31
Ott

Guardie e ladri

Inviato martedì 31 Ottobre 2006 alle 15:07 da Francesco

Ultimamente i corpi partenopei grondano più sangue del solito e provocano emorragie profonde negli organi di stampa. Bang e un altro nome si avvia nel dimenticatoio della cronaca nera. L’ondata di violenza di questi giorni mi ricorda quel genere cinematografico cosiddetto “poliziottesco” che ha avuto il suo momento di gloria negli anni settanta e la pioggia di piombo che è caduta recentemente sul napoletano mi ha invogliato a guardare alcuni film del genere succitato. Un po’ di tempo fa ho rivisto “Milano Odia: La Polizia Non Può Sparare” e mi è piaciuto moltissimo nonostante fosse la quarta volta che assistevo all’ottima recitazione di Tomas Milian e al doppiaggio impeccabile di Ferruccio Amendola. Ho sempre nutrito una forte attrazione nei confronti della criminalità romanzata dal cinema, ma non ho mai pensato di emulare le gesta di Vallanzasca. Vorrei usufruire del ponte ologrammi dell’Enterprise per simulare una rapina e sentire cosa si prova a puntare un’arma contro i propri simili. Non covo desideri di sopraffazione, ma solo una forte curiosità verso le meccaniche interiori che portano l’uomo a camminare lungo sentieri noir. Non sono così ingenuo come credo e mi rendo conto che la mia attenzione per il mondo del crimine occupa temporaneamente delle parti della mia personalità che sono deputate ad accogliere altri interessi.

Milano Odia: La Polizia Non Può Sparare

Categorie: Parole |

30
Ott

Amore tossico

Inviato lunedì 30 Ottobre 2006 alle 02:40 da Francesco

Qualche giorno fa, dalle mie parti, è stato fatto un blitz antidroga nel quale sono state coinvolte alcune persone che conosco di vista. L’operazione dei carabinieri è stata chiamata “Woodstock” e mi chiedo se durante i sette mesi di indagine i militari abbiano ascoltato Janis Joplin e Joe Cocker. Mi ha sempre fatto ridere la figura del pusher di provincia che si illude di trasformarsi in Re Mida con l’aiuto di un po’ di alchimia stupefacente. Ragazzini tanto boriosi quanto stupidi puntano a vivere la metà di Albert Hoffman. Mi fa piacere che qualche spacciatore della domenica sia finito in carcere. A questo link è possibile sapere qualcosa in più riguardo all’operazione “Woodstock”. Comprendo i bambini del terzo mondo che sniffano la colla per placare la fame, ma non posso fare a meno di deridere chi giustifica l’uso di droga con la noia o con il malessere esistenziale. Provo una forte avversione nei confronti di tutti gli stupefacenti, compresi quelli che fanno tanto bene alle casse dello Stato. I pezzi di merda che acquistano droga spesso finanziano la criminalità organizzata e talvolta finiscono per gravare sul bilancio della sanità. Sono un garantista e credo che ognuno abbia il diritto di farsi del male, ma le tossicodipendenze rappresentano un bel costo sociale. Un po’ di tempo fa credevo che per combattere il mercato della droga che finanzia la camorra, la ‘ndrangheta e la mafia, occorresse un mercato della droga parallelo gestito dallo Stato, ma poi ho realizzato che sarebbe inutile a causa dei legami tra criminalità organizzata e politica. Le mie affermazioni sono parzialmente qualunquiste e mostrano un po’ di saccenteria. Penso che determinate realtà non si possano conoscere dall’esterno ed è per questo che considero futili tutte le parole che ho disseminato finora. Per il titolo di questo breve scritto ho preso in prestito il nome di un vecchio film italiano che ogni bravo eroinomane dovrebbe conoscere.

Categorie: Parole |

29
Ott

I Guerrieri della Palude Silenziosa

Inviato domenica 29 Ottobre 2006 alle 14:40 da Francesco

Ieri sera ho visto questo film del 1981 e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Durante un’operazione di addestramento un’unità della Guardia Nazionale della Louisiana si perde nelle paludi e finisce per imbattersi in un gruppo di cacciatori cajun con i quali ingaggia una lotta per la sopravvivenza. Ci sono parecchie scene colme di tensione e di dialoghi molto aspri. Ritengo che durante il susseguirsi dei minuti venga definito ottimamente il profilo psicologico di ogni personaggio e credo che la mancanza di un vero protagonista sia uno dei punti di forza del film. I soldati dispongono di pochissime pallottole vere, infatti i loro fucili sono caricati a salve per via dell’esercitazione che avrebbero dovuto sostenere e credo che questa particolarità possa dare adito a una chiave di lettura antimilitaristica, anche se non escludo che possa trattarsi di una “semplice” scelta stilistica. Trovo che la fotografia contribuisca molto a creare un’atmosfera claustrofobica e allo stesso tempo agorafobica. A mio avviso la suspense è calibrata perfettamente e credo che questo permetta al film, il cui titolo originale è “Southern Comfort”, di non risultare pesante né dispersivo per tutta la sua durata. Un’ultima cosa: non sono un cinefilo e all’inizio della visione sono rimasto un po’ sorpreso perché non mi aspettavo che un film dei primi anni ottanta potesse avere una fattura tecnica così pulita.

I Guerrieri della Palude Silenziosa

Categorie: Parole |

29
Ott

Corrado Guzzanti docet

Inviato domenica 29 Ottobre 2006 alle 02:09 da Francesco

Un linguista eccezionale e uno dei pochi comici (di professione) che apprezzo smodatamente. Ricordo molte risate solitarie di fronte alle apparizioni dei personaggi di Guzzanti in trasmissioni come “Avanzi”, “L’ottavo Nano”, “Il Caso Scafroglia” e altre che in questo momento non mi sovvengono.

Categorie: Video |

28
Ott

Fantasie siderali

Inviato sabato 28 Ottobre 2006 alle 14:33 da Francesco

L’astronauta abbassa le palpebre per concentrarsi sui rumori provocati dalla fase di lancio della sua navicella spaziale. La forza di gravità si sottomette alla propulsione e così inizia il preludio di un viaggio orbitale. A terra rimane un insieme amorfo di vapori e in cielo la supposta cosmica inizia a scontrarsi con i gas atmosferici. Si stagliano visioni oniriche di fronte al muso dell’astronave. Gli strumenti di bordo funzionano perfettamente e tutto procede senza intoppi. Le comunicazioni tra l’astronauta e l’équipe terrestre sono chiare e talvolta travalicano i confini della missione e sfociano in chiacchiere goliardiche. Il superamento della quota più elevata dell’atmosfera regala attimi di palpitazione ai tecnici assorti nelle luci dei monitor e nei suoni delle cuffie. Satelliti artificiali dalle foggie più disparate orbitano senza sosta attorno alla terra e tutt’intorno sembra minuscolo come quando d’estate giovani infatuati volgono lo sguardo verso il firmamento e iniziano a sussurrare discorsi banali. Le costellazioni non si spengono mai e sono continuamente osservate da telescopi innevati che si trovano sopra vette altissime. Al di fuori del proprio pianeta natio l’astronauta non può fare a meno di chiedersi quale sia il suo ruolo nell’universo. L’ipotesi di civiltà distanti nel tempo e nello spazio rendono meno inquietante la solitudine del globo terrestre. Quanti pianeti si allineano ogni secondo e quante nane bianche sfoggiano il proprio pallore?

Saturno

Categorie: Immagini, Parole |

27
Ott

Immotivazione

Inviato venerdì 27 Ottobre 2006 alle 16:00 da Francesco

Di tanto in tanto signorine educate fanno squillare il mio telefono per propormi corsi eccezionali e offerte convenienti, ma ogni volta la mia stoltezza mi impedisce di cogliere al volo queste occasioni truffaldine. Assumo quantità modeste di cibi saporiti e trascorro le ore diurne tra dubbi altalenanti, ma ogni sera, prima di concedermi al sonno, ritrovo me stesso e vivo momenti di inestimabile relax. Al di là di ogni perturbazione esistenziale si trovano squarci di entusiasmo metafisico che taluni si rifiutano di vedere per una serie infantile di capricci vittimistici. Lascio cadere sperma sopra pezzi di carta igienica, mentre in qualche stanza situata al di sotto dell’equatore una mano trentenne eiacula parole di addio sopra un foglio protocollo. Analisi politiche e grafici criptici innescano ordigni demagocici che deflagrano nei teleschermi. Parole ridondanti martellano le teste dei mortali, esplosioni aeree si trasformano in atti di fede, l’aggiotaggio influisce sui titoli azionari come la luna sulle maree e individui acchittati descrivono con trasporto artificioso le scorribande degli uomini. Redattori ed editori dipingono le prime pagine con la stessa meticolosità di un pittore dimenticato dai libri di storia dell’arte. E mi chiedo che male ci sia a iniziare una frase con una congiunzione. A volte le regole strette e gli stratagemmi machiavellici ridimensionano il valore dell’ermetismo sgrammaticato e illogico di cui non so nulla. Salto di palo in frasca con stilemi bruschi e lo faccio per dare una forma allo spazio vuoto che si trova di fronte ai miei occhi.

Categorie: Parole |

26
Ott

Parole afasiche

Inviato giovedì 26 Ottobre 2006 alle 12:44 da Francesco

Attendo da molto tempo risposte che tardano ad arrivare e sto iniziando a credere che non si presenteranno mai. Forse la risposta non è altro che un elemento accessorio in una dialettica esistenziale senza nome. Ultimamente la delizia del sonno allieta immensamente le mie notti e mi facilita il compito di vivere. Piccoli pensieri stressanti tuonano dentro il mio capo, ma sono solo addobbi cerebrali e non riescono ad arrecarmi danno. Ogni giorno aumenta la circonferenza della bomba di dolcezza che nascondo nelle zone più remote della mia indole. Una fantasia idilliaca sorvola da anni la mia intimità con lo stesso andamento di un pallone sonda. Cambiano le forme di governo e i cartografi aggiornano i planisferi. In qualche cazzo di paese asiatico, dal nome troppo complesso per i media, insorgono gruppi di rivoltosi che portano avanti tentativi rivoluzionari senza speranza. Gente nera e incazzata nera combatte a Nairobi con sassi e bottiglie di vetro. In momenti di folle esaltazione riesco a invidiare chi partecipa alle guerriglie urbane nelle metropoli ricoperte dai veleni, ma da savio comprendo la pericolosità di indossare una felpa a mo’ di kefiah e un casco a mo’ di elmetto. Lacrime e lacrimogeni piovono su campi di battaglia improvvisati e mentre tutto questo accade io continuo a rincorrere l’ombra della mia serenità. In questo istante sono un po’ felice e un po’ entusiasta, ma non conosco le ragioni che sostengono il mio stato attuale. Sono ancora ignote le sorgenti del mio benessere, ma sono felice che il loro flusso continui a bagnare la mia età.

Categorie: Parole |

25
Ott

Annotazioni recondite

Inviato mercoledì 25 Ottobre 2006 alle 12:48 da Francesco

Sono casto e impuro. La mia mente è pervasa da sogni erotici caratterizzati da una monogamia inossidabile. A volte si sollevano muri di imbarazzo di fronte ai discorsi legati al sesso e penso che grazie alla mia inesperienza per me sia più facile affrontare con naturalezza le tematiche legate all’eros. Le infatuazioni non sono riuscite a rapirmi e durante i primi anni della mia seconda decade ho continuato ad astenermi da qualsiasi piacere carnale e intellettuale con l’altro sesso. Non ho mai avuto dei grandi dubbi sulla mia identità sessuale e ho sempre visto il seno come l’emblema del mio immaginario erotico. In certi momenti della mia adolescenza ho pensato di essere asessuato, ma la mia costante attività masturbatoria mi ha fatto scartare questa ipotesi. Credo che la mia sfera sessuale sia abbastanza anomala e penso che rispecchi la mia vita solipsistica. Ogni tanto mi sembra che io pretenda inconsciamente di vivere la sessualità da solo, ma questo non è possibile ed è meglio che io lo accetti definitivamente. Forse, sempre in modo inconscio, non sopporto l’idea che il mio benessere possa dipendere da qualcun altro. Mi perdo in parole fatue e di pari passo mi allontano lentamente dalle occasioni del mio tempo. Mi occorre un exploit per scavalcare il muro dialettico accanto al quale mi pavoneggio e me ne serve un altro per non atterrare rovinosamente sul campo dei legami sentimentali. La mia vita affettiva è un connubio di smarrimento e senso di impotenza, ma questa definizione non è solo mesta come può apparire, infatti al suo interno si trovano delle sfumature titaniche di matrice romantica.

Categorie: Intimità, Parole |

24
Ott

Puzzle difettoso

Inviato martedì 24 Ottobre 2006 alle 13:03 da Francesco

Gli uccelli di Cassandra cinguettano al di sotto delle tenebre celesti. Impiegati solitari consumano il pranzo in una vecchia trattoria e attendono le due del pomeriggio per tornare a respirare sui propri incartamenti. Studenti svogliati percorrono le strade con indifferenza e cercano soluzioni rapide per contenere le crisi adolescenziali. I cellulari veicolano con solerzia i moti dell’animo e lasciano nell’etere le tracce evanescenti della propria attività. Nei giardini le carampane siedono accanto alle carampane e i vegliardi accanto ai vegliardi. Un po’ di gioventù innocente pedala velocemente mentre uno sguardo vetusto osserva con malinconia una pigna indifesa. A volte i legami sembrano oleodotti difettosi che finiscono per rompersi e inquinare. Non mi piacciono le urla stonate e manifesto sempre la mia insofferenza verso le discussioni che non mi appassionano. A volte mi chiedo se sia più patetica l’ostentazione della mia masturbazione o l’orgoglio creatore di chi investe tutto il suo tempo in una disciplina fortemente rimunerativa. Le persone assomigliano a pallottole vaganti che entrano ed escono dalla vita di ogni individuo. Copro le mie spalle con un’indifferenza spontanea e cerco di sfruttare l’energia atarassica per chetare i miei desideri. All’orizzonte non intravedo tempeste ormonali né lembi di terra sui quali attraccare. Ho bisogno di conoscermi un po’ di più per approfittare del tempo a mia disposizione. Anche per oggi ho concluso questo puzzle difettoso composto da frasi sconnesse. Se fossi un mercante importerei un andamento logico nelle colonie delle mie facoltà mentali.

Categorie: Intimità, Parole |

23
Ott

Mix di quotidianità e punk crucco

Inviato lunedì 23 Ottobre 2006 alle 13:32 da Francesco

Ieri pomeriggio sono andato a fare una breve corsa fino alle pendici del Monte Argentario. Dopo lo sforzo podistico sono tornato a casa e ho trascorso il resto della giornata a cazzeggiare nella mia stanza. Attualmente c’è solo un impegno che mi attende ed è quello con la patente. Se potessi decidere il giorno nel quale affrontare l’esame di guida sceglierei il due novembre per ovvi motivi. Ho intenzione di recarmi in Francia per andare a Disneyland da solo prima che arrivi la primavera e spero che i prossimi mesi non cancellino questo mio grande proposito. Voglio mangiare cibo in confezioni colorate per vomitarlo all’interno delle attrazioni del parco giochi transalpino. Per adesso posso fare a meno delle vette tibetane e dei paesaggi neozelandesi. Mi chiedo quanta sia l’adrenalina che accompagna un corriere della droga attraverso le dogane e, se a questo mondo fosse concesso sbagliare, proverei a cercare la risposta sulla mia pelle. La cronaca mi ha fatto scoprire una band neonazista della Germania: i Landser. Il cantante del gruppo è stato condannato a tre anni di carcere a causa del forte odio raziale che caratterizza i suoi testi. Tranne poche eccezioni (Ramones, New York Dolls e Clash) non sono mai stato molto attratto dal punk e tantomeno da quello teutonico, ma devo ammettere che mi piacciono gli album dei Landser e quando li ascolto la mia immaginazione riproduce le grandi manovre della Wehermacht. Non sono un neonazista e non apprezzo i Landser solo per il loro sound, ma anche per le loro traversie giudiziarie.

Categorie: Parole |