nella trincea. Riprendo la baionetta e cerco di sopravvivere alle cannonate.

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10
apr

Non sono gay

Inviato lunedì 10 aprile 2006 alle 10:49 da Francesco

Sono eterosessuale e questo significa che sono in grado di provare attrazione unicamente per le persone del sesso opposto al mio: le femmine. Faccio questa precisazione per evitare che alcuni signori s’illudano di un mio cambio di sponda. Non è colpa mia se a molti sembro omosessuale e se la nomea della mia verginità avalla questa ipotesi nelle loro menti perverse. Se la legge me lo permettesse mi piacerebbe fare un buco nel cranio con una Beretta al prossimo omosex intenzionato a sedurmi con la bava alla bocca. Sia chiaro che la mia non è omofobia, ma una semplice rottura di coglioni. Non ho problemi a parlare della mia sessualità, ma mi irrita chi non la comprende dopo ripetute spiegazioni. Ci sono due categorie di persone contro le quali sarei pronto a usare un’arma bianca se fosse necessario: i pusher che tentano di vendermi la loro merda e quegli omosessuali che pensano che il mondo sia un grosso culo attraversato da un asse. Lo squallore di questo mondo è riflesso nelle foto affisse sulle carte d’identità di certi cinquantenni che tentano di sfuggire alla propria età cercando rapporti sessuali o platonici con persone molto più giovani di loro. Questi signori spesso sono lavoratori insoddisfatti e disillusi che hanno perso il rispetto verso sé stessi e che nascondono la loro condizione con deboli sofismi. Lo ripeto: non ho la cittadinanza di Sodoma e Gomorra. Spero di non dovermi mai ripetere puntando una lama alla gola di qualcuno. Se uso figure forti e un po’ truculente è perché voglio che la mia posizione sia chiara. Il mio futuro può essere solo accanto a una ragazza da amare per il resto della mia vita e non sul set della perversione maschile a fare un remake de “Il Vizietto”. Tollero l’omosessualità negli altri a patto che essa non diventi arrogante nei confronti di chi, come me, è un tradizionalista che non va contro la natura. Chissà se mi sono spiegato.

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