25
feb

Nothing special, nothing new

Inviato mercoledì 25 febbraio 2009 alle 18:37 da Francesco

I find it hard to describe my thoughts in English because my writing style has less freedom than I can get it with Italian. Expressing myself in another language is like learning to walk again. I sometimes feel like a stranger in my own nation and this feeling makes me exalted. During the last months I’ve often heard the rain’s noise but I haven’t touched a wet woman yet in my entire life. The winter doesn’t bring me down and I enjoy every season of the year. It doesn’t matter if it’s cold or hot outside. Inside of me there is always a warm force that burns any kind of problems. I don’t care if my words sound artless or twisted. In many parts of the world people suffer and die but I don’t feel guilty about this. The nature is cruel but this is how things go in the world at this stage of human development. Maybe my thoughts are brutal but at least I’m honest and I don’t pretend to feel sorry. Some good purposes are made by lies and fake emotions and some people use them to look kindhearted. There are many cowards that claim to be part of a solution but I suppose that real heroes don’t waste their time waiting for claps. Every now and then someone tries to show me how the world can be changed but that kind of stuff makes me always laugh. All I can do is try to be a good person, right here, right now. I don’t bear burdens to avoid the void and I don’t need to fill my lifetime with any kind of reasons. The foolishness sets many traps to poison human lives with grief and sadness. I like being alone for long periods but this doesn’t mean that I dislike people. At the first sight loneliness can be scary but I think that is a great way to read inside of me and I’ll never be tired to repeat this.

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22
feb

Another language for the same things

Inviato domenica 22 febbraio 2009 alle 00:46 da Francesco

I have chosen to write my coming remarks in English because my natural language has bored me. I can’t handle English as well as Italian and my grammar sucks donkey balls, but I don’t fear mistakes at all. Wherever I have been, I have always made myself understood. I don’t know how long I will keep this going. Maybe in the future I will switch back to Italian. The last days have been pleasant and they will not be the last ones. I am working on my second book and until now I have written twelve pages. Once more the main theme will concern introspection and this time there will be more conversations. The coming book is partially linked to previous one and I have no idea when I’ll be able to release it. I am not a writer and I don’t want to be one. I think it is funny that I am using English to describe my Italian stuff. Everyday my time is filled with quiet moments and there is no way my life can be weakened by any kind of sadness. My feelings are the healthy sons of a self-knowledge. Inside of me there isn’t place for beliefs but at the same time I trust in humankind’s strength. I try to look at myself beyond what happens to me. I keep doing my inner work because in the last couple of years I’ve been amazed by my personal growth. I suppose that a lot of people try to get some answers about world and life, but all I want is to know my mind’s rules. The everlasting questions of human existence don’t scare me and I don’t need to discover what commonly is called “truth”. My joy has a strange aspect and it seems like a form of serendipity. “Serendipity” can’t be translated in Italian, but I can feel his meaning.

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19
feb

Good Will Hunting

Inviato giovedì 19 febbraio 2009 alle 16:51 da Francesco

Qualche sera fa ho visto “Good Will Hunting” e l’ho apprezzato per buona parte della sua durata. Il film sotto certi aspetti mi ha ricordato “Scoprendo Forrester” (che è uscito tre anni dopo) e ovviamente “L’attimo Fuggente”. Probabilmente non riguarderò mai questa pellicola, tuttavia rivedrò volentieri un suo spezzone in cui Robin Williams parla al protagonista dando vita a quello che io ritengo il momento più alto di questa storia; si tratta di alcuni minuti che a mio avviso da soli valgono la visione di tutto il film. Mi auguro che il video sottostante non venga eliminato da YouTube affinché possa rivederlo in futuro senza doverlo appuntare nuovamente.

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18
feb

E dai cazzo, passala!

Inviato mercoledì 18 febbraio 2009 alle 07:44 da Francesco

Da un po’ di tempo a questa parte ho ripreso a seguire le vicende calcistiche dopo diversi anni di profondo disinteresse. Già durante la scorsa stagione avevo cominciato ad avvertire la recrudescenza calcistica. Quando ero un ragazzino tifavo per la Juventus mentre oggi mi limito a sostenere la Francia. Quest’anno la Seria A ha offerto uno spettacolo piacevole e ci sono diverse partite che mi hanno tenuto incollato davanti al televisore. L’azione più bella che abbia visto in questa stagione è un’accelerazione incredibile di Pato su Mexes che ha portato il milanista a segnare un gol stupendo, ma anche il gol di Quagliarella contro il Napoli è stato qualcosa di impressionante e mi ha fatto sorridere come lo stesso attaccante dell’Udinese si sia meravigliato delle sua prodezza durante l’esultanza. Per quanto riguarda esclusivamente la Serie A dovrei annotare più di un gol di Ibrahimovic che al momento reputo il giocatore più forte al mondo, appena sopra Cristiano Ronaldo, Messi e Kakà. A me sono sempre piaciuti i fantasisti anche se ultimamente non se ne vedono molti e ricordo ancora quando Gianfranco Zola era uno dei più grandi rappresentanti di questa categoria. Durante la prima parte della stagione mi ha colpito il Catania di Walter Zenga (che ho trovato davvero divertente in una querelle televisiva con Variale) mentre in questa seconda parte del campionato penso che sia quasi inevitabile plaudire ai risultati un po’ sorprendenti del Genoa e del Cagliari. Io prediligo sempre Franck Ribery perché la sue giocate e il suo modo di intendere il calcio mi esaltano come poche altre cose sanno fare, tuttavia penso che meriti un palcoscenico più importante rispetto a quello che può offrirgli il Bayern Monaco e spero che un giorno lasci la Bundesliga per venire a giocare in Italia; quasi in ogni partitella indosso la sua maglia numero ventidue. Non ci posso fare nulla, il calcio è stata la mia prima passione e ancor oggi ogni volta che mi capita un pallone tra i piedi mi metto a palleggiare per rilassarmi, come se fosse una sorta di esercizio spirituale. Non ho mai giocato in una squadra e la poca tecnica che ho l’ho sviluppata da solo, ma se potessi tornare indietro spenderei tutte le mie forze in questo sport. Una giocata di un tipo come Cassano secondo me vale più di tante cose e per quanto possa suonarmi banale un’affermazione del genere io non riesco a convincermi del contrario. Non sono in grado di quantificare le ore che ho perso a calciare palloni sgonfi contro il muro esterno di casa mia. Spesso mi sono trovato a palleggiare in salotto, ma non ho mai fatto grandi danni. Sebbene il calcio sia un gioco di squadra io da piccolo lo praticavo da solo e mentre avevo la palla tra i piedi facevo la telecronaca delle mie azioni; se qualcuno mi avesse visto avrebbe avuto tutto il diritto di ritenermi autistico. Sono andato soltanto una volta allo stadio per vedere una partita; Seoul contro Pohang in Corea del Sud: difese ballerine e ritmi blandi. C’è un video che adoro in cui Franck Ribery e Luca Toni scherzano tra una giocata e l’altra: fantastico.

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15
feb

Please visit Vatikanistan

Inviato domenica 15 febbraio 2009 alle 18:32 da Francesco

Per il titolo di questo appunto ho adattato un passaggio di un celebre spot di Francesco Rutelli che in un inglese degno di Alberto Sordi in “Un Americano A Roma” invitava gli stranieri a visitare l’Italia. Non mi hanno sorpreso gli avvenimenti degli ultimi giorni né la velocità con cui la loro bolla mediatica si è un po’ sgonfiata. Mi pare evidente che la vicenda di Eluana Englaro e tutti i casi recenti di violenza sessuale (come se accadessero soltanto all’uopo) siano stati strumentalizzati per distogliere l’attenzione da certi argomenti e per delegittimare alcune istituzioni, ma credo che questa pratica non sia un’invenzione italiana, altrimenti nel suo squallore avrebbe perlomeno dell’originalità. Penso che l’informazione sia più vittima dell’incapacità giornalistica che di qualche grande manipolazione, altrimenti dubito che sarebbe così semplice evincere le strategie di comunicazione attraverso una lettura poco impegnativa delle omissioni  e delle insistenze mediatiche. Per me è buffo sentire qualche italiano che puntualmente si scaglia contro determinate forme di governo in cui la religione ha un ruolo forte all’interno dello stato, ma forse se si trattasse della loro religione invece che di un’altra allora le critiche verso determinate nazioni sarebbero nettamente inferiori. L’Iran è una teocrazia, ma almeno il suo status è ufficiale in quanto si dichiara una repubblica islamica mentre l’Italia (anche conosciuta come Vatikanistan) finge di essere un paese laico e viene vituperata quotidianamente dalle ingerenze vaticane. A me Silvio Berlusconi sta simpatico sotto il profilo umano e lo ascolterei per ore poiché trovo che abbia un eloquio brillante, migliore di tutto il suo entourage messo insieme, ma come politico mi pare che si discosti poco dalla media dei suoi colleghi e non riesco ad averlo in orrore perché i suoi predecessori hanno mostrato il medesimo servilismo nei confronti della Santa Sede. Vorrei che un giorno un futuro premier della mia nazione si alzasse dal letto, indossasse una tuta dell’Adidas, si recasse al Vaticano in sella a un Booster, prendesse il pontefice di turno per il bavero e lo riportasse ad Avignone a forza di calci in culo nel corso di una diretta televisiva a reti unificate. Se oggi ci fossero nuove elezioni io voterei ancora per l’astensionismo. Potrei votare per l’Italia dei Valori se avesse posizioni più nette sulle questioni etiche, almeno come un tempo avevano i Radicali che adesso mi sembrano soffocati dal rumore dei cilici di qualche teodem. Il mio partito ideale dovrebbe essere una destra anticlericale, ma in Italia questa definizione suona quasi come una contraddizione in termini. Infine il ritorno sulla scena politica di Clemente Mastella lascia perplesso anche un qualunquista come me. In un tale clima penso che il comportamento del presidente della Repubblica nel caso di Eluana Englaro si possa aggettivare in due modi: eroico e responsabile. Faccio un grande sforzo ad appuntare queste cose perché dovrei cercare di non essere partecipe neanche con il pensiero all’abominio politico della mia nazione, tuttavia alcune volte non riesco a sottrarmi a tutto ciò e avverto il bisogno di appuntare quanto mi passi per la mente su questo tipo di questioni. Voglio lasciare a piè di pagina un vecchio video di Aldo Busi che risulta ancora attuale, così magari mi becco qualche accusa di omofobia in meno; a proposito, sono a favore del riconoscimento dei diritti per le coppie omosessuali, tra cui il diritto all’adozione.

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14
feb

La strage spermicida di San Valentino

Inviato sabato 14 febbraio 2009 alle 08:41 da Francesco

Oggi è San Valentino, una ricorrenza amara per i diabetici e per chiunque si trovi a disagio nello status di single. Per l’occasione voglio rispolverare il mio record personale: alla veneranda età di ventiquattro anni non ho mai avuto una ragazza e devo ancora dare il mio primo bacio. Insomma, ho i titoli per dare lezioni di castità a qualche prete del cazzo. La mancanza di amore mi ha educato, ma io non l’ho mai vissuta come una condanna del fato e ne ho tratto beneficio. Non credo che ci sia molta differenza tra un ragazzo vergine come me e il più licenzioso dei playboy; i sentimenti vanno al di là delle semplici scopate e chi ha avuto tante avventure non significa che abbia provato o ricevuto amore. Non ho nulla contro il sesso occasionale, ma a me non interessa perché riesco a sostituirlo con la masturbazione senza complicarmi la vita. Alcuni visitatori casuali di questo blog raggiungono le mie pagine attraverso chiavi di ricerca inequivocabili che indicano un disagio emotivo e fisico. Non c’è nulla di cui vergognarsi a essere vergini sebbene agli occhi di qualcuno possa essere più disdicevole del crimine di uno stupratore. Io vivo bene la mia condizione perché quest’ultima nel mio caso non è dettata dalla timidezza, dalla scarsità di autostima o da qualsiasi altro complesso che possa intrappolare la vita di una persona, ma è la conseguenza di una scelta consapevole. Ho un cazzo piccolo, è vero, ma non è questo che mi frena. Come ho scritto in altre occasioni e come avuto modo dire in altre sedi a me fanno ribrezzo i rapporti esclusivamente platonici o unicamente carnali, perciò è normale che io sia ancora vergine poiché nel cuore lo sono molte persone e questo viene dimostrato quotidianamente dal lato meno affascinante della solitudine che spinge molti individui a cercare la cosiddetta anima gemella attraverso i mezzi più disparati. Conosco i meccanismi che regolano i desideri sentimentali e di conseguenza non sono più un loro schiavo. Io credo che quando un sentimento derivi dal bisogno sia nocivo e per questa ragione affido tutto al caso senza temere una vita priva di affetto. In queste parole sta tutta la mia forza interiore, la gioia che osanno spesso e da cui non potrei separarmi neanche se lo volessi, ma la scrittura non è in grado di rendere intelligibile una cosa del genere e penso che soltanto l’esperienza diretta e profondamente personale di questo stato possa essere esplicativa. Non si tratta di un’autoconvinzione, altrimenti avrebbe una durata effimera e questo metro di giudizio credo che valga per molte altre cose. Per quanto mi concerne la mia consapevolezza è stata una conquista involontaria che mi è costata molta fatica. Io sono libero di parlare in modo diretto mentre altri sono costretti a censurarsi per non compromettere gli equilibri dei loro legami apparentemente sani. In altre parole la solitudine mi ha dato le basi per edificare una relazione imponente e sincera perché ho avuto il tempo di conoscermi mentre qualcun altro è stato risucchiato precocemente nella spirale di rapporti squisitamente passionali senza avere la possibilità di approfondire i propri desideri. Io sono fortunato e la stessa fortuna appartiene a chiunque sia abbia avuto un iter simile al mio, ma d’altronde la buona sorte aiuta gli audaci e non tutti riescono a comprendere il potenziale della loro esistenza apparentemente insignificante. Rido quando noto come qualcuno non riesca tollerare la solitudine e di conseguenza trovo molto ridicoli anche i miei scritti passati. Il mondo non è sempre cattivo, ma a taluni fa comodo pensare il contrario e allora che si fottano la loro pigrizia invece di agognare una vulva. Non voglio dare giudizi su terzi, ma in questo caso sono costretto a prendere in esame altri soggetti per chiarire il mio concetto. Io non ho sex appeal e il mio pene ha dimensioni ridotte, eppure sono sereno e non avrei problemi a dare il via alla mia vita sessuale con una ragazza qualora quest’ultima mi coinvolgesse anche sotto l’aspetto sentimentale. Da quanto ho avuto modo di capire in questi anni certi disadattati sono gli artefici delle proprie frustrazioni perché si ostinano a misurare la virilità in centimetri nonostante la natura non abbia riservato a loro (e tanto meno a me) una carriera da attori porno. In queste parole non c’è tristezza e chiunque la scorga non capisce un emerito cazzo (tanto per restare in tema). Quanto ho scritto finora, ovvero questa sborrata di considerazioni non è altro che l’esaltazione di chiunque sia consapevole di sé.

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13
feb

Wit

Inviato venerdì 13 febbraio 2009 alle 15:51 da Francesco

Qualche notte fa ho visto “La forza della mente”, il cui titolo originale è “Wit”. Il film inizia con la seguente frase: “Lei ha un cancro”. Il ruolo della protagonista è affidato a Emma Thompson che interpreta brillantemente un’insegnante universitaria di nome Vivian alla quale viene diagnosticato un cancro alle ovaie. Vivian si rivolge direttamente allo spettatore da un letto d’ospedale e parla della sua malattia intercalandone la descrizione con ricordi e citazioni letterarie, ma trova spazio anche per l’ironia che a mio avviso non risulta affatto fuori luogo poiché arricchisce la potenza emotiva della storia. Le inquadrature sono abbastanza statiche e ci sono molti primi piani che secondo me esaltano le capacità recitative di Emma Thompson. Devo ammettere che alcune scene sono toccanti e ritengo che tutto il film sia un pugno nello stomaco, nel senso buono, ovviamente. Mi piacciono i lungometraggi che hanno come tema una malattia terminale perché mi spingono a riflettere su evenienze tetre a cui nessuno è sicuro di sfuggire; la trattazione di un argomento del genere può portare con facilità a un risultato banale, ma questo non è il caso di “Wit” che a mio avviso perde un po’ del suo spessore soltanto nel finale, quando ormai lo spettatore (almeno nel mio caso) ha già tratto le proprie conclusioni. Su questo tema ricordo l’eccellente documentario “Near Death” di Frederick Wiseman che vidi due anni fa e di cui annotai qualcosa su queste pagine. Recentemente di Wiseman ho visto anche “Public Housing”, un documentario di dodici anni fa incentrato su una comunità prevalentemente afroamericana che viveva in un complesso di case popolari a Chicago. Sul tema del cancro ho provato a guardare anche un altro film, “La Mia Vita Senza di Me”, di Isabel Coixet, ma non sono riuscito a vederlo per intero perché mi ha annoiato terribilmente e l’ho trovato troppo piatto per i miei gusti.

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8
feb

Samael a Prato

Inviato domenica 8 febbraio 2009 alle 23:06 da Francesco

Ieri sera sono andato a Prato per vedere l’unica data italiana dei Samael, un gruppo che non ha bisogno di presentazioni, ma di cui ho perso le tracce per diversi anni. Il live si è tenuto al Siddharta e prima del quartetto elvetico ho avuto modo di ascoltare e vedere i Keep of Kalassin che nonostante l’impegno e la bravura non mi hanno colpito in modo particolare. La scaletta proposta dagli svizzeri ha ripercorso buona parte della loro discografia e mi ha dato la possibilità di scoprire i pezzi del loro ultimo album, “Solar Soul”. Il live dei Samael è stato impeccabile sotto ogni punto di vista: suoni puliti e grande presenza scenica. Penso che il concerto sia valso le mie cinque ore di guida e i sedici euro del biglietto. La voce di Vorph dal vivo dà una grande carica e penso che le registrazioni non le diano abbastanza giustizia. Appunto qua sotto il video ufficiale di “Slavocracy”, la terza traccia di “Solar Soul” che è stata proposta anche ieri sera.

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7
feb

Il battesimo delle nocche

Inviato sabato 7 febbraio 2009 alle 18:00 da Francesco

Qualche giorno addietro pensavo che sarebbe trascorso un bel po’ di tempo prima che io potessi appuntare su queste pagine quanto è successo il quattro febbraio. Ho rotto il naso a mio zio. Tre pomeriggi fa sono uscito per andare a correre come faccio di solito, ma lungo la strada un automobilista ha tenuto premuto il clacson e ha continuato a farlo anche dopo avermi superato. Appena mi sono accorto che si trattava dell’auto di mio zio ho risposto a quel bel gesto con il dito medio e poi ho continuato a correre. Durante la corsa mi trovavo all’esterno della carreggiata, inoltre non c’erano altri veicoli e l’auto si trovava distante dal cavalcavia ferroviario, punto in cui la strada si stringe e dove talvolta gli automobilisti danno qualche colpo di clacson per avvisare prudentemente chiunque provenga dalla parte opposta. Mio zio ha cercato di spaventarmi e poi ha guardato nel retrovisore per vedere la mia reazione, ma le sue aspettative sono state deluse e ha visto soltanto il dito medio della mia mano destra. Ho pensato che questo breve scambio di cortesie fosse finito in quel momento, ma dopo un paio di minuti ho ritrovato il mio parente davanti all’entrata della pineta in cui di solito vado a correre. Costui mi attendeva con le mani sui fianchi ed era assieme a un altro tizio che in seguito ha cercato di calmare la situazione. Quando ho provato a entrare in pineta mio zio mi ha detto una cosa del genere: “Una domanda”. Io non avevo voglio di fermarmi a parlare e ho tentato di evitarlo, ma lui mi è venuto addosso anche se poi ha sostenuto che sia stato io a dargli una spinta. Si è verificata immediatamente una colluttazione, ma io non ho alzato le mani e mi sono limitato a incassare spinte e calci in culo. A un certo punto gli ho chiesto se avesse finito e gli ho detto che se mi avesse messo nuovamente le mani addosso io avrei fatto altrettanto. Bene, mio zio mi ha dato una nuova spinta sul petto e io l’ho colpito sul naso con un destro veloce e teso. Lui ha iniziato a sanguinare copiosamente e ha cominciato a minacciarmi di morte. Mi ha detto: “Ora mi hai dato un pretesto, t’ammazzo, sei morto, sei morto”. Inoltre: “Bastardo, vieni qua, bastardo, mi hai spaccato il naso”. A seguito di questi nobili propositi ha tentato di staccare da terra dei sassi piuttosto grossi per lanciarli verso di me, ma non ci è riuscito e il suo sforzo mi è sembrato tremendamente comico; a quel punto ho iniziato a correre verso la caserma dei carabinieri di Orbetello per avvisare le forze dell’ordine ed evitare che la situazione giungesse a un punto di non ritorno. Oltre ad avergli spaccato il naso per legittima difesa volevo querelarlo per aggressione e minacce, ma a quanto pare non posso farlo tanto facilmente perché lui ha un referto medico che attesta la frattura del setto nasale che gli ho procurato mentre io ho la “colpa” di non essermi fatto niente, tranne qualche lieve escoriazione. Comunque penso che ci siano dei testimoni poiché qualcuno ha chiamato i carabinieri ancor prima che io raggiungessi la loro caserma. Credo che mio zio volesse rifarsi davanti al suo amico per come lo avevo liquidato verbalmente qualche giorno prima, inoltre lui è alto dieci centimetri più di me, pesa quindici chili in più e ha quarantaquattro anni. Siccome gli è andata male voleva denunciarmi, ma mio padre nonché suo fratello (con cui non parlavo da un lustro, come tra l’altro ho scritto anche qua sopra un giorno prima del fatto) ha convinto entrambi a non intraprendere vie legali; io mi sono lasciato convincere con duecento euro mentre credo che all’altro siano rimasti soltanto i punti di sutura. Non sono un tipo manesco, non sono affatto un violento perché non è nella mia indole, inoltre non ho neanche la stazza per fare lo spaccone, ma non sono disposto a farmi mettere le mani addosso in un modo del genere e non mi sento affatto colpevole per quello che ho fatto. Io ero uscito per andare a correre e non per spaccare il naso a mio zio. Prima del quattro febbraio non avevo mai dato un pugno a una persona e mi ero sempre limitato a colpire il sacco da boxe che ho in giardino. La violenza non è mai edificante, ma talvolta è inevitabile perché la stupidità non può ancora essere estirpata del tutto dal genere umano.

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3
feb

Disarmante

Inviato martedì 3 febbraio 2009 alle 20:36 da Francesco

Mio padre è un animale mitologico che per mia scelta non vedo né sento da oltre cinque anni, infatti è composto da una testa di cazzo e da un corpo di inetto. Un po’ di tempo fa un individuo stupido con cui ho parlato qualche volta per questioni condominiali mi ha chiesto seriamente se mio padre fosse stato un agente segreto. Un agente segreto? Sì, come no. Era una spia della Conad e avvisava i direttori dei supermercati quando qualcuno rubava i carrelli, però prima fotografava i colpevoli con la sua Bic speciale, presa direttamente dal reparto di cartolibreria. Forse mi sbaglio, magari non lavorava per la Conad, ma era il Richard Sorge della Crai o forse della Standa, chissà. Se avessi qualcuno di fronte direi: “Ma ci rendiamo conto di chi sono le persone con cui mi dovevo confrontare? Un povero mentecatto mi ha chiesto una cosa del genere perché gli è stato detto da uno che si fa chiamare Sandrino”. Io non pensavo che le persone potessero credere a simili scemenze. Come cazzo si fa a porre una domanda di questo tipo? Le voci che circolano nei paesi creano realtà parallele in cui sguazzano gli scemi del villaggio che sono più di quanti credevo. Non mi ritengo un misantropo, ma davanti a tanta minchionaggine penso che sarebbe lecito diventarlo. Forse dovrei tornare da quel tipo e dirgli che può volare davvero a patto che impugni un ombrello e si butti dal tetto di un palazzo: è un’ottima soluzione per i problemi futuri!

Ed ecco mio padre, il celebre agente segreto (come no, eh).
In questa foto testa i nuovi carrelli della COOP. Altro che SISMI, Gladio e Stasi!

Questa estate mi sono trasferito in campagna nella casa in cui sono cresciuto e mia madre è andata ad abitare dove risiedevo io; in pratica sono tornato alle mie radici. Mi sono spostato di alcuni chilometri perché la mia cara mamma non mi ha consentito di agire per vie legali nei confronti dell’attività commerciale che disturbava impunemente il mio sonno e alla quale ho già regalato qualche riga. A distanza di mesi mia madre ha ammesso l’errore, un po’ come i medici che fanno diagnosi errate e se ne avvedono quando ormai è tardi. Adesso voglio versare un tributo all’imparzialità verso la quale cerco di tendere sempre senza curarmi dei rapporti parentali o delle amicizie. Mia madre è stata una stupida e una buonista, non mi ha dato retta e ha creduto alle buone intenzioni dei nuovi esercenti mentre io le ho fatto notare subito di fronte ai diretti interessati che ci sarebbero stati problemi. Come facevo a sapere quale piega avrebbero preso gli eventi? Fisiognomica, forse? Chissà. Io non ho avuto modo di tutelarmi legalmente e ho anche rischiato di sporcare la mia fedina penale, perciò ho lanciato un ultimatum a mia madre e le ho fatto notare come la sua negligenza fosse colpevole quanto la condotta furfantesca dei vicini. Per qualche giorno mi sono sentito come un alto ufficiale a cui fosse stata negata qualsiasi autorità. È molto frustrante avere la consapevolezza di essere dalla parte della ragione e non avere la possibilità di farsi valere per un impedimento burocratico che ha la sua origine nel buonismo negligente della propria madre, ma sono riuscito a volgere questa situazione a mio favore; adesso vivo nel luogo in cui sono cresciuto, un posto in cui avevo ipotizzato di tornare prima ancora che sorgessero certe controversie nonostante si trovi a soli otto chilometri dal mio precedente domicilio. Comunque trovo preoccupante che io a ventiquattro anni debba mostrare più maturità di persone che hanno quasi il doppio della mia età o almeno due lustri in più. In ogni situazione cerco di essere obiettivo e anche per questo motivo ho collezionato diverse inimicizie da persone che pensavano di ricevere da me un appoggio incondizionato. Io non credo nella famiglia come associazione a delinquere e davanti a una colpa o a uno sbaglio per me tutti sono uguali, chi compie eccezioni per i propri familiari o per gli amici è soltanto un mafioso di second’ordine. I miei vicini si parano il culo a vicenda, ma sono le stesse persone che in passato hanno protestato a causa di un locale che si trovava in un altro punto di Orbetello e che a loro dire generava troppo rumore, ma nessuno ha fiatato quando la cosa ha riguardato me, eppure le condizioni erano le medesime. Me la sono cavata alla grande anche se non ho potuto giocare ad armi pari e sicuramente non devo la mia abilità a chi mi ha messo al mondo, tuttavia alla stessa persona devo riconoscere altri meriti che in ogni caso non giustificano il suo errore di valutazione.

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