16
Apr

Ancora cento chilometri

Pubblicato venerdì 16 Aprile 2021 alle 22:58 da Francesco

Gli eventi mi stanno offrendo la possibilità di mettermi alla prova su una distanza che avevo smesso di prendere in considerazione e per la quale al momento non mi sento davvero pronto, ovvero i cento chilometri su strada. Nelle prossime settimane dovrò improvvisare una preparazione che possa aiutarmi a fare una buona prova sui centomila metri, difatti punto a migliorare il mio record personale che risale al 2018, in quel di Seregno, quando conclusi la gara in otto ore e trentacinque minuti.
Mi affascina questa prova perché in larga parte è un salto nel buio. È una sfida che lancio a me stesso e alle mie attuali capacità, di certo superiori a quelle con cui affrontai la manifestazione di cui sopra, ma l’ultima parola spetta alla strada e solo lei può dare un giusto responso, o meglio, in questo caso l’asfalto dell’autodromo di Imola sul quale si disputeranno i campionati italiani di cento chilometri e per la cui partecipazione sono previsti dei requisiti che io soddisfo in ragione delle mie prestazioni pregresse.
Mi eccita l’idea di non avere il controllo della situazione, di rischiare il ritiro e la sua amarezza o di conseguire i loro celestiali opposti, perciò farò tutto quanto è nelle mie possibilità psicofisiche per arrivare pronto alla partenza. Quello è il mio posto al momento, devo recarmici, al di là dello sport e del mero agonismo, per me si tratta del richiamo di un ricorso storico e può costituire una sorta di anno zero sotto tanti punti di vista. Ci metterò tutto me stesso.
In questo periodo mi sento pronto soltanto per una buona maratona, perciò dovrò modulare i ritmi e i carichi dei chilometri in funzione di una distanza più che duplice. Non sono un neofita e ho molto margine per affrontare bene le settimane venture. Credo tantissimo in me stesso, anche perché se non lo facessi io il posto resterebbe pericolosamente vacante.

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21
Feb

Due maratone in tre giorni

Pubblicato domenica 21 Febbraio 2021 alle 21:40 da Francesco

Negli ultimi tre giorni ho corso 84 chilometri suddivisi in due maratone con ventiquattro ore di riposo tra l’una e l’altra: entrambe da solo ed entrambe a stomaco vuoto. La prima l’ho fatta il 19 febbraio in 2 ore e 55 minuti, ma non mi sono piaciuto e ho accusato l’invadenza dello scirocco, presente anche oggi seppur in tono minore. Qui la traccia Strava: https://www.strava.com/activities/4813520157
La seconda l’ho provata questo pomeriggio ed è andata meglio, difatti l’ho conclusa in 2 ore e 49 minuti faticando di meno e sentendomi più padrone del mio passo. Di seguito la traccia Strava: https://www.strava.com/activities/4826746218
Se lo avessi voluto davvero avrei potuto asservire queste energie per una vendetta di sangue in ossequio allo ius naturale, ma la mia è un’indole costruttiva e sovente ricorro alla cosiddetta sublimazione perché ciò prevede la mia via solipsistica.Febbraio mi ha regalato delle belle soddisfazioni. Le ultime due settimane ho messo in cascina rispettivamente 129,3 e 126,8 chilometri. Il carico mensile per adesso si attesta sui 370 chilometri a una media 4’08” al chilometro, probabilmente il mio mese migliore di sempre.
In questi ventuno giorni ho fatto anche altri test, sempre da solo.
5K: 16’58”
10K: 35’17”
15K: 53’03” (il test migliore secondo me)
Due mezze, una in 1h18’38” e un’altra in 1h19’24”
Mi diverto come il puer che de facto sono ancora e, a scanso d’equivoci, della maggior parte delle cose non me ne fotte proprio un cazzo.

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12
Gen

Un’altra maratona in solitaria

Pubblicato martedì 12 Gennaio 2021 alle 21:50 da Francesco

Rischio di risultare ripetitivo come i migliaia di passi che quasi ogni giorno alterno sull’asfalto, ma oltre ai chilometri corro anche l’alea di un approccio monotematico perché, in ultima analisi, non ho lettori a cui rendere conto e io non mi annoio mai con me stesso. In Oriente per taluni l’unica cosa che non cambia mai è il cambiamento stesso: condivido e per adesso non mi sento incline a dedicare sguardi attenti ai tanti e apparenti fatti del pianeta sul quale risiedo.
Ieri pomeriggio ho corso una maratona in allenamento in 2 ore, 56 minuti e 25 secondi, ossia a un passo di 4’11” al chilometro, perciò alla fine non è uscita neanche così veloce, ma l’ho portata a termine in una cornice di trenta giorni in cui ho mantenuto un chilometraggio settimanale superiore ai 130 chilometri e un’andatura media di 4’18” al chilometro.
Non ho assunto acqua né ingerito gel, come faccio quasi sempre in gara; non ho ricevuto alcuna assistenza e sono stato parzialmente accarezzato da un leggero grecale: queste le condizioni, invero nient’affatto avverse.
Si è trattato di uno sforzo abbastanza controllato e ho fatto in modo che il chilometro più veloce fosse l’ultimo. Sotto il profilo mentale ho retto bene, ma quello è l’unico aspetto che non devo allenare ed è una meritata fortuna. Quando sto così tanto sulle gambe penso alle cose più disparate, dal grottesco al metafisico: di solito mi faccio un film a metà tra Nuovo Cinema Paradiso e Il commissario Lo Gatto.
Per almeno tre settimane non farò sessioni superiori ai venti chilometri e mi concentrerò su qualche frazione da spingere in soglia.


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30
Set

Giro del lago di Chiusi 2020

Pubblicato mercoledì 30 Settembre 2020 alle 23:12 da Francesco

A me questo mese ricorda sempre i fedayin di Settembre Nero, ma le mode cambiano e le organizzazioni terroristiche si avvicendano sulla cresta dell’onda o sulla mezzaluna. Sto convivendo con un po’ di sciatalgia, ma almeno non rischio una condanna per uxoricidio a differenza di quanti scelgano con troppa fretta il ruolo di family man. In ventinove giorni ho corso 433 chilometri a una media di 4’20” con un dislivello totale di appena 1200 metri. Da luglio mi sono lasciato alle spalle 1488 chilometri, perciò qualche fastidio rientra nell’ordine delle cose come i danni collaterali in guerra e le vincite nella ludopatia. Domenica, dopo sette mesi, sono tornato a gareggiare in occasione del giro del lago di Chiusi, un percorso in parte sterrato e in parte asfaltato con salite impegnative, inoltre quest’anno ai suoi canonici diciotto chilometri si sono aggiunti quattrocento metri per una deviazione obbligatoria. Ho fatto il mio passo, non ho seguito nessuno, mi sono gestito bene e sul finale ho ripreso vari atleti.
Il quindicesimo chilometro in discesa sono riuscito a correrlo addirittura in 3’14” e quando sono tornato in pianura ho compiuto altri sorpassi. Stavo bene e ho vinto anche uno scatto finale sul rettilineo del traguardo. La media è stata di 3’43” al chilometro (benché Icron riporti 3’48” poiché lo calcola su 18 chilometri). Per me questo significa che su una mezza maratona piatta devo provare a tenere un’andatura di almeno 3’39” al chilometro, tuttavia mi faciliterei le cose se cominciassi a stringere amicizia con il signor Tapering: chissà, prima o poi.

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6
Set

Velocità, resistenza, entusiasmo

Pubblicato domenica 6 Settembre 2020 alle 06:30 da Francesco

Il turno dell’estate si approssima alla conclusione e io la sto salutando con gli ultimi bagni nelle acque cristalline della mia zona, ma certi anni, con il permesso delle condizioni atmosferiche, prolungo il refrigerio salmastro fino a novembre.
A parte i congedi stagionali v’è altro di cui intendo scrivere. Mi sto allenando con regolarità dal primo di giugno e sto raccogliendo i frutti della mia costanza. A luglio ho corso 448 chilometri, ad agosto 607 e proprio in quest’ultimo mese ho battuto il mio record personale di uscite consecutive: sono arrivato a farne ventisette. Mi serve ancora un po’ di tempo per riprendere e persino migliorare la velocità di punta, ma sono nella direzione giusta, qualunque essa sia. Guardo con ottimismo alle mie statistiche in ragione di un test che ho svolto da solo un paio di giorni fa, ovvero 18,5 chilometri a una media di 3’50” al chilometro, con seimila metri di strada bianca dovuti al passaggio in pineta.
Mi piace allenarmi e non mi pesa l’assenza della competizione, ma a tempo debito cercherò di capitalizzare in gara i piacevoli sforzi a cui mi sottopongo per i fatti miei. Non ho ancora espresso il mio massimo e conto di farlo negli anni venturi.

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23
Feb

Ultime dai campi: San Valentino e White Marble Marathon

Pubblicato domenica 23 Febbraio 2020 alle 22:35 da Francesco

White Marble Marathon 202023/02/2020  
   
Continua a divertirmi oltremodo questo clima da sagra dell’Apocalisse, ma non ho capito dove si faccia la fila per l’estinzione di massa. Ogni tanto mi ascolto in repeat un vecchio singolo dei R.E.M., "It’s the end of the world as we know it", ma a breve conto anche di giocare il remake di Resident Evil 2.
Stamani invece, a sette giorni dalla maratona di San Valentino, ho corso in quel di Carrara la quarta edizione della White Marble Marathon e l’ho conclusa in 2h49’46": quinto uomo e sesto assoluto. L’ennesima sotto le due e cinquanta. È stata la mia trentaquattresima maratona e la quarantunesima gara di lunga distanza (comprese sette ultramaratone). In questi anni ho maturato un po’ di esperienza, ma di tanto in tanto faccio ancora degli errori madornali, vere e proprie minchiate sesquipedali.
Due anni or sono impiegai otto minuti di meno sul vecchio percorso (che era più lento), ma non importa: al momento non posso fare molto di più.
In quest’occasione ho cambiato un po’ il mio assetto, infatti ho indossato la maglia che ho trovato nel pacco gara e ho messo ai piedi un paio di A2, precisamente le Freedom ISO 2 della Saucony.
Forse le scarpe più ammortizzate hanno scongiurato l’insorgenza di quei disturbi intestinali che in alcune recenti occasioni mi hanno arrecato nocumento. D’altro canto con la mia attuale velocità non sono più in grado di sfruttare le A1, ma a tempo debito le calzerò di nuovo.
All’inizio ho provato a impostare il passo attorno ai 3’52" al chilometro e più o meno l’ho tenuto fino alla mezza, ma poi ho avuto un bel calo. Tutto sommato è andata bene lo stesso perché devo abituarmi nuovamente alle A2. Just a matter of time.
Al di là di tutte ‘ste stronzate ringrazio di cuore le persone con le quali ho passato il fine settimana: gente squisita con cui mi sono divertito molto!
E un altro ringraziamento lo rivolgo a quel ragazzo che in uno degli ultimi ristori mi ha inseguito a corsa per darmi un bicchiere d’acqua che non era riuscito ad allungarmi poco prima! Quel gesto mi ha rinfrescato più di quanto abbia fatto l’acqua stessa. Namasté.

Qui la classifica: https://www.endu.net/en/events/white-marble-marathon/results

Qui la traccia Strava: https://www.strava.com/activities/3126410961

Maratona di San Valentino 2020 – 16/02/2020  

Se ne avessi la facoltà intitolerei una via o una piazza all’inventore dei bagni chimici: che Krishna l’abbia in gloria!
Stamane a Terni ho corso la maratona di San Valentino e per concluderla ho impiegato tredici minuti in più rispetto allo scorso anno: 2 ore, 56 minuti e 45 secondi. Diciassettesimo assoluto e primo di categoria.
Poco prima del ventesimo chilometro ho cominciato ad avvertire qualche disturbo intestinale e ho valutato subito il ritiro, ma poi ho cercato di resistere e mi sono posto dei traguardi intermedi.
Al ventiseiesimo chilometro ho trovato un bagno chimico che si è rivelato salvifico.
Appena ho ripreso a correre ho notato che avevo ancora buone possibilità di finire la gara sotto le tre ore, il mio minimo sindacale, e allora mi sono prestato al piccolo calvario dei restanti sedicimila metri
Non riesco a ritrovare la forma pregressa e questi incidenti di percorso non mi aiutano, ma prima o poi ce la farò.

Qui la classifica: https://www.icron.it/newgo/#/classifica/20190684

Qui la traccia Strava: https://www.strava.com/activities/3105698724

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22
Dic

Maratona Gran Premio di Vallelunga 2019

Pubblicato domenica 22 Dicembre 2019 alle 19:06 da Francesco

Stamani, sotto un cielo plumbeo, mi sono recato all’autodromo di Vallelunga e ho preso parte alla mia trentunesima maratona.
Per quasi quaranta chilometri (circa nove giri e mezzo della pista) sono stato insieme a un ottimo atleta, Alessio, e in questo modo ci siamo aiutati a vicenda.
A duemila metri dalla fine ho allungato il passo e così ho ottenuto la mia prima, molto modesta, ma comunque gratificante vittoria sulla distanza regina in 2 ore e 49 minuti.
Alla lunga il percorso si è rivelato più muscolare di quanto mi aspettassi, inoltre il forte vento (alcune folate sono state davvero intense) ha frenato un po’ tutti, ma ho gradito la pioggia intermittente perché mi ha permesso di non assumere liquidi. Oltre a non bere niente non ho mangiato nulla.
Attorno al venticinquesimo chilometro ho pensato al ritiro poiché ho cominciato ad avvertire qualche noia intestinale, ma una volta superata la soglia psicologica del trentesimo invece di stringere i denti ho stretto le chiappe e alla fine è andata bene.
È stata un’esperienza particolare!
Mancavano solo le "ombrelline" maggiorate come quelle che si vedono in MotoGP.
Questa gara la dedico a tutti coloro con cui ho condiviso un’uscita alle andature più disparate, ai tanti compagni di strada con i quali spesso improvviso allenamenti altrettanto estemporanei, e poi all’Atletica Costa d’Argento con cui sono tornato a correre dalla maratona di Latina: c’eravamo lasciati bene e ci siamo ritrovati meglio.

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1
Dic

Maratona di Latina 2019

Pubblicato domenica 1 Dicembre 2019 alle 21:50 da Francesco

Oggi ho reificato il mio ripensamento e sono tornato a gareggiare in Italia. Questa scelta mi ha procurato un’esposizione debitoria nei confronti della mia coerenza che cercherò di ripagare a tempo debito. Se le indovinassi tutte mi trasferirei a tempo pieno da Gerry Scotti invece di vivere.
Mi sono iscritto alla maratona di Latina per correrla come allenamento e questa mattina mi sono presentato alla partenza con 87 chilometri sulle gambe corsi tra il 24 e il 29 novembre, quindi con la gara odierna ho chiuso la settimana a 129 chilometri.
Il mio obiettivo era quello di stare sotto le 2 ore e 50 minuti, e ci sono riuscito perché ho chiuso in 2 ore 47 minuti e 50 secondi (real time).
Al ventunesimo chilometro ho raggiunto l’immenso Giorgio Calcaterra, l’atleta italiano che stimo di più, e insieme abbiamo corso una decina di chilometri controvento scambiando battute e aneddoti, poi lui è riuscito ad aumentare l’andatura e ci siamo rivisti all’arrivo: lui quinto, io sesto. Per me già solo questa condivisione della fatica è valsa la trasferta! Ottima l’organizzazione. Oltre al forte vento ho accusato un po’ il caldo, ma alla fine è andato tutto bene.

Qui la traccia Strava: https://www.strava.com/activities/2904688772
Qui la classifica: https://tds.sport/it/race/10700

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16
Nov

Un’altra maratona in solitudine: 2h54’25”

Pubblicato sabato 16 Novembre 2019 alle 20:19 da Francesco

Oggi ho corso da solo una maratona sotto la pioggia: 42 chilometri e 380 metri in 2 ore, 54 minuti e 25 secondi, ossia un’andatura media di 4’07” come si evince dalla traccia Strava.
Ho avuto la pista ciclabile tutta per me, comprese le pozzanghere e la risibile perplessità di certuni. You can’t feel me, douchebags.
Invero questo pomeriggio avrei dovuto giocare una partita di calcetto che è stata annullata all’ultimo momento per maltempo, ma appena l’ho saputo ho guardato l’ozio felino del gatto Lord Chamberlain e ho deciso d’emblée di non sprecare l’allerta meteo.
Durante la sessione non ho assunto solidi né liquidi perché dall’inizio alla fine ho ricevuto un continuo ristoro d’acqua dai piani superiori, però mi sarei esaltato di più se nel corso dell’ultima parte avessi visto il cielo squarciato da qualche batteria di razzi Katjuša.
Avevo davvero bisogno di un allenamento simile sotto l’aspetto mentale e fisico, ergo ne sono molto soddisfatto, anche perché l’altro ieri ho corso in compagnia di un bravo atleta una mezza maratona di allenamento in 1 ora e 25 minuti, cioè a una media di 4’02”.
Sono lontano dalla forma apicale di quest’estate e probabilmente non ho ancora i mezzi per tentare una nuova aggressione al mio primato, ma nel frattempo continuo a mettere il fieno in cascina mentre il mondo crolla su se stesso.
Devo lavorare sul peso e sulla parete addominale, miei punti deboli da sempre. Mi mancano i lavori medi attorno a un’andatura di 3’50” al chilometro mentre ho già ricominciato a dare del tu alle ripetute lunghe sotto i 3’30”, ma sono convinto che mi occorra un chilometraggio elevato a passo gara per potermi presentare in griglia con qualche chance.
Forse prima di puntare al mio nuovo record personale dovrei correre qualche maratona ufficiale senza provare a tirarla al massimo delle mie possibilità benché una relativa cautela non escluda l’evenienza di saltare in aria come gli amici di Al Nusra: su questo punto conferirò con il gatto Heidegger.

Di seguito la traccia Strava:

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26
Ago

Un salto a Helsinki

Pubblicato lunedì 26 Agosto 2019 alle 23:06 da Francesco

È da un po’ di tempo che non mi soffermo su queste pagine e me ne dispiaccio perché ci tengo a tenere traccia della mia esistenza seppur con una frequenza variabile.
Giovedì sono volato a Helsinki per pochi giorni. Avevo un’iscrizione gratuita per la maratona e ne ho approfittato per rivedere quei luoghi in cui ero stato undici anni prima, in occasione del Tuska Festival.

Ho colto l’occasione per recarmi presso KVLT (l’acronimo sta per knowledge, victory, leadership, tradition), il negozio di dischi più oscuro in cui abbia mai messo piede e là ho acquistato qualche album degli Abigor, dei Drudkh, dei Lord Belial e uno dei Marduk, poi mi sono fatto consigliare un titolo da un tizio con una croce rovesciata tatuata sulla fronte, cioè il gestore, il quale mi ha proposto “His Tempting Ritual” degli Spell Of Torment ed è andato a cercare tra toppe naziste e antislamiche: con costui ho avuto una conversazione interessante con molteplici convergenze di natura politica.

La gara è andata male nonostante le gambe girassero bene, infatti un problema intestinale mi ha costretto al ritiro dopo diciotto chilometri: peccato, il terzo posto era nelle mie corde!
Sono cose che possono accadere e d’altro canto in passato sono riuscito a inanellare ottime prestazioni senza soluzione di continuità, quindi non mi posso lamentare dal momento che spesso le cose mi sono girate per il verso giusto.
La débâcle podistica non mi ha impedito di apprezzare il mio brevissimo ritorno a Helsinki. La capitale è come la ricordavo: curatissima, a misura d’uomo e contraddistinta da un’architettura che mi rasserena. Molti spazi verdi, chilometri e chilometri di ciclabile, attenzione all’ambiente e un diffuso senso civico. Per me sarebbe una città ideale in cui vivere se gli inverni fossero meno rigidi e bui. Mi pare che l’immigrazione di massa laggiù non abbia ancora raggiunto i livelli di altri paesi europei, o almeno io ho avuto questa piacevole percezione, quindi la società mi è apparsa omogenea.
Le finlandesi mi hanno ricordato quanto sanno essere belle e austere le donne: eburnee e bionde. Si notano di primo acchito le differenze tra una valchiria e una vaiassa.

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