13
giu

Qualunquismo a oltranza

Inviato sabato 13 giugno 2009 alle 23:13 da Francesco

In Italia non c’è una vera destra ed esistono soltanto dei piccoli partiti che non possiedono alcun peso politico, tuttavia questi movimenti svolgono una funzione sociale e permettono ai loro sostenitori di aggregarsi in stuoli ridicoli. Io non riesco mai a votare perché parecchi politicanti mi sembrano dissociati dalla realtà. Nutro qualche simpatia per l’Italia dei Valori e sosterrei questa formazione con la mia preferenza se avesse i numeri per staccarsi del tutto da quell’amalgama di cattolici e mezzi comunisti che è il Partito Democratico. Seguo le vicende politiche benché io non le commenti spesso e allo stesso tempo mi reputo un qualunquista coriaceo: ottimi risultati per l’astensionismo, almeno in Europa. Credo che i politici siano soltanto il riflesso di una buona parte dei cittadini che rappresentano e dunque i loro abusi di potere non mi stupiscono né mi scandalizzano più di tanto. Chiunque abbia una funzione pubblica dovrebbe essere al servizio della collettività invece di sentirsi unto da un’entità divina, ma la spocchia e l’arroganza di certi politici è ravvisabile anche a livelli più bassi nelle figure di certi dipendenti pubblici. Le raccomandazioni non esistono soltanto nelle alte sfere, ma riguardano finanche eventi, concorsi e fatti analoghi la cui scarsa importanza le fa apparire ancor più anomale di quanto lo siano comunemente. Un esempio di quanto ho scritto finora l’ho ricevuto stamane da mia madre. Come ho appuntato ieri, io dovrei ripetere le analisi del sangue per avere dei referti che siano conformi a quanto è richiesto dal concorso per l’arruolamento nell’Esercito Italiano a cui mi accingo a partecipare, ma ormai a causa dell’insufficienza di tempo non ho più la possibilità di rifarle. Alla luce di questa situazione, mia madre mi ha detto che grazie a una sua conoscenza in un ospedale pubblico avrebbe potuto provare a ottenere le analisi che mi occorrono entro un tempo utile per il mio concorso. Ho rigettato questa possibilità e ho apostrofato mia madre in malo modo e questa volta, a differenza di altre occasioni, a buon diritto. Il mio comportamento credo che possa essere visto almeno in due modi. Dal punto di vista di qualcuno la mia scelta può apparire ingenua o inutilmente onesta e da un’altra ottica il modo in cui ho agito può essere definito con aggettivi esageratamente positivi: io trovo deprecabili entrambi i casi. Ho commesso un errore nell’affidarmi a un centro privato per ottenere la documentazione di cui necessitavo e non posso mascherare questo sbaglio con termini come “urgenza”, “caso particolare” o “eccezione” per tollerare un vantaggio ingiusto. Ovviamente non riesco a essere sempre ligio alla selva legislativa che vige in Italia, tuttavia cerco di non farmi contagiare da usi e costumi che detesto.
Oggi ho visto le ronde nere del Movimento Sociale Italiano e mi domando se siano più ridicole della rifondazione del partito a cui sono legate. Qualcuno ha detto che le divise della “Guardia Nazionale Italiana” ricordano le Schutzstaffel, ma secondo me, per ciò che rappresentano più che per il loro aspetto, sembrano tratte da “Fascisti su Marte” di Corrado Guzzanti. Io non so se qualcuno voglia giocare a fare lo squadrista della domenica e sinceramente non me ne preoccupo. Non condanno certe ideologie, ma dubito fortemente che oggi vi siano individui in grado di sostenerle senza risultare buffi.

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15
feb

Please visit Vatikanistan

Inviato domenica 15 febbraio 2009 alle 18:32 da Francesco

Per il titolo di questo appunto ho adattato un passaggio di un celebre spot di Francesco Rutelli che in un inglese degno di Alberto Sordi in “Un Americano A Roma” invitava gli stranieri a visitare l’Italia. Non mi hanno sorpreso gli avvenimenti degli ultimi giorni né la velocità con cui la loro bolla mediatica si è un po’ sgonfiata. Mi pare evidente che la vicenda di Eluana Englaro e tutti i casi recenti di violenza sessuale (come se accadessero soltanto all’uopo) siano stati strumentalizzati per distogliere l’attenzione da certi argomenti e per delegittimare alcune istituzioni, ma credo che questa pratica non sia un’invenzione italiana, altrimenti nel suo squallore avrebbe perlomeno dell’originalità. Penso che l’informazione sia più vittima dell’incapacità giornalistica che di qualche grande manipolazione, altrimenti dubito che sarebbe così semplice evincere le strategie di comunicazione attraverso una lettura poco impegnativa delle omissioni  e delle insistenze mediatiche. Per me è buffo sentire qualche italiano che puntualmente si scaglia contro determinate forme di governo in cui la religione ha un ruolo forte all’interno dello stato, ma forse se si trattasse della loro religione invece che di un’altra allora le critiche verso determinate nazioni sarebbero nettamente inferiori. L’Iran è una teocrazia, ma almeno il suo status è ufficiale in quanto si dichiara una repubblica islamica mentre l’Italia (anche conosciuta come Vatikanistan) finge di essere un paese laico e viene vituperata quotidianamente dalle ingerenze vaticane. A me Silvio Berlusconi sta simpatico sotto il profilo umano e lo ascolterei per ore poiché trovo che abbia un eloquio brillante, migliore di tutto il suo entourage messo insieme, ma come politico mi pare che si discosti poco dalla media dei suoi colleghi e non riesco ad averlo in orrore perché i suoi predecessori hanno mostrato il medesimo servilismo nei confronti della Santa Sede. Vorrei che un giorno un futuro premier della mia nazione si alzasse dal letto, indossasse una tuta dell’Adidas, si recasse al Vaticano in sella a un Booster, prendesse il pontefice di turno per il bavero e lo riportasse ad Avignone a forza di calci in culo nel corso di una diretta televisiva a reti unificate. Se oggi ci fossero nuove elezioni io voterei ancora per l’astensionismo. Potrei votare per l’Italia dei Valori se avesse posizioni più nette sulle questioni etiche, almeno come un tempo avevano i Radicali che adesso mi sembrano soffocati dal rumore dei cilici di qualche teodem. Il mio partito ideale dovrebbe essere una destra anticlericale, ma in Italia questa definizione suona quasi come una contraddizione in termini. Infine il ritorno sulla scena politica di Clemente Mastella lascia perplesso anche un qualunquista come me. In un tale clima penso che il comportamento del presidente della Repubblica nel caso di Eluana Englaro si possa aggettivare in due modi: eroico e responsabile. Faccio un grande sforzo ad appuntare queste cose perché dovrei cercare di non essere partecipe neanche con il pensiero all’abominio politico della mia nazione, tuttavia alcune volte non riesco a sottrarmi a tutto ciò e avverto il bisogno di appuntare quanto mi passi per la mente su questo tipo di questioni. Voglio lasciare a piè di pagina un vecchio video di Aldo Busi che risulta ancora attuale, così magari mi becco qualche accusa di omofobia in meno; a proposito, sono a favore del riconoscimento dei diritti per le coppie omosessuali, tra cui il diritto all’adozione.

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14
feb

La strage spermicida di San Valentino

Inviato sabato 14 febbraio 2009 alle 08:41 da Francesco

Oggi è San Valentino, una ricorrenza amara per i diabetici e per chiunque si trovi a disagio nello status di single. Per l’occasione voglio rispolverare il mio record personale: alla veneranda età di ventiquattro anni non ho mai avuto una ragazza e devo ancora dare il mio primo bacio. Insomma, ho i titoli per dare lezioni di castità a qualche prete del cazzo. La mancanza di amore mi ha educato, ma io non l’ho mai vissuta come una condanna del fato e ne ho tratto beneficio. Non credo che ci sia molta differenza tra un ragazzo vergine come me e il più licenzioso dei playboy; i sentimenti vanno al di là delle semplici scopate e chi ha avuto tante avventure non significa che abbia provato o ricevuto amore. Non ho nulla contro il sesso occasionale, ma a me non interessa perché riesco a sostituirlo con la masturbazione senza complicarmi la vita. Alcuni visitatori casuali di questo blog raggiungono le mie pagine attraverso chiavi di ricerca inequivocabili che indicano un disagio emotivo e fisico. Non c’è nulla di cui vergognarsi a essere vergini sebbene agli occhi di qualcuno possa essere più disdicevole del crimine di uno stupratore. Io vivo bene la mia condizione perché quest’ultima nel mio caso non è dettata dalla timidezza, dalla scarsità di autostima o da qualsiasi altro complesso che possa intrappolare la vita di una persona, ma è la conseguenza di una scelta consapevole. Ho un cazzo piccolo, è vero, ma non è questo che mi frena. Come ho scritto in altre occasioni e come avuto modo dire in altre sedi a me fanno ribrezzo i rapporti esclusivamente platonici o unicamente carnali, perciò è normale che io sia ancora vergine poiché nel cuore lo sono molte persone e questo viene dimostrato quotidianamente dal lato meno affascinante della solitudine che spinge molti individui a cercare la cosiddetta anima gemella attraverso i mezzi più disparati. Conosco i meccanismi che regolano i desideri sentimentali e di conseguenza non sono più un loro schiavo. Io credo che quando un sentimento derivi dal bisogno sia nocivo e per questa ragione affido tutto al caso senza temere una vita priva di affetto. In queste parole sta tutta la mia forza interiore, la gioia che osanno spesso e da cui non potrei separarmi neanche se lo volessi, ma la scrittura non è in grado di rendere intelligibile una cosa del genere e penso che soltanto l’esperienza diretta e profondamente personale di questo stato possa essere esplicativa. Non si tratta di un’autoconvinzione, altrimenti avrebbe una durata effimera e questo metro di giudizio credo che valga per molte altre cose. Per quanto mi concerne la mia consapevolezza è stata una conquista involontaria che mi è costata molta fatica. Io sono libero di parlare in modo diretto mentre altri sono costretti a censurarsi per non compromettere gli equilibri dei loro legami apparentemente sani. In altre parole la solitudine mi ha dato le basi per edificare una relazione imponente e sincera perché ho avuto il tempo di conoscermi mentre qualcun altro è stato risucchiato precocemente nella spirale di rapporti squisitamente passionali senza avere la possibilità di approfondire i propri desideri. Io sono fortunato e la stessa fortuna appartiene a chiunque sia abbia avuto un iter simile al mio, ma d’altronde la buona sorte aiuta gli audaci e non tutti riescono a comprendere il potenziale della loro esistenza apparentemente insignificante. Rido quando noto come qualcuno non riesca tollerare la solitudine e di conseguenza trovo molto ridicoli anche i miei scritti passati. Il mondo non è sempre cattivo, ma a taluni fa comodo pensare il contrario e allora che si fottano la loro pigrizia invece di agognare una vulva. Non voglio dare giudizi su terzi, ma in questo caso sono costretto a prendere in esame altri soggetti per chiarire il mio concetto. Io non ho sex appeal e il mio pene ha dimensioni ridotte, eppure sono sereno e non avrei problemi a dare il via alla mia vita sessuale con una ragazza qualora quest’ultima mi coinvolgesse anche sotto l’aspetto sentimentale. Da quanto ho avuto modo di capire in questi anni certi disadattati sono gli artefici delle proprie frustrazioni perché si ostinano a misurare la virilità in centimetri nonostante la natura non abbia riservato a loro (e tanto meno a me) una carriera da attori porno. In queste parole non c’è tristezza e chiunque la scorga non capisce un emerito cazzo (tanto per restare in tema). Quanto ho scritto finora, ovvero questa sborrata di considerazioni non è altro che l’esaltazione di chiunque sia consapevole di sé.

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2
feb

Biometria, intercettazioni e cazzi vari

Inviato lunedì 2 febbraio 2009 alle 23:37 da Francesco

Tra meno di due mesi tornerò in Giappone e questa volta le autorità nipponiche prenderanno le mie impronte digitali e mi scatteranno una foto; cheese! Questi controlli non mi infastidiscono e non mi fanno temere alcuna cospirazione. Credo che non vi siano ragioni di preoccuparsi per certe misure di sicurezza a meno che non si abbia qualcosa da nascondere e anche per questo motivo sono a favore delle intercettazioni telefoniche che nella mia nazione assurgono puntualmente agli onori della cronaca. Ci sono dei politici per cui provo una simpatia a livello umano nonostante io non abbia mai espresso alcuna preferenza elettorale e tra questi figurano anche Silvio Berlusconi e Antonio Di Pietro. Il capo dell’attuale maggioranza di governo e il leader dell’Italia dei Valori hanno due modi di comunicare che sono agli antipodi, tuttavia apprezzo entrambi come oratori poiché trovo che siano intrisi di un carisma casareccio, a mio avviso tipicamente italiano. Questo breve excursus mi occorre per sottolineare la totale estraneità dei miei appunti da qualsiasi inclinazione politica; capisco che i colori siano attraenti e per questo motivo non mi intrometto nei discorsi di tutti quei bimbi che passano il tempo a giocare con i pastelli. Sono sereno quando parlo al telefono e non temo nulla, inoltre confido nelle forze dell’ordine (anche se non nutro la stessa fiducia per le aule dei tribunali) e di conseguenza apprezzo la posizione di Antonio Di Pietro su questo argomento. Penso che la privacy sia importante, ma talvolta ho l’impressione che la sua tutela sia una scusa per mettere il bastone tra le ruote a chi cerca di far girare le cose nel modo giusto. Vorrei vedere maggiore controllo e trasparenza un po’ ovunque per debellare il senso di impunità che aleggia a ogni livello della società italiana. Non credo che certe misure di sicurezza siano liberticide, ma capisco che possano essere considerate tali da chiunque tema un’evasione degli scheletri dagli armadi.

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5
dic

Gerontocrazia di basso livello

Inviato venerdì 5 dicembre 2008 alle 12:51 da Francesco

Il maltempo continua a imperversare sulla mia zona, ma non mi disturba affatto. Ormai il mio stato d’animo è immutato da molto tempo ed è completamente estraneo alle condizioni atmosferiche che continuano a flagellare l’Italia in questi primi giorni di dicembre. Credo che il benessere psicofisico sia uno dei più grandi obiettivi a cui si possa ambire e di conseguenza sono soddisfatto per averlo ottenuto nel corso del mio primo ventennio. Una volta ho letto un’affermazione che mi è piaciuta molto e più o meno recitava in questo modo: “Essere minorenni e avere un cervello che funzioni è come essere milionari”. Questa frase assomiglia a un ventaglio che ho tentato di aprire con la mia interpretazione. La minore età combacia con fasi evolutive piuttosto tumultuose, tuttavia i problemi di questo arco di tempo sono apparenti e consumano molte energie che potrebbero essere spese in modo più produttivo o semplicemente risparmiate. A mio avviso un cervello funzionante alleggerisce enormemente la vita e ne incrementa il vigore poiché non deve più occuparsi degli sprechi emotivi che spesso vengono imposti dalla debolezza, dall’ignoranza e dalla pigrizia. Le droghe, le religioni, Bacco, tabacco e venere sono semplicemente riserve di energia dalle quali attingono le fasce più deboli dell’umanità, ma in questo contesto gli appartenenti a queste fasce non sono classificabili come tali per estrazione sociale o culturale: il male sa essere anche meritocratico. In altre parole un diciassettenne è capace di ottenere quello che alcuni adulti non saranno mai in grado possedere: la serenità. Io aborro la gerontocrazia e penso che il rispetto per le persone più anziane non sia dovuto in maniera maggiore rispetto a quello che ognuno deve al suo prossimo per mantenere il quieto vivere. Un vecchio coglione rimane un vecchio coglione malgrado gli onori che vengano tributati alla sua persona e la forte personalità di un ragazzo imberbe non potrà mai essere decurtata malgrado l’opinione di chi lo circonda. Ovviamente anche un vecchio coglione per essere ancora tale deve essere stato un giovane coglione e di conseguenza non è detto che i ragazzi siano sempre migliori degli anziani, ma a mio avviso è fondamentale sottolineare quanto ciò sia possibile e si verifichi poiché qualche matusa o qualcuno che si appropria precocemente di questo titolo si illude che il nonnismo possa imperare al di fuori delle caserme. Queste parole assumeranno un valore ulteriore quando sarò canuto, ammesso che riesca a raggiungere l’età per diventarlo. Da una parte e dall’altra taluni sprofondano nel gap generazionale e ogni tanto è divertente assistere alle loro cadute. L’età conta poco.

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5
nov

The land of opportunity

Inviato mercoledì 5 novembre 2008 alle 22:16 da Francesco

La scorsa notte ho fatto la spola tra Sky TG 24 e la CNN per seguire l’ascesa di Barack Obama. Le elezioni statunitensi non hanno riservato sorprese, ma a mio avviso hanno suggellato un cambiamento inevitabile nel clima internazionale. Non sono interessato all’aspetto politico di questo evento, ma ne apprezzo la forma mediatica. Gli analisti politici sono una razza molto prolifica e tra questi annovero anche coloro che si illudono di esserlo. Non so cosa faranno Barack Obama e il suo staff, tuttavia che gli Stati Uniti e il mondo traggano beneficio da questa elezione o che scoppi un nuovo conflitto mondiale, a me fa piacere che un negro vesta i panni dell’uomo più potente del mondo. Qualcuno userebbe termini come “afroamericano”, “nero” o “di colore” per indicare il neopresidente, ma io trovo che soltanto il primo di questi termini sia corretto quanto quello che ho utilizzato poc’anzi. Il termine “nero” è adoperato per edulcorare la parola “negro” che talvolta in italiano assume un valore dispregiativo, però non ho mai gradito questo compromesso pro forma e ho utilizzato sempre il secondo vocabolo nonostante generi accuse di razzismo. Sono un filoamericano perché apprezzo molti aspetti che appartengono alle contraddizioni statunitensi e non ho mai provato avversione nei confronti del braccio armato di Washington che in parte si estende anche in Italia, ma allo stesso tempo ho sempre ritenuto ridicole le espressioni maccartiste di qualche yankee esaltato. Non cerco l’oggettività al di fuori dell’introspezione poiché non ho i mezzi per dar corpo a delle affermazioni assolute e non mi stancherò mai di sottolineare questa mia prudenza valutativa, ma credo che una superpotenza non consegua un tale titolo soltanto per i suoi meriti bellici.

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30
ott

Visioni di un teleutente

Inviato giovedì 30 ottobre 2008 alle 00:55 da Francesco

Trovo che il lato estetico delle proteste studentesche si presti a qualche considerazione innocua. Non entro nel merito delle questioni politiche e lascio questo compito ai capibanda delle mense universitarie, ma sento la necessità di riversare da qualche parte le impressioni comiche che ho ricavato negli ultimi giorni e adopero questo spazio virtuale come discarica per le mie facezie. Per salvaguardare la “cultura” qualcuno ha scritto uno striscione con abbreviazioni da SMS dal quale ho cercato di ricavare un messaggio simbolico: tagliare le parole, non i fondi! Quando ho sentito la voce di alcuni studenti mi sono chiesto se i telegiornali avessero selezionato di proposito persone balbuzienti ed emozionate mentre altri tizi sproloquiavano nei megafoni con il piglio di Grande Puffo. Qualcuno ha evocato il sessantotto e anch’io vorrei che quel periodo tornasse, infatti adoro i manganelli e gli idranti. Non ci posso fare nulla, ma provo una simpatia enorme nei confronti delle forze dell’ordine che indossano i loro completi antisommossa: forse subisco il fascino della divisa o delle macchie di sangue rappreso. In altre occasioni ho manifestato il mio apprezzamento per la guerriglia urbana e già in occasione del G8 di Genova mi sono dilettato a guardare le cariche della polizia. Non sono un sadico e non cerco di stare da una parte o dall’altra, ma guardo eventi simili da una prospettiva molto superficiale perché ritengo che il loro aspetto più profondo sia connesso alle ispezioni anali. Insomma, a me interessa il lato estetico di questi avvenimenti e non mi curo eccessivamente del casus belli. Sospetto che alcuni dei manifestanti condividano il mio atteggiamento senza rendersene conto, ma non voglio dilungarmi sul piacere dell’aggregazione che scaturisce dall’adesione a movimenti anacronistici. Mi dispiace un po’ per coloro che contestano sinceramente e con cognizione di causa. Mi riferisco a quelle persone che nutrono un interesse reale verso ciò di cui diventano fautori e posso soltanto immaginare la loro frustrazione ogniqualvolta il braccio armato della pecoraggine saboti le loro iniziative, ma credo che sia un prezzo da pagare per assistere puntualmente a qualche scaramuccia divertente. Ogni volta che Silvio Berlusconi siede sullo scranno più alto di Palazzo Chigi sembra che l’abbia raggiunto a seguito di un putsch, ma suppongo che qualsiasi governante sia destinato a destare impressioni del genere. Mi auguro che le elezioni statunitensi portino una ventata di novità sui media nazionali: le proteste sono come il pesce e dopo tre giorni puzzano. Non so nulla dei programmi elettorali di John McCain e di Barack Obama, ma spero che la spunti quest’ultimo per la sua pigmentazione e lo stile brillante che ho notato nelle sue interviste. Nel panorama repubblicano mi diletta molto la figura di Sarah Palin perché nel mio immaginario rappresenta lo standard della pazzia reazionaria che attecchisce in alcune zone degli Stati Uniti. Mi piace svuotare le cose di significato e concentrarmi sulle forme: è poco impegnativo e mi espone in modo minore alla mia autocritica feroce.

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8
ott

Basilare

Inviato mercoledì 8 ottobre 2008 alle 17:00 da Francesco

Una parte consistente del mondo è scosso dalle guerre e dalle crisi finanziarie, tuttavia evito di affrontare questi temi perché non ne sono in grado. Non ho nozioni di economia né di geopolitica che mi permettano di costruirmi opinioni serie su tali questioni e mi chiedo se queste conoscenze si trovino nel bagaglio culturale di quelle persone comuni che dissertano animatamente su argomenti di rilevanza globale. In passato ho già evidenziato in modo analogo la mia incapacità di valutare l’operato dei governi e ho tratto la consapevolezza dei miei limiti giudicativi dalle riletture di alcune delle mie annotazioni. Mi sono accorto che nel migliore dei casi i miei punti di vista su determinate tematiche erano fondati sulla mia visione del buon senso, ma spesso non erano sorretti da una conoscenza approfondita del caso che avevo preso in esame né della sua area d’interesse. Ho notato che alcune delle mie argomentazioni potevano sembrare ragionevoli grazie alla forma con cui le avevo elaborate, ma di fatto erano il prodotto di un qualunquismo aggettivato. Io riconosco l’autorità dello Stato perché le alternative al suo potere sono spaventevoli: in questo senso il “Leviatano” di Hobbes per me è stato fondamentale e l’ho trovato molto attuale su altri temi. Se fossi meno lungimirante probabilmente depennerei alcune delle cose che ho scritto in passato, tuttavia preferisco conservarle come memento per il futuro. Mi occupo di me stesso perché non ho la formazione né l’esperienza per interessarmi attivamente ad altro e anche per questo motivo ritengo che il mio posto nel mondo del lavoro possa trovarsi soltanto nella manovalanza. Intendo ridurre radicalmente le mie opinioni e svincolarle da qualsiasi parvenza di solidità; preferisco farmi investire dall’informazione senza restarne vittima. Non voglio e non posso concedermi il lusso di perdere il contatto con la realtà, ma punto ad avere un atteggiamento molto distaccato nei confronti di ciò che non è in mio potere e sotto molti aspetti penso di essere vicino a questo obiettivo. Suppongo che un atteggiamento simile possa liberarmi da ragionamenti inutili poiché non rivesto una carica pubblica, ma ciò non vuol dire che io debba rinunciare alle mie preferenze o alle riflessioni sulle scelte che compio. Insomma, voglio concentrare il raggio d’azione delle mie parole su questioni personali e continuare a seguire gli sviluppi di questo pianeta senza sentirmi coinvolto. Immagino che i cambiamenti avvengano tramite idee buone e il denaro per concretizzarle, ma io non ho nulla di tutto questo e non possiedo neanche un’inclinazione imprenditoriale.

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22
ago

Love affair

Inviato venerdì 22 agosto 2008 alle 01:59 da Francesco

Lungo queste pagine ho affrontato in più occasioni due aspetti della vita che non ho mai provato: l’amore e il sesso. Non ho nulla da aggiungere a quanto ho scritto finora e non intendo girare un altro video per ribadire gli stessi concetti. L’amore esiste ed è la più grande potenza interiore a cui l’uomo possa ambire, ma credo che non abbia nulla a che fare con le aspettative egoistiche che talvolta si annidano negli esseri umani. Io amo l’imparzialità e per questo motivo mi rifiuto di negare l’esistenza dell’amore. In diversi punti de “La Masturbazione Salvifica: Diario Agiografico Di Un Onanista” ho toccato questo tema e l’ho trattato con la riverenza che merita ogni opera monumentale della natura umana. Ho imparato ad amare me stesso e di conseguenza posso vivere serenamente senza amore, ma so che la sua assenza mi rende incompleto e mi limito a prenderne atto senza scadere in comportamenti di bassa lega. Una frase molto banale esprime perfettamente ciò che intendo: “Non si può avere tutto nella vita”. Ho ventiquattro anni e sono ancora giovane, ma credo ugualmente che alla mia età sia indicativa la totale estraneità ai rapporti affettivi. Mi limito a seguire la mia indole solitaria, tuttavia non la rafforzo con il più grande inganno che l’essere umano possa tessere contro di sé, ovvero la negazione dell’amore. Io sento continuamente le lamentele di alcune persone che sono profondamente condizionate dalle loro delusioni. I fallimenti sono fenomeni personali, soggettivi, privati, mentre l’amore è un dato di fatto che per alcune persone, compreso me, è ancora un’astrazione. Non cerco una verità assoluta, ma cerco di puntare sempre verso una posizione imparziale e per alimentare il mio moto morale devo sacrificare porzioni di Ego di cui ormai non mi importa nulla. Penso che la vita sia meravigliosa perché il suo svolgimento è soggetto a combinazioni infinite. Forse manca sempre qualcosa nella maggioranza delle esistenze umane, ma io sguazzo in questa carenza mutevole e spesso la identifico con una parola che adoro nel suo senso mistico: “Vuoto”. Amo la vita e di questi tempi non è poco; l’amo senza l’appoggio di un sentimento esterno e senza l’ausilio di una fede oppiacea. Le mie parole si ripetono come certe fasi del giorno che riescono ancora a stupire dopo miliardi di repliche.

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5
ago

I giovani estremisti della sinistra orbetellana

Inviato martedì 5 agosto 2008 alle 10:58 da Francesco

Non ho una posizione politica, ma spesso mi trovo a litigare con dei poveri stronzi che hanno un denominatore comune: la loro passione per i dettami di estrema sinistra. Da un po’ di tempo a questa parte ho dei problemi con il mio nuovo vicinato e di tanto in tanto scambio qualche frase minatoria con dei tipi che hanno dieci anni più di me e ne dimostrano almeno il quadruplo grazie alla cirrosi epatica. Questi individui hanno la stessa personalità di un pezzo del Lego e fingono di battersi per dei grandi ideali dato che non sono all’altezza di sostenere la vita di ogni giorno senza l’ausilio delle loro utopie. Una volta uno dei pupazzi di cui sopra mi ha detto che mi sono salvato per miracolo dalle percosse dei suoi amici, ma io gli ho chiesto come mai non me le abbiano date la sera in cui avrebbero potuto farlo e in seguito mi sono domandato per quale motivo non bastasse soltanto uno di loro per pestarmi. Ho formulato varie ipotesi su quest’ultimo punto e sono giunto alla conclusione che queste cecche isteriche da sole non valgono un cazzo e si sentono forti solo nel branco, tuttavia non alzano un dito neanche quando ne fanno parte e si limitano a sollevare vicendevolmente le loro sacche scrotali. Finora non ho preso neanche un buffetto dai buffoni succitati, ma ho ricevuto solo qualche insulto banale a cui ho replicato con una maggiore violenza verbale. So che alcuni di questi ragazzuoli con la prostatite sbirciano salutariamente le pagine del mio blog, perciò ne approfitto per deridere ulteriormente la loro incoerenza: this is dedicated to you my friends! Lungo il web sono incappato in uno schema piuttosto esauriente che illustra il modo in cui vorrei risolvere le controversie che mi riguardano. Il ricorso al metodo in questione non è consentito dalla legge italiana, tuttavia lo appunto ugualmente tra queste righe e spero di poterlo applicare qualora la legislazione della mia nazione cambi in materia di cannibalismo.

[Immagine mancante]

Non provo rispetto per questi “ragazzi” di quasi quarant’anni o, se vogliamo usare una definizione più adeguata, i candidati perfetti per i servizi del SerT. Il rispetto di cui parlo e che non concedo a costoro è lo stesso che obbliga la mia coscienza a non calpestare i formicai. Voglio lanciare un messaggio ai pezzenti che mi ammorbano. Voi non farete mai una rivoluzione e al massimo combatterete l’imperialismo a Red Alert 2. Siete delle macchiette in una pozza di sperma e il liquido seminale nel quale navigate beatamente proviene dalle ideologie con cui vi masturbate per sentirvi parte di qualcosa. Vorrei dirvi che sapete soltanto parlare, ma anche il vostro italiano è discutibile. Siete dei burattini politicizzati e paradossalmente chi muove i vostri fili è più stupido di voi. Non avete carattere e tanto singolarmente quanto in gruppo il vostro valore si esprime sempre con un numero negativo. Sono più giovane di voi e vi caco in testa. Pretendete rispetto, ma da me riceverete soltanto ciò che più vi offende: la verità sulla vostra pochezza. Voi siete in tensione e la vostra dieta si basa sulla dietrologia, io invece conosco la pacatezza e non perdo la mia serenità di fronte alla vostra idiozia. Le vostre illusioni non vi salveranno dai complessi di inferiorità che non sapete affrontare. Non siete individui costruttivi e per questo motivo vi eccitate davanti alle vostre fantasie sovversive allo stesso modo in cui le adolescenti degli anni novanta si infoiavano per la boy band di turno. Tra me e voi c’è un gap così grande che potreste infilarci dentro tutta la vostra stupidità per andare a fare in culo senza rinunciare ai vostri effetti personali. In ogni occasione cercate di fare propaganda e vi sentite i depositari della verità, ma l’unica cosa che vi appartiene è il vostro senso di appartenenza. Contestate chi detiene il potere, ma lo fate perché in loro rivedete una parte di voi che non sapete accettare. Siete vecchi e superati come dei grammofoni guasti. Usate due pesi e due misure, ma venite schiacciati sempre dalla forma più bieca dell’ignoranza che contraddistingue i vostri vaneggiamenti. Cosa c’entrano le dittature con le questioni condominiali? Quale nesso vige tra un reclamo e una dichiarazione di guerra? Non ho bisogno che la vostra faziosità mi dia lezioni di storia, tuttavia mi avvalgo di un’altra immagine per dimostrarvi quanto io prenda seriamente le vostre parole.

[Immagine mancante]

Abbandono il tono precedente e ricordo a me stesso che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma a certuni somministrerei volentieri una cura dimagrante a base di olio di ricino e manganellate nello sterno. Ovviamente ci sono molte persone che coltivano le loro opinioni in un modo serio e sincero, ma questo scritto riguarda soltanto quei soggetti che vivono per essere le caricature di loro stessi. I miei “giovani” compaesani di sinistra (mi riferisco a certi cerebrolesi che sono nati negli anni settanta), non hanno nulla a che fare con le idee di cui si ritengono dei fautori e i primi a incazzarsi con questi tizi dovrebbero essere coloro che si adoperano realmente per quelle stesse idee. Questa sorta di pamphlet non ha uno scopo politico, altrimenti sarebbe ridicolo quanto la feccia a cui si riferisce, ma è dedicato con tanto amore ai figli di puttana con i quali ho a che fare regolarmente per questioni totalmente estranee alle scemenze anacronistiche di cui costoro si riempiono la bocca. Questi signori citano grandi personaggi del passato e pensano di essere i loro eredi, ma io prenderò sempre a pesci in faccia questo esercito di mentecatti ed eleggerò Capitan Findus come mio condottiero.

[Immagine mancante]

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