3
set

Un’intervista in bianco e nero

Inviato venerdì 3 settembre 2010 alle 08:41 da Francesco

Ho concesso un’intervista incompleta a Orsetto Fracassacrani. Mi sono state poste alcune domande in merito al mio ultimo libro, ma io ne ho approfittato per divagare un po’. Non ho la minima idea di cosa ne pensi la società moderna, ma per me un animale di peluche non può essere un’autorità culturale: giammai.

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10
mag

Riprese nipponiche

Inviato domenica 10 maggio 2009 alle 20:57 da Francesco

Finalmente mi sono deciso a spendere qualche minuto per montare le immagini che ho ripreso durante il mio ultimo soggiorno nel Sol Levante. Riguardo sempre con piacere i video dei miei viaggi, ma non vengo mai colto dalla nostalgia. Ho selezionato diciassette minuti da appuntare su queste pagine: adoro il secondo spezzone! Questa volta il materiale filmato è risultato più breve poiché parecchie cose le avevo già immortalate nel corso della mia prima esperienza nipponica.

Prima parte

Seconda parte

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28
mar

Sesta puntata

Inviato sabato 28 marzo 2009 alle 00:36 da Francesco

Dopo oltre un anno ho girato velocemente l’ultimo atto del mio videoblog. In questa puntata non espongo punti di vista né altri orpelli della personalità, ma sottolineo alcune cose senza scendere nei dettagli. Il videoblog si è rivelato un ottimo strumento per limare alcuni lati della mia introspezione, ma ormai non sento più la necessità di avvalermene perché ritengo di non poterne trarre ulteriori benefici. Questo genere di filmati ormai non hanno più valore per me e li considero come reperti di un’indagine introspettiva che almeno in questi termini può dirsi conclusa con successo. All’interno di questo video c’è un errore che lascio come un cadeau a chiunque sappia coglierlo.

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3
gen

Requie e Thaumazein

Inviato sabato 3 gennaio 2009 alle 12:42 da Francesco

Ogni tanto provo a stendere un testo su qualunque base sconosciuta che mi piaccia parecchio, ma spesso il risultato mi delude e di conseguenza cancello i miei tentativi. Ho già fatto qualche video di questo genere e taluni hanno persino apprezzato, ma io preferirei avere le capacità per suonare power metal e lanciare acuti fino alla troposfera. La qualità del video non è delle migliori e il missaggio della traccia audio sarebbe venuto meglio in mezzo al traffico di Ho Chi Minh City, perciò trovo opportuno affermare che uno fa quello che può. Come sempre mi sono divertito ad abbinare suoni e immagini, ma la musica è un’altra cosa e dato che non c’è bisogno di precisarlo quest’ultima frase è solo il frutto della mia pedanteria.

Requie e Thaumazein

Ricordi recenti di mattine invernali
Lontano da scuola lungo strade provinciali
Cercavo la rivincita e due guanciali
Fantasie ideali che sono rimaste tali
Incontri surreali e ore solitarie
Frasi banali e situazioni ordinarie
Effetti collaterali della collera
Pensieri stretti da una mente che non li tollera
Talvolta i giorni sono incomprensibili
Privi di perdono o di scuse plausibili
Parole mai udite
Notti mai accudite
Accuse che si alzano come una stalagmite
È inutile che il limite sia raggiungibile
Gioia e sofferenza superano lo scibile
Tutto è distorto dalle percezioni
Credo che Cristo sia risorto contro le sue intenzioni
I tramonti cremisi
I passi lungo i Campi Elisi
Corpi in simbiosi che risultano divisi
I respiri intrecciati di cosa sono intrisi?
Lo chiesi a un cane randagio imitando Francesco D’Assisi
Non corro pericoli come Tiblisi
Significati impliciti dentro ogni crisi
I riflessi di un prisma
Non conosco l’unione né lo scisma
Impero su me stesso come Bismarck
Così il tempo e la polvere avvolgono i mobili
Le colpe conducono verso una necropoli
Non ho proposte
Non occorre che io protesti
Non ho risposte
Mi mancano i pretesti
Digressioni di ordine filosofico
Un quesito cosmogonico è un male cronico
Entusiasmo e delirio
Pena e martirio
Ho finito le parole e mi ritiro

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22
lug

Helsinki: Giugno 2008

Inviato martedì 22 luglio 2008 alle 03:30 da Francesco

Ho finito di montare il video che ho girato durante il mio viaggio in Finlandia e l’ho caricato sul web per appuntarlo sopra queste pagine. Ho camminato a lungo dentro Helsinki e nei suoi dintorni. Questo filmato provoca un effetto a catena sulla mia mente perché ogni immagine mi induce a rievocarne molte altre. Ho trascorso delle giornate meravigliose e sono stato in luoghi fantastici. I momenti che ho passato in quella terra del nord non possono essere trafugati, tuttavia ne sono ugualmente geloso. Chissà cosa penserò quando riguarderò questo video tra qualche anno.

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20
dic

Quinta puntata

Inviato giovedì 20 dicembre 2007 alle 12:24 da Francesco

Sono trascorsi alcuni mesi dalla penultima puntata del mio videoblog e alla fine mi sono deciso a registrare qualcosa di nuovo. L’obiettivo è sempre l’introspezione, ma credo che questo video sia una sintesi perfetta ed esplicativa delle puntate precedenti. Qualcuno ha frainteso totalmente il mio videoblog, ma non sono disposto a mettere i sottotitoli per dementi e concedo un plauso a chi ha trovato la giusta chiave di lettura tra un mio frame e l’altro. Ho utilizzato un effetto banale per moltiplicarmi e sono ricorso a quest’ultimo per ironizzare su coloro che in passato mi hanno frainteso. Spero che la mia doppia rappresentazione possa aiutare a recepire meglio le mie parole.

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16
ott

Seoul: Agosto e Settembre 2007 – Seconda Parte

Inviato martedì 16 ottobre 2007 alle 00:07 da Francesco

Qualche giorno fa ho terminato il montaggio della seconda parte del mio video coreano e mi sono adoperato per annotarlo sopra queste pagine come mi ero ripromesso qualche settima addietro. In questa seconda e ultima parte del mio reportage ho inserito le sequenze che ho catturato al Korean War Memorial, alla Seoul Tower, al World Cup Stadium durante una partita del campionato di calcio coreano tra Seoul F.C. e Pohang, all’esterno di una pizzeria dove ho pranzato con il proprietario di quest’ultima e sull’aereo che mi ha riportato a casa, ma uno dei momenti più belli è stato il concerto di una band emergente in cui mi sono imbattuto per caso nel centro della capitale coreana. Sono stati momenti piacevoli che, ovviamente, mi seguiranno vita natural durante.

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5
ott

Il Leitmotiv Di Una Vita

Inviato venerdì 5 ottobre 2007 alle 09:05 da Francesco

Qualche mattina fa ho ripreso con la mia videocamera gli squarci di un luogo che ogni tanto ospita le mie pedalate. Ho utilizzato le riprese amatoriali per accompagnare le parole ritmate di un escamotage musicale che ho realizzato per ingannare il tempo.

Il Leitmotiv Di Una Vita

Sono solo e vivo da ventitré anni
Attraverso i vetri guardo orizzonti distanti
Fotogrammi che proietto nei miei meandri
Sono uno come tanti uno in mezzo agli altri
Sono solo e vivo da ventitré anni
Attraverso i vetri guardo orizzonti distanti
Fotogrammi che proietto nei miei meandri
Sono uno come tanti uno in mezzo agli altri
Parlami anche se le parole non bastano
Stiamo sotto nuvole che si accatastano
Cadono catastrofi e strofe per tessere memorie
Una moria di speranze nell’assenza di vittorie
Vitto alloggio e soggezione davanti all’orologio
Si cerca la gioia tra la nascita e il necrologio
Si elogiano i morti mentre si tormentano i vivi
Nel ventre materno restano i mezzi precognitivi
Vedo sogni irrisolti e risultati corrispettivi
Corpi malati e gli effetti dei principi attivi
Si contano i respiri prima di rimanerne privi
Sui pavimenti si riversano drammi e detersivi
La vita si deteriora e ne restano le interiora
I desideri scompaiono ma se ne vogliono ancora
Facce inappagate ingoiano gocce di ansiolitici
Le donne cattoliche elemosinano suoni impudici
Sono solo e vivo da ventitré anni
Attraverso i vetri guardo orizzonti distanti
Fotogrammi che proietto nei miei meandri
Sono uno come tanti uno in mezzo agli altri
Sono solo e vivo da ventitré anni
Attraverso i vetri guardo orizzonti distanti
Fotogrammi che proietto nei miei meandri
Sono uno come tanti uno in mezzo agli altri
Una donna avvolge gli alimenti nella stagnola
I ricordi la strangolano mentre muore da sola
Le pareti si sono opposte a tutti i suoi aneliti
Ma un tempo indossava anelli e mieteva proseliti
I meriti non arrestano il sangue che gocciola
I mariti cercano la moglie nel corpo di una lucciola
I sentimenti fuggono lungo scale a chiocciola
I sensi di colpa sorreggono ogni uomo che sdrucciola
Il cuore si snocciola dirimpetto a uno scaffale
Un abbandono ha il suono di uno schiaffo morale
Si rimane sul crinale di una volizione incrinata
E si medita a ripetizione una parola incriminata
Si aspira a giorni migliori mentre spira il libeccio
La vita si libera dalle spire per un altro intreccio
Una croce e un teschio sopra un’antica liaison
È il leitmotiv di una donna che impugna un fon
Sono solo e vivo da ventitré anni
Attraverso i vetri guardo orizzonti distanti
Fotogrammi che proietto nei miei meandri
Sono uno come tanti uno in mezzo agli altri
Sono solo e vivo da ventitré anni
Attraverso i vetri guardo orizzonti distanti
Fotogrammi che proietto nei miei meandri
Sono uno come tanti uno in mezzo agli altri
Emozioni trincerate e coalizioni distrutte
Colazioni solitarie sopra labbra asciutte
Un’iniezione veloce può dare inizio all’eutanasia
Un aiuto a un fantasma e alla sua ultima fantasia
Si sentono suoni che si uniscono all’unisono
Sono canti infelici intonati da un baritono
A un promontorio una ragazza prepara il volo d’Icaro
All’obitorio suo padre la guarderà fumando un sigaro
Di notte tra le lenzuola agognava le nozze di Figaro
Resta un ricordo fedifrago e un feto in un frigorifero
Lucifero sorride e si cerca una scorciatoia
Un cappio sotto una tettoia come scappatoia
Oppure una pallottola che macchi un accappatoio
Il corpo che si accascia come in un mattatoio
Il sangue sgorga senza tregua e va in un corridoio
Un’ultima lettera rimane ferma sopra uno scrittoio
Sono solo e vivo da ventitré anni
Attraverso i vetri guardo orizzonti distanti
Fotogrammi che proietto nei miei meandri
Sono uno come tanti uno in mezzo agli altri
Sono solo e vivo da ventitré anni
Attraverso i vetri guardo orizzonti distanti
Fotogrammi che proietto nei miei meandri
Sono uno come tanti uno in mezzo agli altri
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27
set

Seoul: Agosto e Settembre 2007 – Prima Parte

Inviato giovedì 27 settembre 2007 alle 01:21 da Francesco

Questa è la prima parte del video che ho girato in Corea del Sud: dura ventisette minuti. Sono soddisfatto del risultato anche se non è professionale. Mi sono divertito a scegliere le sequenze da montare per creare questo compendio filmato e ho riguardato con piacere i luoghi in cui sono stato. Devo ancora iniziare a lavorare sulla seconda parte, ma spero che compaia presto su queste pagine virtuali.

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13
set

Tra Aletheia e Doxa

Inviato giovedì 13 settembre 2007 alle 17:05 da Francesco

Ho realizzato un videoclip grottesco come ho già fatto in altre occasioni per ingannare un po’ il tempo. Ho fatto alcune riprese e ho scritto qualche strofa per articolare un discorso vago sopra una base orecchiabile. Penso che i miei esperimenti musicali siano legittimati da certe porcherie cacofoniche che escono fuori dalle radio e dalle televisioni con la stessa grazia degli alieni che “escono fuori dalle fottute pareti” in un celebre film di James Cameron. Non ci sono intenti artistici nell’ammasso di immagini e suoni che ho inserito ai piedi di queste parole, ma qualche mente predisposta al fraintendimento può inserirvene qualcuno a suo piacere.

Tra Aletheia e Doxa

Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
È per un’idea eterea che la mia ombra boxa
Combatte per l’aletheia e sputa sulla doxa
Il dolore non intossica mai il mio lessico
La fantasia assomiglia a una fuga in Messico
Mi perdo nel pericolo sul quale mi inerpico
Un clima artico in un paesaggio desertico
Sotto un portico mi accarezzo l’epidermide
Penso a Parmenide tra oscillazioni termiche
Non temo che il tempo mi tolga la vita
Gli occhi serrati e la paralisi delle dita
Dirigo l’analisi di ogni mia mossa incauta
Irrigo i canali con una riflessione lauta
Una voce rauca non mi augura la guarigione
Il rigore della mente forma una guarnigione
Raggiungo sponde pallide come la mia carnagione
Oltre ci sono giungle che cingono la ragione
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Cronometro la corsa da un trono a una bara
Una gara contro il tempo dove il tempo bara
Da ogni barriera imparo che è una lotta impari
In palio ci sono cori d’amore dentro i timpani
La tenacia si impone se non sfocia altrove
Forse la pace si trova prima delle sue prove
Con un furto nel futuro rubo domande nuove
Depongo ogni quesito dato che non si muove
Medito sui miei passi e ne attendo l’esito
Noto la lontananza di un sentimento inedito
Mi dedico all’esistenza che ho ereditato
Ne prendo le redini malgrado il risultato
Mi congratulo davanti a ogni mio coagulo
Ed è con ogni attimo immacolato che mi maculo
Calcolo il mio vuoto e attendo che si riempia
Non ho un’epistola né una pistola alla tempia
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Istinti equidistanti sembrano delle calamite
Attraggono calamità durante una giornata mite
Adduco un attimo caduco come motivo di gaudio
Mi gusto una scena da cui tolgo tutto l’audio
Mi volgerei a ovest se dovessi guardare a est
Dopo ogni decisione recito alea iacta est
Non sono un factotum e non voglio un vademecum
Aborro ogni enciclica come la Rerum Novarum
Annovero pensieri che tengo per il bavero
Mi abbevero dalla terra come un papavero
Non laverò mai i peccati che non riconosco
Ammonisco ogni dio da un pendio nascosto
Ogni errore mi è costato un colpo al costato
Ho constatato lo strazio e il suo sostrato
Non ho mai somministrato delizie narcotiche
Sono corruzioni organiche per menti fobiche
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
Saluto respiro inizio il cammino e non mi giro
Ammiro la memoria ma la incendio su un papiro
Proseguo senza seguito tra le piogge oblique
Le gocce sopra una lapide mi sembrano inique
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