Ho terminato la stesura de “L’atea verginità, la beata verginità” e mi accingo a ripetere qualche parola che ho già annotato qua sopra meno di un mese fa. Vorrei che ‘sto cazzo mi scrivesse un’introduzione, però non riesco a trovarlo e mi vedrò costretto a rintracciarlo sul cercapersone per chiedergli codesta cortesia. Devo ancora rileggere lo scritto qualche volta per correggere gli eventuali errori di battitura e poi ne farò stampare almeno dieci copie da spedire alle case editrici. Il mio stile nel corso del tempo si è ispessito abbastanza da declassare la mia opera prima a un esercizio letterario. Questa volta nella bozza non ravviso sbavature né imperfezioni e proprio in ragione di ciò mi permetto di sottoporla al mercato editoriale, tuttavia non mi attendo responsi positivi. Io propongo una visione della verginità che esula dalle connotazioni religiose, pedagogiche e nevrotiche in cui viene solitamente inquadrata e suppongo che un approccio del genere sia inedito, inoltre trae la sua forza dalla mia esperienza personale e dunque non è semplicemente un ammasso di speculazioni immaginarie. Quanto ho scritto nelle centocinque pagine del testo si presta all’identificazione, tuttavia non lo reputo di facile emulazione. Sono riuscito a conferire un carattere virile alla verginità, tanto sulle pagine bianche quanto nella vita, ed è questo l’unico merito che può essermi riconosciuto. Certo, non finirò nelle antologie scolastiche grazie alle mie dissertazioni sulle seghe, ma almeno un posto temporaneo nel cestino di un editore non me lo toglierà nessuno. Conosco la qualità del mio scritto e credo che sia passibile di sottovalutazione e sopravvalutazione in egual misura. Per adesso non ho intenzione di cominciare un terzo libro e non escludo che questo secondo sforzo possa essere l’ultimo. Trascorreranno mesi prima d’una improbabile risposta e avrò tutto il tempo per cacciare un nuovo ratto che si è introdotto nella mia magione. Ti prenderò figlio di puttana, a costo di chiamare in causa l’aeronautica italiana e attenderla sul tetto per farmi bombardare.
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Mi chiamo Francesco, ho raggiunto il ventiseiesimo anno della mia vita e abito a Orbetello, in provincia di Grosseto. Tra i miei interessi figurano: la scrittura, la lettura, la musica, la cronaca, la tecnologia, i viaggi immotivati e l'attività fisica per mantenermi in forma oltreché informato. Mi piace correre a lungo, andare in mountain bike, palleggiare e fare snorkeling.
Non ho una fede in cui credere né un ideale al quale votarmi, ma bestemmio e cerco di masturbarmi con regolarità. Sono eterosessuale. Non e sottolineo non sono omosessuale: lo preciso per evitare che la mia verginità venga fraintesa.
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Non ho una fede in cui credere né un ideale al quale votarmi, ma bestemmio e cerco di masturbarmi con regolarità. Sono eterosessuale. Non e sottolineo non sono omosessuale: lo preciso per evitare che la mia verginità venga fraintesa.
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