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La solita minestra

Pubblicato martedì 9 Febbraio 2010 alle 19:40 da Francesco

Le cattive abitudini sono difficili da estirpare. Sui quotidiani e in televisione incrocio spesso il faccione crucco del papa che si rivolge al mondo con esternazioni banali. Credo che in un paese laico non dovrebbe essere data troppa risonanza a una religione, qualunque essa sia, inoltre ritengo ancor più deprecabile la linea editoriale di molte redazioni ogniqualvolta quest’ultima sottragga spazio a notizie più importanti per la collettività: e così anche la deontologia se ne va a puttane. Non ho bisogno di sentire un vecchio supereroe che borbotta ovvietà mentre qualche piccione tuba nei pressi del suo balcone, altrimenti orienterei la mia parabola verso Gotham City per ascoltare le opinioni di Batman. Nei campi di calcio non sono più ammesse le bestemmie ed è previsto un turno di squalifica per chiunque ricorra alle imprecazioni blasfeme. È la solita fiera del bigottismo, in cui i problemi di facciata vengono ritenuti più importanti rispetto alle questioni serie che ammorbano lo sport nazionale: la mancata valorizzazione dei vivai, la gestione sciagurata dei bilanci societari, la competenza della classe arbitrale e altre faccende che talvolta incrociano il mondo torbido della politica. Non sono un tifoso, ma seguo il calcio in modo neutrale e durante una partita auguro sempre la vittoria alla squadra che riesca a deliziarmi con il gioco più spettacolare o convincente. La bestemmia è cristallizzata nella lingua italiana e ne è una componente forte, diffusa e catartica, perciò qualunque tentativo di estrometterla dal mondo mediatico a mio avviso si traduce automaticamente in un attentato al retaggio culturale dell’intera nazione. Libera bestemmia in libero Stato, dio cane. Non è la prima volta che io affronto questo argomento e in tutta sincerità non penso neanche che sia una questione capitale, tuttavia trovo pericoloso chiunque voglia bandire determinate parole poiché tali censure possono anche preludere a derive di portata maggiore. Non è ammissibile che ancor oggi un bestemmiatore sia passibile di multa. Non ripeterei ciclicamente questa tiritera se l’Italia smettesse di professarsi laica. Negli ultimi anni è cresciuto un forte interesse per apportare alcune modifiche alla costituzione in nome del suo ammodernamento, allora mi auguro che tra i possibili cambiamenti questa nazione venga dichiarata cattolica e si annoveri tra quelle teocrazie contro cui spesso punta il suo dito ipocrita, almeno non ci sarebbe più discordanza tra la teoria e la realtà.

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