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Giu

Allan Holdsworth – Proto Cosmos

Inviato venerdì 30 Giugno 2006 alle 20:47 da Francesco

Allan Holdsworth è un chitarrista che mi aggrada molto e per me rappresenta il top del jazz fusion assieme a Frank Gambale. Non mi piace tutta la sua discografia, infatti trovo ancora un po’ ostico l’ascolto di alcuni dei suoi lavori sperimentali. In passato Holdsworth ha suonato questo pezzo, “Proto Cosmos”, assieme a Tony Williams, celebre batterista jazz morto nel 1997.

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Giu

Dinamismo interiore

Inviato venerdì 30 Giugno 2006 alle 12:58 da Francesco

Chi abiura le certezze oppiacee compie un primo passo verso la nuova costruzione di se stesso. Penso che sia indispensabile mettere sempre in discussione i convincimenti creati dalla propria interazione con la realtà e non solo i dogmi atavici che imperversano, a volte inconsciamente, nella morale individuale. Credo che sia fondamentale ammainare l’orgoglio per lavorare con attenzione e precisione sulle nuove fondamenta esistenziali. Alle volte è difficile ammettere gli errori del proprio vissuto e la difficoltà dell’autocritica risiede nel rischio della confisca di qualsiasi punto di appoggio. Ritengo che l’immaginazione sia uno strumento eccellente per simulare le crisi d’identità, a patto che ci si attenga a dei semplici passi senza ingannare sé stessi. Prima di tutto è indispensabile raccogliere le convinzioni che caratterizzano la propria vita, in seguito occorre concentrarsi e immaginare sé stessi senza l’ausilio delle convinzioni raccolte poc’anzi e infine è fondamentale, o almeno io ritengo che lo sia, prolungare il più a lungo possibile l’immagine inquietante e deforme della propria instabilità. Un esempio semplice: se per una persona il pilastro portante della sua vita è un affetto, essa doverebbe iniziare a immaginarne la morte. Queste non sono perle di saggezza né insegnamenti mistici, ma semplici accorgimenti che coadiuvano la tranquillità della mia esistenza. Le parole sono malleabili e non è detto che questi astrattismi funzionino per tutti. Penso che il dolore abbia il suo punto di forza nella sua comparsa improvvisa, brusca, inaspettata, ed è per questo motivo che allenare la mente con pensieri oscuri può aiutare ad accorciare i tempi di permanenza del male. La preparazione della mente al dolore non deve essere una via crucis, ma, forse paradossalmente, deve avvenire in grembo a una serenità interiore non dettata dalle consolazioni religiose o dalle relazioni più o meno sentimentali. La paura del vuoto esistenziale è enorme e può portare al male oscuro, ma essa è solo una fobia ingannevole contro cui scagliarsi a occhi chiusi.

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29
Giu

Vis-à-vis

Inviato giovedì 29 Giugno 2006 alle 13:28 da Francesco

Cosa manca alla tua vita? Hai mai compiuto un’analisi approfondita per conoscere i veri desideri della tua esistenza? Credo che tu debba insinuarti nella tua intimità per ottenere qualche risposta. La speleologia della propria interiorità può far emergere elementi importanti per la ricerca dell’appagamento personale, ma questa pratica spesso non è indolore e può richiedere molta pazienza. Ci sono numerosi fattori esterni che hanno la facoltà di infastidire lo studio di sé stessi: frasi fallaci di persone affette da problemi invisibili, modelli imposti dai burattinai del marketing, coincidenze negative e piani architettati per rendere instabili certezze già traballanti. Non devi lasciarti ingannare dalle parole e nemmeno dalle vesti scure che talvolta ricoprono gli eventi. Talvolta le persone pongono accenti neri sulle tragedie altrui per proiettare verso l’esterno i propri drammi ed è importante che tu riconosca questi accenti per evitarli e per pronunciare correttamente le tue azioni. Non affidarti spesso alle previsioni degli altri, perché spesso non possono avere un livello di empatia così elevato da comprendere il tuo modo di porti nei confronti delle situazioni più disparate. Le parole sono solo il rivestimento della grande struttura esistenziale che poggia sui fatti. Le nozioni sono importanti, ma la capacità di metterle in pratica è molto più rilevante. I ragionamenti a scopo speculativo hanno solo una funzione ludica per il narcisismo intellettuale, ma non riescono a compenetrare la realtà se non sono seguiti dai fatti. È tutto molto più semplice di quanto tu creda, e forse dovresti proprio smettere di credere per attenerti ai moti concreti del mondo e non ai venti verbali che spirano con ambiguità.

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28
Giu

Un sunto

Inviato mercoledì 28 Giugno 2006 alle 12:07 da Francesco

Sembra che gli israeliani si siano incazzati parecchio in seguito al rapimento di un loro soldato. La Striscia di Gaza non conosce pace e sulla sua terra biblica il traffico è causato dai carri armati e non dalle auto. Anche in Sri Lanka le cose non vanno molto bene e le azioni dei ribelli Tamil sono la prova dei contrasti interni che bagnano di sangue l’isola che si trova a sud dell’India. Le notizie di oggi hanno portato le mie parole in Medio Oriente, ma credo che anche l’Italietta abbia qualcosa da offrire sul piano della cronaca. Prodi asserisce che l’evasione fiscale è a livelli inaccettabili: wow. Non credo che serva un economista per constatare la predilezione degli italiani a non pagare le tasse e penso che il boom dei condoni durante la passata legislatura abbia già evidenzato il difficile rapporto tra erario e contribuenti. Il referendum sul federalismo ha fatto imbronciare Umberto Bossi e mi chiedo se ora il leader “spirituale” della Lega Nord abbia intenzione di mettere in atto le “vie non democratiche” che ha accennato prima del voto. Sui giornali trova ancora spazio l’ennessima love story tra un “potente” e la troia soubrette di turno che ha allargato le gambe per apparire davanti alle telecamere. Moggi sostiene di essere stato crocefisso, mentre Gianluca Pessotto ha messo in atto un tentativo di suicidio con tanto di rosario: ormai la Juventus non sforna più campioni, ma solo martiri. Probabilmente la società bianconera si trasferirà a Gerusalemme e farà giocare la sua rosa a nascondino di fronte al Muro del Pianto.

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27
Giu

La Vita a Modo Mio

Inviato martedì 27 Giugno 2006 alle 17:05 da Francesco

Ieri pomeriggio, prima che l’Italia vincesse immeritatamente la partita contro l’Australia, ho finito di vedere “La Vita a Modo Mio”. In questo film uno strepitoso Paul Newman interpreta Sully, l’anziano protagonsta che si ritrova ad agire e riflettere sugli errori del suo passato. La storia è semplice e coinvolgente, e mette a confronto tre generazioni sullo sfondo innevato di North Bath, un piccolo paese statunitense. Vicissitudini familiari ed economiche, un po’ di cinismo e giuste dosi di disillusione e romanticismo sono alla base di questa commedia diretta da Robert Benton. Nel cast figurano altri nomi importanti oltre a quello di Newman: Melanie Griffith, Bruce Willis e Jessica Tandy. Mi hanno colpito questi centodieci minuti di quotidianità e in alcune scene ho rivisto qualcosa del mio vissuto. Quella che segue è una parte di un dialogo che mi ha fatto sorridere. A un tratto il figlio abbandonato da piccolo chiede: “Se non hai fatto il padre con me, come mai ora fai il nonno con lui?”. Sully, il vecchio padre, risponde: “Perché da qualche parte bisogna cominciare”. Ho bisogno di storie semplici e verosimili per allietare le mie giornate, e mi auguro di trovare presto film con una capacità altrettanto acuta di raccontare le virtù e le debolezze di persone normali.

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27
Giu

Loop

Inviato martedì 27 Giugno 2006 alle 15:13 da Francesco

Ho addobbato la mia stanza con due bandiere: una dell’Arabia Saudita, l’altra della Corea del Sud. Voglio coprire le pareti della mia stanza con i colori di paesi lontani. Giugno non è stato un mese prolifico per la mia vita, non ho fatto praticamente nulla in questi ventisette giorni e non ho progetti per i mesi a venire. Il mio milgiore amico in questo periodo è un pallone sgonfio con il quale trascorro ore di palleggi e scatti. Tra qualche giorno inizierò nuovamente scuola guida, ma la voglia di mettermi al volante è poca. J. è lontana, penso che ormai sia evaporata dalla mia esistenza, io sono altrettanto distante da me stesso e non mi rendo conto del tempo che passa. Alle volte mi vedo come un equilibrista che salta sul nulla. Sembra che io non abbia molte ragioni per essere sereno, tuttavia la mia zappetta esistenziale continua a coltivare una tranquillità amorfa e ineffabile. Non ho nulla di cui preoccuparmi e nessuno a cui rendere conto delle mie azioni. Il blues del defunto Roy Buchanan accompagna lo strambo gaudio legato alla mia assenza di impegni e relazioni. Talvolta è tremendamente piacevole non avere un cazzo da fare. Alle vote credo che la mia inerzia mi infastidisca a causa della salutaria necessità di cambiamenti che caratterizza molti esseri umani. Trovo molto inquietante la ripetizione perenne e quotidiana delle azioni di una persona lungo tutto l’arco della sua vita.

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Giu

Una tempesta lontana

Inviato lunedì 26 Giugno 2006 alle 13:58 da Francesco

Un grande veliero si trova in preda ai moti violenti di onde gelatinose. La ciurma bestemmia all’unisono e impreca contro la grande volta arancione che sovrasta il creato. Nella stiva un mozzo assai sensibile è impegnato a scrivere una lettera alla madre e si augura che la bottiglia nella quale infilerà la sua epistola possa giungere fino ai piedi della sua genitrice. La tempesta di sapone non cessa, i suoi slanci cullano violentemente lo scafo e sventolano le vele come quei fazzoletti bianchi che celebrano l’addio in mano alle mogli e ai figli. La schiuma oceanica candeggia la sottile linea della casualità oltre la quale si trova il disastro. Alcuni marinai atei alternano bestemmie e preghiere, altri marinai più impavidi mantengono l’attenzione sulle proprie mansioni. Le bussole ruotano velocemente, il timoniere è comandato dal fantasma della paura, l’albero di maestra oscilla senza sosta e sul ponte la speranza e la rassegnazione si esibiscono in un tango frenetico. Gli uomini a bordo sono abili con le cime, ma non sanno sciogliere i nodi alla gola. La costa è lontana e l’apparizione di un nuovo faro è una chimera troppo dolorosa per le menti in balia dei flussi oceanici. Il terrore raffigurato dai muscoli facciali dell’equipaggio è un bassorilievo che rappresenta l’impotenza dell’uomo di fronte all’irrazionalità degli elementi. La bonaccia raccoglierà le note suonate dalla tromba marina. Assi di legno, vestiti strappati e barili vuoti resteranno in superficie. La vita abbandonerà la nave per arrembare la barca di Caronte.

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Giu

Realtà e masturbazione

Inviato domenica 25 Giugno 2006 alle 14:36 da Francesco

Indvidui che conosco superficialmente disperdono atteggiamenti melliflui e frasi di circostanza all’interno di stanze asettiche e buie. Accanto a me camminano soggetti di cui diffido. Le mie antiche conoscenze hanno assunto un volto nuovo che io non voglio osservare. Non faccio parte degli ingranaggi sociali che regolano le relazioni tra doppiogiochisti e per questo motivo cerco vanamente spunti alternativi caratterizzati dalla schiettezza. Mi annoiano i trucchi della gioventù borderline. Sono ancora troppo acerbo per assaporare certe sostanze ontologiche, nonostante la mia età anagrafica faccia credere il contrario. La telecronaca dell’America’s Cup scandisce il mio pomeriggio ozioso: non capisco nulla di nautica, ma mi piace vedere le imbarcazioni che falciano l’acqua. Ho bisogno di lavarmi e di fare qualcosa per prendere a calci in culo il caldo e la noia. I polpacci mi dolgono ancora: gli effetti dei crampi che ho avuto qualche giorno fa non sono ancora scomparsi. L’afa solletica i miei ormoni e penso che tra poco mi farò una sega per svuotarmi le palle. Per me è dura mantenere i testicoli vuoti e spero che in futuro la medicina possa aiutarmi. Mi chiedo se una semplice vasectomia possa risolvere i problemi legati alla mia necessità di espellere il liquido seminale. Alle volte vorrei essere un sacerdote per confessare la mia prostata. Io sono la prova vivente che l’onanismo cronico è deleterio.

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Giu

Medine – 11 Septembre

Inviato sabato 24 Giugno 2006 alle 14:48 da Francesco

Mi piace molto Medine e ho ascoltato fino allo sfinimento il suo album “Jihad”. Ho sempre apprezzato l’hip hop francese e l’ho sempre considerato un buon modo per sbirciare il disagio sociale legato alla società multietnica della Francia. Cercando materiale su Medine ho scovato questo video che mi ha colpito positivamente. L’undici settembre è stato il battesimo del fuoco dell’ennesima jihad. Temo il fanatismo islamico, ma allo stesso tempo mi affascina la figura del kamikaze e la determinazione di chi adempie alla propria follia religiosa con totale abnegazione.

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Giu

Appunto quotidiano

Inviato sabato 24 Giugno 2006 alle 12:48 da Francesco

Stamane mi sono svegliato a seguito di una polluzione notturna. Non mi piace eiaculare involontariamente e detesto i sogni erotici. In questo periodo mangio molta più frutta del solito e parlo ad alta voce con me stesso. Alle volte mi dispiace che i miei geni non siano granché. Non mi aggrada questa estate: la trovo eccessivamente calda e molto noiosa. Sono ancora alla ricerca di un modo nuovo per ingannare il tempo, ma finora non ho trovato nulla che mi soddisfi. Probabilmente continuerò a infarcire i miei giorni con le mie solite attività. Da piccolo speravo di vivere un’avventura come quella raccontata ne “I Goonies”, ma nelle vene dei miei primi vent’anni non è mai scorsa l’adrenalina. Credo che la noia sia la figlia putativa del benessere materiale, ma preferisco vederla come una brutta bestia che ho imparato ad addomesticare durante gli anni. Le mie parole sembrano atarassiche, ma in realtà riflettono qualcosa che in questo momento non sono in grado di definire. Più tardi mi recherò nell’ingresso della mia casa, inizierò a palleggiare e cercherò di non rompere nulla. Mi sento un dodicenne disadattato quando passo molto tempo a calciare un pallone per evitare che cada a terra. Mi diverte ancora giocare a calcio da solo e fare contemporaneamente la telecronaca delle mie azioni. Tra pochi secondi mi alzerò, mi recherò in bagno, mi farò una doccia per contrastare l’afa e poi mi metterò a tavola per pranzare di fronte a una sedia occupata dall’etere.

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